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DEL
VESTARARIO
&ELLASANTA
ROMANA.CHIESA
DISCORSO
D I
D. PIERLUIGI GALLETTI
ROMANO
MONACO CASSINENSE,
m ROMA MDCCLVIU .
PER GIOVANNI GENEROSO SALOMOKI
STAMPATORE, S LIBRAIO.
to.» Lics/tZjt De. st> f sjciax t.
ALL' ERUDITISSIMO, E CHIARISSIMO
SIGNOR CONTE
GIUSEPPE GARAMPI
PATRIZIO RIHINESE
CANONICO DEIXA BASILICA VATICANA
B PREFETTO DELL' ARCHIVIO SECRETO APOSTOLICO
D. PIERLUIGI GALLETTI ROMANO
MONACO CASSIHSNSS.
Ppena , ch'io ebbi Tono^
re nell'autunno dell'anno
MDccxLviii. di contrarre con
eflbvoijCHIARISSIMO SIGNOR CANONICO,
quella (incera amicizia, e rifpettofi Cervi-
tu , che vi profèflò , incominciafte ben to-
fto a ftrmi partecipe delle rare notizie dì
erudizione , che con maravigliofò ftudio,
ed indefèflk ricerca vi fiete andato pro-
cacciando. Ben vi fòvverrete, che mifi-
* » celle
certe allora un ribcraliffimo dono di va-
rie copie di molte belle , ed utili ifcrizio-
ni da voi fteflò diligentemente trafcrittc,
e che fra quefte una ven* era {coperta di
frefco nel pavimento della bafìlica ai s. Ma-
ria Maggiore , in occafione , che con (òn-
tuofà magnificenza fi rìfliora va , ed abbel-
liva dalla (anta memoria del pontefice Be-
nedetto XIV. mancato di vita, quando già
era bene incamminata la flampa « ch'io
avea per (uo benigniffimo ordine intra-
prefa delle ifcriziohi delia nazione Bolo-
gnefè, giufla il metodo da me tenuto, e
da lui approvato , nel pubblicare quelle
della nazione Veneta • Ora la (addetta i(cri*
zione apparteneva ad un Teofilatto Ve-
ftararìo della fanta Romana Chieft , E
ficcòme di queft'offizio niuno, ch*io mi
fàppia y ha mai trattato , cosi ho fèmpre de-
fiderato e comodo , ed opportunità di
poterlo in alcuna guiià illufirare , coli' uni*
re ciò , che per me fi potea , circa la vera
idea , che fi debbe avere di una tal cari-
ca , che certamente fu quant* ogn* altra
ragguardevole , td importante , e col met-
tere in veduta i perfonaggi cbiariifimi
che
che rhantió occupata . Perlochè avendo
io ora avuto t:empo , e dirò ancora, for-
tunati incontri perefèguire cosi fatto mio
penfiero in quella miglior maniera , che
ho iàputo, giacché infigni veramente fch
no ftatì i monumenti » che intorno a tal
{oggetto fi è degnato fòmminiftrarmi il
dotdilìmo non meno , che Eminentìffimó
fignor cardinale Tamburini , a voi era do-
vere , eh* io con quefti fogli rendeffi in
un certo modo la luddetta ifcrizione , la
quale giufta il metodo , ch'io mi fono
prefiflb , ritroverete collocata in quel più
vero luogo , che potea ella avere in que-
llo mio , qualunque (iefi , ragionamento cir-
ca il veftiario , e circa 1* officio del Vefta-
ràrio pontificio, di cui mi fono propofto
di parlare .
NOS
NOS D.NICOLAUS MARIA
ROGGERI A FINARIO
Ahhas , & Vrcefes Cqfinenfìs .
X
Llbrum , qui infcrìbitur Del Veftarario della fante Rjth
matta Cbiefa (Stc, au6lore 1*. O. Petro Galletti ab Urbe
Congregatìonis noftrae Decano , juflii noftro recognitum , &
publica luce dignum judicatum., quoad nos attinet , edi polle
Concedimus . In quorum &c.
Datum Papiae ex s. Salvatore die 21. Februarii 17$'*
D* Nkolaiis. Maria Roggeri Jtbbas ^
& Fraefes ,
£x reg. fol. 227. a teigo •
!>• l^teolaut Maria GalUfiah Vrhi
Fro^aeellarius •
I
APPRO
APPROVAZIONI.
PER commiffione del Reverendi Aimo Padre Maeftro del Sacro Pafazzò
ho Ietto il Difcoffo del Padre D. Pierluigi Galletti Romaao monaco
Cafliaeofe fui Veilararìo della S. K. C. , uflSzio eccleiiafiico andato in di*
l'ufo 9 del quale anche la memoria era rimafa fepolta traile vecchie carte
degli archivi » e vien ora richiamata alla luce per la diligenza del dotto
'Autore di quefio difcorfo » che «rriqohilce le ipolte antiche, memorie ,
che apporta con giudiziofilflme riflefljoni • Onde ftimo vàntaggiofo al pub«
blico di darlo alle ftampe » non eflendovì cola » che 6z contraria alla faM
(aJede , e a' buoni collumì*
Pai Collegio CelcAino di Roma i^« Gennaro 17; S;
Oé CiUfiino Hpllù iAhate TrocHTéttoti
Generale de^ CtUfiini w
HO letto con fommo piacere lapre&njeDfCertazion» » ^ Difcorftf
fopra il Vefiararìo della S. R« CI, e rno ritrovato pieno dentile ,
€«recondita erudizione , e dejjfno per ogni |^u1fa d' efler ebnnioicitó alla
repubblica letteraria , che glr&rà quellieto accoglimento, che ha fatto
all' altre Opere del dotto Autore , tanto più , che non contiene cola al«
cuna oppofia alla noftra a* Fede^ ed a* buoni coftomi • Ed in fède qucftp
di 21. Febbraio 1758^
IM^
ì M P tt: I M A TU Kf
Si vidèbitur Reveieiidilluno Patri Magiftro Sacri Palatu Apo^
fidici •
F. M, de Rubeis Pattiarcba
Cbnflaafittop* Ptcefg^
1 M F It IM A T U R .
4 ■
é
1?f. Vincentins Eiena Ordiais Frae^catonini , Reverendtfllaii
- PatiB Sacri Palatiì Afoftolicì Magiilh Socius.
PEU
DEL VESTARARIO
DELLA
SANTA ROMANA CHIESA i
Llorchè noi negli antichi autori ecclefìadici trovia-'
mo mentovato il vefiiario pontifìcio , onde il fuo
cuftode prendeva il titolo di Veftarario non bifogna ,
che attendendo il puro fignifìcato della voce vejìia*
rio j per efTo intendiamo un luogo , ove folamente
fofTero ripoftc !e facre vedi, che al Romano fonteBce doveano ferr
. vite nelle ecclefìadiche funzioni ; poiché dal confronto delle anti-
che tenimonianze ci fi rende chiaro ^ ch'egli era una parte del
palazzo Lateranenfe , in cui , oltre alle vefti , fi cuftodivano an-
cora le cofe più preziofe confiftenti in oro , in attento , in pre-
ziofe gioje , e vi fi tanea altresì ripodo del denaro in fomma confi'
derabile . Abbiamo ciò apertamente prelTo it Baronia all'anno dlix.
ove egli riporta una bolla di Giovanni III. ' nella quale fi dice,
ch'egli terminò la bafilica de* ss. XII. ApoftoU incominciata gi^
da Pelagio : che di più la ereflc in tìtolo cardinalizio , aflcgnandole
i confini della parrocchia, e che di varj doni T arricchì, prefi dal
pontifìcio •veftiario , i quali erano certamente preziofi , come quei
che confiftevano in vefli di feta allora rare , e di molto valore ,
ed in otto libbre 3* oro, ed in quattro di argento: //j/«/»er , dice
il papa in quella bolla, ex facro nofiro 'vejiiario bac donaria con'
tultmus , videlicef crucem unam auream per^antem Ubras fex ,
caticem unum aureum penfantem Ubras duas , calices duos argen-
teos penfantes Ubras quatuor , veftes quoque fericas cum gemmis
albis & auro contexsas quatuor '.
Sappiamo pure, che ottant'anni dopo il veftiario della S.R.C.
continovava ad e0ere ripieno di ricchi arredi , e che contenea al-
A Uiù
(i) Fu creato papa Tanno pix. e fini dì vivere nell' anno Vìxaa,
I
2 . D E L V E S T A R A R I O
tres\ molto denaro ivi rìpofto da Onorio L ' Ceì dice Anaflafto.
bibliotecario nella vita di Severino papa , ove racconta il fagrilego
attentato y che circa Tanno dcxxxix. fu commelTo nel patriarchio
Lateranenfe , ed in ifpecie nel veftiario : A' tempi , dic'egli , di Se^
^verino papa fu devaftato Vepif copio Lateranenfe da Maurino car-
tulario y cioè archivila imperiale , e da Ifaacio patrizio ed efarco
à^ Italia y mentre il fuddetto pontefice era tuttavia {blamente eiet-
tò .. Ma prima che veniflè Ifaacio , impervcrfanda Maurilio con-
tro la chiefa di Dio y e congiuratoti con alcuni malvagi uomini , li
pofe tutto ad iiiigare le Romane milizie dicendo loro : A che ferve,
che tanti denari fieno ilati ragunati nell' epifcopio Lateranenfe da
Onorio papa, fé poi quefti foldati nulla ne poflbno profittare pe*
loro bifogni ? Forfè gli (lipendj , che puntualmente fimperadore
vi ha mandati non fono ivi (lati ripofli da quel fanto papa? Udi-
toti ciò ben totio fi commoflfero tutti contro la chiefa, e quanti
vi erano in Romoi e giovani e vecchj corfero armati , e tentaro-
no di eqtrare nelT epilcopio Lateranenfe y ma non poterono pene-
trarvi per la refitienza , che loro fu fiitta da partitanti del pon-
tefice Severino • Veggendo tutto quetio Maurilio fé trattenere
r efercito intorno allo (letib epifcopio , e dopo tre giorni finalmen-
te vi entrò con i giudici , che ti erano trovati feco , allorché con-
cepì quedo si empio difegno , e fotto fpecie di pace, avendo ti-
gillato tutto il vejiiario , ovvero i prezioti doni lafciati a S. Pie-
tro per fervire a' poveri ed al rifcatto degli fchiavi , chiamò Ifaacio
z Roma ; il quale venutovi prontamente mandò prima in etilio
i principali della chiefa , perchè non vi foflfe chi ti opponefle , e
poi per otto giorni continui ti trattenne nel vejiiario , e tanti gliene
bifognarono per rubarlo tutto , mandandone una porzione in Co*
fiantinopoli ad £rjr//a imperatore • L'ultime particolaritìi di que-
llo fatto è bene , che s' intendano ancora dalle fteflTe parole di Ana*
fiajio: Poji trjduum autem introivit Manricius cum judicibusy qui
inventi funt cum ipfo in conjilio : & intrantes fuh fpecie pacis
JilHlaverunt omne vesti ari vm ecclejue fen cimilia epifcopiiy quìC
Càrijiiani imperatore^ , feu patricii & confuths prò redemptione
animar um fuarum beato Petro apojiolo dereliquerant , ut pauperi-
bus fingulis temporibm prò alimoniis e ro^arentur , feu propter re-
demptionem captiijorum . Poftmodum miju Mauricius epijìolas fuas
ad Ifaacium patricium Ravennam , de eo quod aHum eji , quomodo
iùfe cum exercitu figillajfet omhe vestiarivm epifcopii : & quìa
fine aliqua UJione omnem fubftantiam pnediBam potuiffent de-
fradan . Cumque hoc verius cognovijfet Ifaacius , ventt de Ra-
venna
(0 Eletto iidraiiiio])cizr. ledette nella GattdadiStPietio peraittuma.in circt«
• I
DELLA S- kOMANA CHIESA; ^
^enna in chi f arem Rmanam ; & mifi omnes primatei ecelejlc
fmguìos per fing^las civitates in exilium , ut non fuiffst qui ci
rejtjiere debuijjet de clero , Foft dies aUquantos sngrejfus eft Ifaa-^
cìhs patri ciuf in ePffcopium Lateranenfey & fuit sèi dtes o^o^ uf-
que dum omnem jubftantiam illam depraedatus eft • Eodem tem^
pare direxit ex ipfa fubjiantia partem quamdam in civitatem re^
giam ad Eraclium imperatorem p Ed ceco donde pofliamo trarre
certa notizia , che nel veftiario Lateranenfe fi cuftodivano jaltresì
i denari della chiefa per fervire al foftentameiito de' poveri ^ ed al
rìfcatto degli fclfiavi , ciò che fi ha pure prefTo Jo fteflo AnaftafÌ9
nella vita di Stefano V^ eletto Tanno pcccLxxxiiii. ficcome pia
fotto mi converrà ridire^ Perlochè veggiamo, che il Vefterario , il
quale ne avea la confegna , godea in quefta parte un pollo .equi*
valente a quello di elemofiniere del facro palazzo ^
' Dove a un dipreflb fituato fofle quefto luogo ^ che fi dicea
il vefiiario pontificio ^ T abbiamo pure in Anajiafio nella vita di
Stefano IH. ove narrando la forprefa ^ che Tanno pcctxvir^ noa
eflendo ancora fpirato papa Paolo I. , Totone duca di Nepi co*
fuoi fratelli Cojìantino , Pafjivo , e Pafquale ardì fare in Ro^
ma , perchè foSt eletto papa lo fteflo Cqftantino ^ foggiuoge y
che eflendo rimafo uccifo Totone fuddetto, fugitifdem Co/ìantmus
cum fuprafcripto Paffivo & Tbeodoro epifcopo àr vieedomino fu9
in bajiticam Salvatoris , & defcendentes ad fontem in ecclef$am
S.Venantii aliquantulum ibidem refederunt ^ & confiderà ntes me-
lius fepojfe falvari^ in vesti arivm afcenderunt ; illuc intus ora-
torium S. Caefarii ingredientes ^ claufifque fuper fé januis ibidem
refidebant; & ^enientes pofl aliquantas boras bujus Romana ur-
bis militi<e judices , eos ex ipfo oratorio ejicientes , fub caute la
munierunt . Quefte parole di Anaftafio , fé ben fi avvertono , fan-
no conofcere , che l'oratorio di S.Cefario martire era nello ftef-
fo vefiiario ; ond' io non fo intendere , perchè il Rafponi ' trat-
tando di queir oratorio , ed avendo fotto gli occhj lo fteflo tefto
di Anaftafio , dica , che prope vbstiarivm erat oratorium S. Cae-
farii . Nel capo precedente avea pur detto, che contiguo all'ora-
torio di S. Niccolò vefcovo Calijìo IL avea fabbricato due ca-
mere , fotto le quali era fituato il veftiario pontificio , quibus cw
biculis erat fubjeBum vesti arivm , e non gi^ parla di quello, che
vi potea cflere fatto di nuovo ne' tempi di Cali/io fuddetto , ma
d^irantichiflìmo 4^1 patriarchio . Or quefto pure non fi può ammet-
tere , poiché il vefiiario , da ciàt che dice Anaftafio , non era n«i
primo piano , ma era in luogo alto e fuperiore y giacché dice ,
A 2 che
(0 De bafiL Later. Iib«zv. capami.
4 delvestahàrio
che Cojidttfino , Pafflvo , e quegli altri , dopo di eflere difcefi nel-
la chiefa di 5. Venanzio y in veftsarium afcenderunt . Qualche al-
tra cofa doveano contènere le ftahze , ch'erano fottopofte alle due
edificate da Califio IL preflb la cappella di S. Niccolò , poiché
nella fua vita fcritta dal cardinale àijfragonay riferita àsLÌMura^
tori T.iiu Scrip^rer. ItaL'pag.420. il legge: Hic a fundamento
conjiruxit in palatio Laferanenji capellam S. Nicolai ad afjiduum
Romanorum pontificum ufum , fuxta quam aedificavit duas came^
ras contigua s cum tuta Tjeftiarioy quod fub eis fieri fecerat^ unam
wdelicet cubicularem y & prò fecretis confiliis alteram . Altri co-
dici leggono ctéto vefcano y eh' io non fo che fi voglia fignificare • Il
vero è, che fé da' fondamenti C^///?^ erede queir oratorio , fegno
è manifefto , che avanti di lui in quel piano non vi era nulla «
Oltre di che noi non poflìamo fupporre , che confìftefTe il veflid'
rio in' una o ò\)t camere : bifogna credere che foffe un edifizio
aflài più grande e capace , giacché in efTo fi educavano nobilifli-
mi giovani per poi (ervire alla cura del medefimo , ficcome fi
legge nello fteffo Anaftajio di Leone IIL il quale , come ritorne-
rò a dire più fotto , fu ivi fino da fanciullo allevato • £ quelF iftef-
fo oratorio di S. Cefareo y eh' era forfè la chiefa desinata all' ufo
della fcuola del vejtiario y non dovea eflere fé non ben grande y
poiché fappiamo, che morto Liir/(? IL quarantatre cardinali ivi fi
congregarono , e vi eleflero pontefice l'abate di S^jinaftajio alF acque
Salvie y che fu Eugenio IIL Per tutte le fuddette ragioni dobbia-
mo conchiudere , che nulla ha che fare col vejiiàrio y di cui noi
parliamo, ciò che dice {^Alamanni De pariet. Later. a pag. 17. del-
la nuova edizione , che ne ha procurato il dottiffimo monfignore
Bonari y che la bafilica di S. Gregorio preflb il Laterano era il
vejiiario della chiefa: Bafilica S. Gregorii vesti kKiwM fui t , quam
bodie cameram vocant paramentorum . In ea cardinales Ór reliqui
antiftites y qui inter religiones pontificibus praefio evant y facra
jumebant indumenta . Il nofiro vefiiario era luogo fuperiore , a
cui fi andava dalla parte del battiftero , e ferviva non pure per le
vedi y ma anche pe' denari e per le cofe preziofe , e la bafilica o
£a l'oratorio di S. Gregorio era una chiefetta di due altari a pia-
na terra y fiaccata affatto dal battifiero , come fi può vedere pref-
fo il Rafponi nella fua tavola icnografica y che riporta a pag. 38^.
ove non nego y che fi poteflero vefiire degli abiti (acri quei y che
dove ano intervenire alle funzioni ..
Quegli adunque y che prefedeva a quefio luogo , che fi di-
cea il vefiiario Lateranenfe y era chiamato il Vefìarario y ed an-
che il Vefiarario domnico y cioè del fignore ^ vale a dire del papa ,
DELLA S. ROMANA CHIESA- s
del padrone , denominazione la quale avea comune con i Vejia-
rarj degli altri principi di quei fecoli , ciò che fàcilmente fi po-
trebbe con efempj comprovare , tratti dagli antichi fcrittori , dal-
la qual cofa mi aftengo, non facendo al mio propofito. Non ab-
biamo però ne' medefimi fcrittori alcun monumento , per cui
polliamo né pure congetturare , quando nella corte pontifìzia fofle
iftituito quell'officiale • Egli è certo ^ che fempre uno vi fark (la-
to deputato a tenere la cura de' facri arredi , e delle cofe preziofe
del patriarchio Lateranenfe ; ma quando appunto incominciaflfe a
eflere diftinto con quefto nome di Vefiarario , egli è incertiffimo .
Oflcrviamo però , che nella corte degl' imperatori Greci il protove^
Ji'iario è officio antichiffimo ; e Codino , dice che l'iditu'i lo ftef-
fo Cojiantìno il grande . Può effere ^ che ad imitazione di quella
di Cojiantinopoli s' introducefle nella chiefa Romana , e {e quefto
è , non recherà maraviglia , che in e0a pure officio nobiliffirao ^
e di moire prerogative egli fofle ; poiché in quella , ove pure ol-
tre alle vefti avea cura dell'oro , de' vafi , e delle pietre preziofe ,
era carica di onori, e di preeminenze ricolma. Avanti che dai'Alef-
fio imperatore fofle iftituito il panyperfebafto , officio , che fi confe-
riva ai congiunti della cafa imperiale , e rendeva il foggetto quafi
eguale allo fleflò imperatore , il protovejiiario otteneva il fecon-
do luogo dopo il magno dome fisco , onde fu ambito da' più co-
fpicui perfonaggi . Dice Cèdreno nella vita di Cofiantino figliuo-
lo di Romano imperatore : Etenim Nicolaum famulorum cubiculi
principem ^fi:holarum domefiicum & accubitorem creavit , Nicepbo-
rum lero fecundas pofi eum tenentem froto vesti ari vm : ed in
Michele Paftagone lo fteflb Cedreno narra , che eflendovi fiata
una firaordinaria ficcitk, ficché per fei mefi non era piovuto, yii/^
plicatum efi in humili procejfu a fratribus imperatoris gefiatìti^
bus Johanne facrum mantile cioè il fazzoletto , ove era imprefla
l'effigie di Crifio\i\gvior noftro : magno domefiico epifiolam Corifii
ad Augarum : ùrotovefiiario Georgio facràs cunarum fafiias . Po-
tea il protovejiiario dormire nello fteflb faero cubiculo dell'impe-
ratore , narrando Leone Grama fico in Michele figliuolo di Teo*
filo , che erat in cubiculo Bafilifcianus imperatoris jujju ad ejus
cufiodiam in Rentacii leBo accubans , il quale Rentacio era prò*
tovefiiario , e fi narra , che poco avanti era fiato mandato da Mi*
chele ad avvifare il patriarca del doverfi coronare Bafilio , e che
gik era in procinto di preparare le vefti imperiali , -t tutte l'altre
fupellettili , che doveano bifognare alla funzione. Matteo monaco,
e facerdote nel fuo opufcolo degli offic) dice. , che i foli protnve*
fiiario , e panyperfebafto poteano ufare il pilco roflb tefliito d' oro
d' ami-
6 DEL VESTARARIO
d' ambe le parti , e che il protovefliaffi ufava i calcei verdi , e i!
party perfebafto di colore di cedro , aP^ae bi magnatum primum qui*
narium complenf ^ e T altro opufóolo di amore incognito riferìfce
Caefar fub imperii crepidine fedet :
Pdnyperfebajius fenatùs eft caput :
Protoveftiarius bonqre clarijjimus eftz
Jjii vefiibus & calceàmenfis Jibi propriis infignei
Primam optimatum conJiitHunt ctajfem .
1\ protovejiario ufava lo fcettro, il quale era di color d'oro e
fT2L{ino fujo coir oro, e rifplendente in forma di vetro . Avea la
lua fedia diftinta, qua etiam margellis infignitur ficut fella pany
perfebajii . Quando T imperatore nelle funzioni afcendea al trono ,
toccava al protovejiiario d' indicare collo fcettro , prima , eh' era
afcefo*^ £?condo, ch'era gik parato- delle vedi imperiali, e terzo,
che gi^ parato fedea nel trono . Finalmente T officio tanto di pa'
nyperfebafto ^ quanto di protovejiiario erano occupati dagli (ledi
nipoti dell'imperatóre. Ora dunque non dee recare maraviglia, fé
iftituitofi quefto (lelTo officio nel palazzo Lateranenfe , forfè ad
imitazione del Conjiantinopolitano , fi conferifle a perfonaggi di
fomma condizione , ed agli fteffi parenti de' papi , e fi appoggiaf-
fero loro rilevantiflime incombenze , ficcome vedremo •
Ma prima fa di meftieri , che noi veggiamo di torre un equi-
voco , che potrebbe nafcere in chi aveflfe per le mani gli eruditiffimi
libri della liturgia de' Romani pontefici componi dal fu ìnfigne mon-
fignore Domenico Giorgi . Egli ha creduto, che ìWeJiarario ^ ed
il primo manfionario foflero la ftefla cofa : Sexto vero faeculo ,
die' egli , ac diu pojiea , qui facrae ^a%ae ponti ficum Romanorum
praepciebatur , vejiararius feu vefttarius ér primus manjionarius
appgllabatur . ' Ma io tengo per fermo , che foflero due officj
didinti, ficchè l'uno non avefle che far nulla coli' altro . Il Ve-
ftarario era quegli, che avea cura delle vedi, delle fupellettili , e
delle cofe più preziofé del patriarchio , non eiclufa ancora una
certa fomma di denajo • Il manfionario era quei , che avea la
cufiodia della chiefa , e delle contigue abitazioni , cosi detto a
manfione^ la cui principale incombenza dovea eflere quella d'invi*
gilare , che fofle tenuta ben monda , e di fomminidrare gli or-
namenti, i vafi, e le fupellettili, che di giorno in giorno bifognava-
no, eflcndovi in que' tempi, come vedremo, tra' vafi maggiori,
che fervivano nelle funzioni piìtfolenni, anche de' vafi minori per
gli ufi quotidiani della chiefa • Ne' dialoghi di 5". Gregorio Ma-
gno * fi fa menzione di Teodoro e di jioondio manfionarj della
bafi-
(0 T.L pag.u. VI. (2) libnul. cap.24. 25.
r- w» ^ '
DEL-LA S. ROMANA CHIESA. 7
bafilica di 5*. Pietro , ed il pontefice li chiama atftodes ecclefìae .
Elaminiamo ora fu quefto punto gli antichi monumenti • Non vi
ha dubbio ) che frsL tutti gli Ordini Romani y che abbiamo^ il pri-
mo di eflì pubblicalo di bel nuovo dal Mabillone nel volume II.
del mufeo Italico , ottiene fopra gli altri una fomma autoritìi e
per Tinfigne fua antichità, fembrando allo fleflTo Mabillone de'
tempi del medefimo pontefice S. Gregorio , e per gì' antichiflfimi
preziofi codici , donde è (lato eftratto • Quivi adunque mi pare ,
che fi abbia abbaftanza per rimanere convinti , che T uno officio
foflfe dipinto dall'altro • Parlandofi di ciò , che doveano fare gli
accoliti nel giorno di PafqUa dice : Acolytbi antem , qui inde jue^
rint y obfervent , ut portent chrifma ante ponti fìcem Ò* eiiangelia :
Jindones & factulos & aquamanus poji eum , ficut fupra diximtif.
jlpojiolum autem fubdiaconus , qui leBurus ejì , ftib cura fua ba^
. bebit y evan^elium arcbidiaconuf . Aquamanus , patenam quoti'
dianam , calicem y fcyphos & pugillares alios argenteo^ Ò* alios au^
reos &gemelliones argenteos , colatorium argenteum & aureum y &
alium majorem argenteumy amas argenteasy cantatorium & ceteta
'vafa aurea Ò* argentea , cereoftata aurea' & argentea de ecclefia
Salvatoris per manum primi manjionarii fumunt (t bajuli por^
tant . Diebus 'vero feftis calicem & patenam majores (T evange*
Ha ma fora de vejiiario dominico exigunt fub figillo Vefterarii per
numerum gemmarum y ut non perdantur . Egli è, per- quanto a
me fembra y. manifefto , che quedo paflfo del fuddetto Ordine I.
diftingua chiaramente i vafi facri quotidiani y che fi confervavano
nella chiefa del Salvatore fotto la. cuftodia del primo manfiona-
rio , ed i vafi maggiori y cioè più preziofi , che fi cuftodivana
nel vefìiario domimco dal Veftarario^ col cui figillo fi confegna-'
vano ai minidri ogn'ora che venia il bifogno di dovergli adoj^
rare . Ciò che ha moffo il Giorgi a credere y che il Vefiararia y
ed il primo manfionario fofTero il medefimo y è flato un pafib
deir Ordine III. il quale apertamente T afferma y dicendo i Sed
bac cura erit acolythorum y ut facri minijierii. vafa per manum
primi manfionarii y Qui eji cujtos dominicalis vejiiarii y accepta
deferantur per bajulos de majori monafierio ad celebrandae fìa*
tionis locum ^ quae funt aquamanile , hoc e fi vas manuale y pate^
naey calices & fcyphi yatque pugillares &c* Ma prima di preftare
tutta la fede a qùeflo Ora/n^ bifogna , che fi rifletta a varie cofe.
Il Mabillone non ha potuto ritrovare altro efemplare diquefl'Or-
dine per confrontarlo y ed offervare fé vi fieno interpolazioni . Vo-
lendo però io concedere , che nelle parole riferite niuna ve ne
fia ^ perfido npn oflante nel credere ^ che nulla giovino a compro-
vare
8 DELVESTARAR-IO
vare y che il primo manfionarìo foflfe lo fteflb che il Vèftararioi
Dallo fcorgerfi , che Amalario , ed il Mìcrolo^o ^ il quale fiorì ne'
tempi di S. Gregorio VII. dopo la metk dell* xi. fecolo niuna men-
zione hanno fatta di €[\\t^ Ordine ^ ben fé ne può congetturare y
eh' eflb fia pofteriore , cioè compofto in quei tempo appunto , in
cui non fi trova piiìi alcun rifcontro dell'officio del Pefìarario •
Perlochè io vo penfando , che allorché eflb fu foppreflb y fofle per-
avventura unito frattanto alla carica dei primo manjionario almeno
in quefta parte della cuftodia de' facri vafi , ficchè fenza alcuna
diftinzione di vafi maggiori , e di vafi minori , di più o meno pre-
ziofi y tutti li ricevefle in cura il primo manjionario , onde con
ragione potefle fcrivere l'autore di quell'ordine, che ÌX primo man^
fionario era cuftode del dominico ^ejiiario .
Vedutofi pertanto chi folfe il Vefiarario pontificio y e che
egli era fehza dubbio diflinto dai primo manjionario y veggiamo
ora quali erano le fue prerogative • Egli adunque era il cufto-
de non folo delle ricche fupeliettili della chiefit Romana y ma an-
che di quel denajo , che fi confervava da parte non per le fpe-
fe quotidiane y ma per li bifogni urgenti firaordinarj , che potea-
no occorrere y di rifcattare fchiavi , e di foUevare' il popolo dal-
la' fame in tepipo di careftia • Per le fpefe ordinarie vi dra de-
putato un officiale riguardevoliffimo , il quale fi chiamava il Jac^
€ellaro , cfetto ancora Jaccolaro da Jacello y cioè da un jpiccioi
lacco , .della: qual voce fi ferve S. Agojiino nel commen. de' Sai-
mi : Ne amijfoy inquit, judicio pauperis in mala caujfa mifericorsy
cujiiSyJi par ci s Jaccello ypercutis cor. Quefti pagava i foldatt , di*
ftribuiva i falar; ai famigliari, ed agli operaj del papa , dava Tele-
mofine y e difpenlava ancora il presbiterio ne' dovuti tempi al cle-
ro^ ed al popolo di Roma y chiamandofi alldra roga quella fomma
di denaro, ch'egli diftribuiva in quefla fpede di donativi cos\ det-
ta ab erogando . Quefto officio era inferiore a quello ^ del Vejia-
rarioy poiché dovendofi fuppore un cert' ordine di preminenza nel-
la maniera y che quefii officiali tenevano nel cavalcare col pontefi-
ce y defcritta nel primo Ordine Romano ; veggiamo quivi , che im-
mediatamente dietro del papa cavalcava prima di tutti il vicedo*
mino y poi il Vejìarario , in terzo luogo il nomenculatore y ed in ul-
timo il faccellario . Si dice ivi : Poft equum 'vero hi funt qui equi*
tant y vicedominus^ vejiarariiss y nomenculator y atque^f accettar $us .
Era poi il pontifìcio Vejiarario così riputato , che a lui graviffime
incombenze fi appoggiavano . Vedremo or ora che Adriano I. vol-
le y che queft' officiale foffe in avvenire il giudice ordinario delle
caufe, che fi foflero per agitare dal nofiro monaftero di Far/a . Al
Fejìa-
!•■
DELLA S. ROMANA CHIESA: 9
Veflarario della chiefa Romana credo pure , che foflfe data T incoia--
benza nel nono fecolo di rjconofcere s' erano legittimi o no i con-
tratti , che avrebbe fatto Giovanni arcivefcovo di Ravenna . Nel
finodo Lateranenfe tenuto da fficcola papa contro quel prelato'
r anno DCCCLXi. fra l'altre cofe, che furono dal pontefice decretate .
circa la condotta , che quel prelato dovea tenere in avvenire , (i
legge Quella particolarità : Nibilominus praecipimus tibi , ut num*
quam res cufufcumque perfonae qualicumque sn^enio^ vel cbartula
acquifitas & pojfejfas otim^ modo ocfupesy aut titulum fuperimpo'
nasy donec in praejentia Apojiolica vel miffi ejus aut vesterarii
Ravennae legali ordine illas in judicio convincas . Ma giova ay
vertire , che la lezione Fefterarii Ravennae nel Bibliotecario , il
quale riporta nella vita di Niccolò gli atti di quefto concilio^ non è
ben certa , variando molto i manofcritti piii infigni • In un codi-
ce Regio ^ ed in un altro del Tuano ha oflfervato T eruditillimo ed
ìnftancabile P. Bianchini , che in vece di Vefter^rii Ravennae fi
legge Vefierarii R. ficchè fi può anche dubitare , che non dica
peravventura Fejierarii Romani , tanto piìi , che può fembrare
afiai (treno y che il pontefice voleiTe in un certo modo foggetta*
re r arcivefcovo ad un otfìciale della fua chiefa , ficcome pure^
che di egual pefo fi credeflè la ricognizione di quei documenti y
o fatta fofle dal papa (leflTo , o dal Vefterario dì Ravenna . Pare
certamente y che volendofi dal concilio y che fi rimanefle ben fi-
curi del titolo di dominio , che poteffe queir arcivefcovo preten-
dere fopra gli altrui beni , cofa di tanta importanza , piuttoRo,
che a perfone dipendenti da lui ftefib y voleflero que' Padri rimet-
terne r efame , ed il giudizio a' giudici di Roma y fra' quali ab-
biamo fondamento di credere y che uno de* principali era il Fe^
fierario Lateranenfe .
Avea oltre a ciò queft' officiale un patrimonio a parte y dalle
cui rendite io m' immagino , che fi ritraefle il bifognevole e per
lui , e per mantenere i miniftri dello ftelTo vejiiario . Vedremo a
fuo luogo y che Pipino Veftarario neir anno dccclvii. concedè
in enfiteufi un luogo nella regione feconda di Roma , il quale era
di ragione del vejiiario , ed a lui dovea ricadere mancata y che
foflfe la terza perfoha dell' enfiteuta . Poflfedea una majfa y la quale
fi dicea del vefiario y ed era fituata preflfo un luogo detto Capitinia'^
no di \k dal ponte Salaro due miglia in circa lungi da Roma , e preflfo
ancora alla chiefa di s. Colomba y che dk il nome ad una tenuta y
che fi poflfiede dall' Eccma Cafa Corjini . Ricaviamo ciò ottima-
mente dalle feguenti carte • Neil' anno mxii. nel mefe di Aprile
Adalberto di Scintavo y ed Ingelrada fua conforte y e Giovanni
B lor
IO DBLVEST A^R ARIO
lor figliuolo per fé , e per T anima di Pietro pure lor figliuolo ^
probabilmente gik morto , donarono a Guido abate di Farja i be«
ai y eh' effi poflfedeano nel luogo detto Capitiniano , i quali confi-
«avano da una parte con un rio , che fcortea fra il fuddetto Ca^
fitinÌÉno j e la Majfa . '
9, In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefu Cbrifti # Tem«^
^ poribus domni Servii UH. pape & viri venerabilis Jobannis epi-
yy fcopi & Crefcentii & Odaonis infimul coroitum territorii Saoi*
jy nenjis menfe Aprilis per indidionem x. Conftat me Adelbertum
yy filium Scintari & Ingelradam uxorem meam Scjobarmem fiiium
yy meum infimul confentientes & a prefenti die confiderantes Dei
^y mitericordiam prò redemptione & abfolutione anime nofh-e & Pe-
yy tri filli noftri ut in die illa ad veniente futuri judìcii mifericor-
9) diam a domino Deo recipere mereamur propterea tradimus atque
9^ concedimus tibi domne G$$ido vir venerabilis abbas 8q in vene-
yy rabili M. S. IX^G. (emperque Vii g. Marie quod eft pofitum in
yy territorio Sabinenji in loco qui dicitur Jlcutianus res noftra»
yy qnas habemus iiv territorio Sabinenfi in loco qui npminatur C^
^ pitinianus in quo eft ecclefia s.Cólumbe inter affines ab uno lar
9^ ttrt rivus qui eft inter Majfa & Capitinianùm a iit latere ri-
^* vus qui eft inter Lunianum & Capitimanam a ni, latere rivu^
^> inter cafalem Johannes Marcbijiam & venientem ri vqm de Maf^
fj fa z ini. latere finis Formellus & venientem in ipfam valleoa
yy in columnellas marmoreas & in viam a s. Columba & in ipfos
^ Formellos. De omnibus ipfis fuprafcriptis terris & vitieis infra
yy iftos fines & de ipfii fuprafcripta ecclefia tradimus in fuprafcri^
), pto monafierio & tibi domne Guide viw ven^ abbas quartam
)9 partem in integrum ad tenendum in perpetuum cum cafis vi-
^ neis pomis & arboribus luis & cum omnibus infra fé & fuper
,^ k habentibns quanta ad ipfam fuprafcr^tara quartam partem
yy pertinent vel pertinere debent in omni vera decelfione. Ita
yy fané ut ab hac die habeatis teneatis & poffideatis jure domi*
^ nioqoe veftro vendicetis ac defendatis • Et ncque a nobis fi^
)) prafcriptts donatoribus ncque ab ullis noftris heredibus vobis
,, veftrifque.fucceflbribus & in fuprafcripto monafterio ipfe fupra-
9) fcripte res & fuprafcripta ecclefia aliquando contradicantur fed
yy quidquid de eis quas in fuprafcripto monafterio confirmamuf
), fiicere volueritis & vendendi donandi commutandi in omnibus
yy habeatis licentiam & poteftatem & plenilfimam largitatem , Si
yy enim quod abfit nos fuprafcripti donatores aut qualifcumque de
^, heredibus noftris contia vos veftrofque fuccefloies iplas fupra-
yy fcfiptas MS & ecclefian cauiare aut contendeie voiuenmus tam
DELLA S. ROMANA CHIESA. ii
5, per nos qtiam per a nobis fuppofitam auc emiflàm perfonam
33 9c ab aiiis hominibus dtfendere non potuerimus aut voluerimus
33 fulcipiamiis yudiciiim Dei fine mifericordia 8c habeamus anathe-;
33 ma a ecc. zviii* patrìbus qui in Nkeno concilio fan£los cancK
33 nes fecenint & in fcripturis teftimonium reddiderunt . Iniuper
,3 ipfas fuprafcripcas res & ecclefiam ficuti fuperius fcriptum eft
33 duplas 8c melioratas in ferquido & confimili loco in Aiprafcri-
33 pto monafterio. per carum reftanremus & carta ifta donationis
33 femper habeat ftabilitatem • A£lum in Sabinis ^ fignum ma*
33 nus jldelberti qui cartam iftam donationis fieri rogavit ^ fi-
33 gnum manus fuprafcripte Ingelrade uxoris ejns confentientis
,3 ^ Ego Johannes m. m. ^ Ego BenediSius m. m. ^ fi^nuni
33 manus Jobannis filli Jobannis teftis 4^ fignum manus Ramerii
33 fAiì Jobannis teftis 4^ Ego Franco dativus & notarius compievi
33 & finivi • R. F. n. 66$. 33
E* oflfervabile 3 che nella fuddetta carta fi dica eflere Capiti^
mano nei territorio di Sabina 3 donde fi deduce 3 che tuttt»
ciò 3 che fuori di lioma era da quella banda 3 fi prendeir
per Sabina . Che la Majfa ivi mentovata fia la Ma£a del ve^
Jiiario r abbiamo chiaramente nella Tegnente carta pure dell* an*
no Mxii. e de' vii. di Luglio 3 in cui leggiamo che Teodorada
nobili ffima donna 3 vedova di Albino 3 che fu gik arcario 3 e Ber^
sa 3 e Albino 3 e Teodora nobiliffimi fuoi figliuoli col confenfo di
Farolfo illufire uomo 3 loro genero 3 e cognato refpettivamente ^
vendono al luddetto abate Guido la metk di un cafale 3 e la me-
tk della ehiefa di & Colomba in Cafntiniano 3 e vi fi dice 3 che
^a un lato confinava col rio qui duas infra MaJJa 3 quae uocasur
de veftario 3 & diSinm cafatem de Capisimano .
^3 In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefu Cbrijlì anno
33 Deo propitio pontificatus domni noftri Benedici fumroi pontifi-
33 cis & univerlalis Vili, pape in facratiflima fede B. Petri apo-
33 ftoli primo indi£lione x. menfis Julii die vii. Ab antiquis vel
33 prudentiffimis fenatoribus atque magiftratibus licentia eft data
33 ut unufquifque de fuis rebus quomodo vult & cui voluerit lar«
33 giatur • Ideoque certum eft nos Tbeodoradam nobiliffunam fé-
33 minam reliftam autem quondam Albini pie memorie dudum
33 arcarii viri mei feu Bertam atque Albinnm five Tbeodoram
33 nobiliffimos germanos filiofque meos prefentes & confentiente in
33 hoc liobis Farulfo iUuftri viro genero & cognato nofiro hac die
39 omnes pariter cefliflfe atque tradidifle nec non & yenundafle
33 nullo nobis cogente ncque contradicente aut vim faciente fed
9) propria fpontanea noftraque voluntate vobis dcnmo Guido vir
1'
12 D E L V E S T A R A R IO
,, vencrabilìs prcsbitcr & monache atque divina prot^ente clc-
jy mentia coangelice abbas venerabilis monafterii S. &.fupcrekalta-
^y te Dei genitricis femperque irirginis Marie domine noftre que
yy ponitur fub monte in vocabolo Acutiano tuifque fuccefsoribiis in
yy Dei laude & fervitio ibidem commorantibus in perpetuum ideft
yy fex principales uncias quod eft medietatem in integrum de ca-
yy ialè cum medietate de ecclefia s. Columbe cum omni offerta vi-
^y vorum & mortuorum que a chriftianis ibidem dominus dederic
^ nec non omni funélione & ornamento fuo • Ipfum denique ca-
yy falem cum cafis vtneis terris campis pafcuis filvis faliélis arbori-
yy bus pomiferis fru^iferis & infrufliferis diverfi generis puteis fon-
yy tibus rivis atque perennis edificiis parietinis criptis ' arenariis at-
jy tiguis adjun£lis adjacentibufque fuis monticellis collibus planitie-
yy bus appendiciifque ejus cultum & inculcum plenum & convul-
31 fum cum omnibus ad eandem medietatem fupradiéli cafalis feu
yy memorate ecclefie s. Columbe generaliter & in integrum perti-
3, nentibus conftitutum foris ponte Salarinm mille ab urbe Rome
yy pafsuum nono loco qui appellatur Capitinianus & ipfa ecclefia
yy & Columbe . Eft namque totus cafalis ipfe inter afBnes ab uno
9, latere rivus qui ducit infra majfam que vocatur de veftario &
jy di£lum caialem de Capitiniano a ii. latere via publica ducens
yy & reducens a Romana urbem a iii. latere. via defcendens in
yy Formalem a un. latere limite defcendente in riyum & tenente
99 Petra viro bone/io qui & Zabata vocatur nomine • Inter hos
yf vero fines medietatem in integrum jam dié^i cafalis & memora-
yf te ecclefie cum omni illorum pertinentia . Nullam facimus re-
yy iervationem & juris cui exiftens hic in integrum quomodo infra
yj fuprafcriptos fines vendicamus ex fucceffione parentum nollrorum
99 ad noftrum opus ita fit tibi & fuccefsoribus tuis a nobis cefium •
yf Unde & hanc ceffionis & venditionis chartam Jobanni venera-
yy bili presbitero & monacho tuo qui appellatur Toderici & pre-
99 pofito tui fuprafcripti monafterii prò vice tuacontradidimus. Pro
99 quibus omnibus ficuti fuperiùs legitur accepimus nos qui fupra
99 venditores a te qui fupra emptqre in prefentia fubfcriptorum te-
99 ftium videlicet in argento libras numero ii. nobis ' placabiles in
99 omni vera deceffione & ab hac die licentiam habeas in fupra
99 fcripta omnia ut fuperiùs legitur de prefenti introeundi utendi
99 fruendi poffidendi jure dominioque tui venerabilis monafterii ven-
99 dices ac defendas in tua tuorumque fuccefsorum fint potevate •
9, Et
, (i) Arenaria in luogo 9 d* onde gli An- gaziont delle fculture, e pitture trorate
tichì cacavano U j^zolana per murare, nella Roma fotterranea • Roma •
y* la picfia. del fruno tomo ditte fpic* (2) Donde finibili fatta '
DELLA S. ROMAWA CHIESA. i|
yj Et nunquam a nobis neque ab heredibus & fuccefsorìbus noftris
^, nequa a nobis fubmifsa magnaque perfona alìquam aliqaando ha-
^^ bebitis queftionem aut calumniaai etiainfi opus fuerit contia
^j otnnes homines (lare nos una cum heredibus & fuccefsorìbus no-
yy (Iris & defendere promiccimus omni in tempore gratis • In quo
yy & jurantes dicimus per Deam omnipotentem fanéleque fedis apo-
,, ftolice falutem feu domni nodri Benedici fan^liifimi Vili, pape
jy hec omnia que hujus charte ferìes textus eioquitur inviolabiliter
yy confervare atque adimplere promìttimus • Si enim quod abfit quo-
jy quo tempore nos vel heredes noftri contra te tuofque fuccefso-
jy res aut contra hanc chartam quam fponte fieri rogavimus agere
yy aut caulàre prefumpferimus vel amplius pretium vobis quefieri-
9, mus Se minime defendere potuerimus aut noluerimus tunc non
yy folum perjurii reatum incurramus verum etiam daturos nos prò-
yy mittimus vobis ainte omne litis initium pene nomine fuprafcri-
yy ptum pretium, duplum 8c poft penam abfolutam manentem hu*
yy jus charte ferìes in fua nihilominus maneat firmitate • Quam
yy fcribendam rogavimus Leonem fcrinarium & tabellarium urbis
,, Rome in qua & nos qui fupra fupter manu propria fignum fan-
^y èie ^ fecimus & teftes qui fubfcriberent rogavimus & fupra*
,) fcripto tuo monacho contradidimus in menfe & indi£lione fu-
^y prafcripta decima •
„ Signum 4* ♦{♦ 4* manus fuprafcripte Tbeoderade nobili ffi-
3) me femine feu Berte atque Albini cum Tbeodora nobilijjtma
,, germanis filiis fuis & venditoribus five rogatoribus • ^ Fàrol-
,) JHS nobilis vir hec omnia confenfi & manus mea . ^ Ego Frati'
òy CO fcrinarÌHs S. R. E. manus mea & pretium tradidi & vidi •
3> ^ Johannes qui Nannus vocor teftis • ♦$♦ Rainaldus vh
„ fiìivLS Pironis teftis, *h Johannes f\m Adtikerinus vocor teftis •
w 4* Signum manus Axpnis vh filius Sabini Formoje teftis ,
5, . ♦$♦ Ego Leo fcrinarius & tabellarius urbis Rjome qui fuprafcri-
), ptor hujus charte poft teftium fubfcriptiones & trad/tiones fa-
^) ctas compievi & abfolvi • R. F. n. d88. ,)
La data di quefta carta fa fempre più conofcere y che dopo
il Papebrochio non fi é ingannato il P. Pagi nel credere y che
Sergio un. morifse . prima dell' Agofto dell anno mxii. e che
immediatamente gli fuccedefse Benedetto VIIL II Baronio cita
una carta di Sergio del d\ i6. di Giugno ; ed il Muratori ne
cita un' altra di Benedetto del d\ 22. di Agofto • Ora quefta dar
ta fa vedere la cofa più da prefso , poiché dimoftra , che Bene*
detto VIIL ai vii. di Luglio era gik afsunto al trono pontificio; .
£cchè il rìftringe tra ventun giorno la morte di Sergio^ e T ele-
zione
«4 DELVKSTERARIO
2ione di Benedetto. Della chiefa di s.Colomba non ho trovato mol*
te memorie ^.ficcome né pure di quefio Capitinianó . Un altro
antichilUmo fondo di tal nome era pure nelle vicinanze di Roma
tBcntovato nelT ifcrizione del fepolcro di Eugenio notaio del feco-
lo VI* la quale fi conferva nella fagreftia di s. Angelo in Borgo ^
ma quel fondo è differente dal n^ro , poiché fi dice , eh* era
AeUa via Lavicana.
Inforfe dapoi , cioè nelF anno fufieguente una quiftione fra
il fuddetto abate da una parte , e Bmcaone figliuolo di Gunrone
dall' altra circa la chiefa di s. Colomba preflò la Majfa del veftia'-
rio y poiché quefto Buccione avea ofato ehtrsure a forza nel poflèflb
di quella chiefa , e de' fuoi beni • Perlochè il papa ordinò ^ che fi
lagunafTero infieme nella calia di Alberico eminentiffimo confole e
duca y^ il quale abitava preflb i fami Apofioli , e che quivi efpo-
neflero le loro ragioni alla fua prefenza , e di altri giudici • Così
fecero ^ e per confeifione di Buccione fu trovato , eh' egli non avea
alcun diritto fopra di quei beni , laonde fu fentenziato in favore del
monafiero • Si legga attentamente il fufleguente placito , e vi fi vp-
drk con qual ordine , e con quanta fpeditezza, e fopra tutto coU'au-
toritk di chi fi terminavano in Roma le liti in quefii temoi.
,, In nomine domini Dei bXvztom noftri Jefu Chrijti . Ai^
3^ no Deo propitio pontificatus domini nofiri Benedici iùmmi pon-
^y tificis 8c univerfalis Vili, pape in facratiflima fede B. Petri apo-
yy floli II. indictione zi. menfis Maii diexxiri. Lex precipit ut ea
3) que bona mente geruntur litterarum characteribus exarentur ne in
jy futuro tempore ab humana memoria fraudentur • Quapropter hoc
jy breve memoratorium ex juffione judicum fiictum qualiter litis in-
yy tentio fuit orta interG«/i^^;t^m domini gratia vencrabilem abbatena
3, ven. monafterii s. Marie domine noftre quod appellatur in Pbarpba
yy ScBuccionem fiìium Gunxpnis de ecclefia que vocatur s. Ce^/irm^tf
yy cum vineis tetris atque filvis & omnibus per circuitum jam diete
^ ecclefie pofitisr Tunc fuprafcriptus abbas jufte & rationabiliter per
^y ceffionem vendi tionis cartam in fuo nomine ad opus fuprafcripti
yy monafterii acquifivit a Tederata & Albino fuo fiiio & Farulfo gè-
jy nero fuo fic in integrum quomodo in ipfis cartis legitur ita fupra-
yy fcriptus abbas quiete futs detinuit manibus • Poft hec vero fupra-
^y icriptus Buccio per audaciam & fuam fuperbiam per vim introivit
yy in eamdem terram & in jufie cepit eam ad fuum opus detinere •
^ Quo audito fuprafcriptus domnus abbas cepit contrillari & afiligi
j) flatimque perrexit & proclamavit ad fuprafcriptum domnum pon*
yy tificem 8c per juffionem fuam coadunati exinde venerunt intra do*
j, nim domni Alberiti mtaintiffimi eonfulit & ducis juxta fan^
Il Slot
DELLA S. ROMANA CHIESA. 15
^ lioi apojialos & ante fupra(cripti domni prefentiam & legnmla-
yj torum judicum 8c fubfcriptoruai teftium cUu inter fé de fuprafcrì-
j^ ptis rebus altercare ceperunt • Ad hoc interrogatus eft fuprafcri«
yj ptus Buccio SL JobanM primicerio fanfle & apoflolice fedis dicen*
jy te ei : Quo ordine ipfa res tibi pertinet vel G per te acquili*
,) (li vel per fucceffionem parentum tuorum ? Et fuprafcriptnt
yy Baccio ad iftud eloquium nefciebat quid diceret vel refpon*
jy deret & videns quia fua his nihil fibi proficeret ipfa. hors
yy coram omnibus hominibus qui illic aderant proprio ore mani-
^) fedavit quod ipfa fuprafcripta res nihil fibi pertinuiflet nifi
I, tantum quod injufte & per vim ufque nunc detinuit • Deinde
yy cum talia audilfet fuprafcriptus domnus abbas dixìt domni fé-
), niores qui hic eftis volo ut in futurum mihi teftes fìtis • Et
,9 omnes illi dixerunt teftes ex hoc in futurum fumus quia
^y quod oculis vidimus ore teftabimur eo quod ifte Buccio fuo ore
^ fé manifeftavit ex ipfis rebus virtutem tibi feci0e • Ad hec ma-
,, gnum piaci tum fuper ipfum Bmccionem cecidit in tantum ut
yy quater tantam vineam & terram componere deberet propter
)i virtutem quam exinde geflerat • Et erexit fé fuprafcriptus do-
)) mnos Mbericus & duxit eos ad pacem & bonam coi)cordiam •
yy Et fuprafcriptus laccio apprehendit virgulam manu & refutavit
yy omnes ipfas res ad fuprafcriptum abbatem ut amodo & ufque in
^^ perpetuum ipfe & fucceflbres ejus in fuprafcripto monafteria
3) quiete poflideant • Et fpopondit & oblìgavit fé per hoc breve
yy refutationis ut fi amplius exinde caufaverit vel: litigaverit five
yy violentiam fecerit ftatifn compofitores exiftant in fupraicripto
yy monafterio ipfe fuique heredes auri optimi librarum in. & poft
,, folutam penam hoc breve refutationis femper in fua maneat fir-
^ mitate« Sic nanque finitum eft & unufquifque reverfus eft ad
yy propria • Unde prò futura memoria futuroque teftimonio & per-
^ petua inabilitate mihìRoccio fcrinario S. K. E. fcribere precepe-
I, runt in menfe & indizione fuprafcripta xi. i{t Albericus domi-
^^ ni gratia conful & dux interfui & manu propria fubfcripfi
» 4* Johannes Dei providentia primicerins ^ Ego Roccio feri'
5, narius S. R. E. qui fupra fcriptor hujus brevis memorationis &
3^ refutationis h&t compievi & abfolvi • R. F. n. 6yo. ,,
Quefta Maf& del vefiiario nel principiare del fecole xx. gi^
fi vede y eh' era (lata alienata fé non in tutto , almeno in parte#
Era in eflà una chiefa fotto il titolo di s. Maria di Formello ^
la quale era pofleduta da Rogata di Crefcen%p moglie di Oeta^
wiano y e forella di Giovanni patrizio gik morto y de' quali per-
ibnaggi dovrò tiattar^ a lungo quanto prima in altra mia
icritr
i6 D E L V E S T E R A R I O
fcrittora • Quefta pia matrona F anno mxi. ne fc dono infiemé
con tre intieri calali , eh' erano pure della ftefsa Ma&t , al no-
firo monaftero di Farfa^ mentre di eiso era abate Guido ^ efpri-
mendo ^ che in quella chiefa di s. Maria rifedevano un Benedet*
to prete e monaco , e un altro Benedetto prete e canonico , i quali
però fi fa da altri documenti , eh' erano ambedue monaci dello
nelso monaftero di Farfa.
\^ In Dei nomine . Ab incamatione ejufdem domini noftri
9> /</^ Cbrijii anno millefimo xi. temporibus domni Benedici
^y fan£liflìmi Vili, pape in facratiffima fede B. Petri apoftoli &
jj viri ven. Jobannis epifcopi & Oddonis comitis territorii Sabi"
» nenfis menfe Julii per Ind. x. Salubri fine ulla dubitatione con«
^y filio uti unumquemque fue utilitatis decet & illa potius debe-
^y mus lucra feflari que ad falutem anime pertinere dinofcimus
^y ut cum ab hac luce fuptra£li fuerimus perpetue vite poffimus
^) munere gratulari. Ideoque certum eft me domnam Rogatam
^y filiam Crefcentii bone memorie una & per confenfum & vo-
^y luntatem domni OBaviani viri mei ab hac die propria fpon-
yy tanea noftraque voluntate confiderantes Dei omnipotentis mife-
^, ricordiam & prò redemptione & abfolutione anime domni /a-
^y bannis quondam patriai & fuprafcripti viri mei & anime mee
,) hac die do dono cedo trado & irrevocabiliter largior fimulque
yy preclaro animo & devota mente oflfero propria voluntate tibi
yy domne Guido vir ven. presbyter & monache atque angelice ab-
^, bas ven. mon. s. Dei gen. femperque virginis Marie domine
9, noftre quod appellatur in Pbarpba in loco qui nominatur Acu^
)) tianus & per te namque in cunfla congregatione monachorum
3^ Dei qui nunc funt & in eodem ven. mon. intraturi funt veftrif-
^^ que fucceflbribus in perpetuum donamus vobis ecclefiam que
)) edificata eft in honore s. Marie pofita in Majfa in loco ubi di-
jy citur Formellus cum terris vineis pomis & arboribus fuis &
yy cum dotis ' libris paramentis ornamentis & omnibus edificiis fuis
)^ cum introitu & exitu fuo . Infuper concedimus in fuprafcripto
yy mon. oranem terram que funt pofite in fuprafcripto vocabulo
yy quomodo ipfi presbyteri qui modo ibi habitare videntur videli-
yy cet BenediSius presbyter & monachus & alius BenediEius pre*
,9 sbyter & canonicus & quantacunque modo tenere videntur in
,^ fuprafcripto vocabulo quod dicitur MaJJa per ipfos fines quomo*
yy do & quantacumque ipfi jam di£li presbyteri acquifierunt vel
)) in antea acquirere poterint. Infuper concedimus in fuprafcripto
mo-
taliano
barbaro dote^ d^tse
DELLA S. ROMANA CHIESA. 17
^ monafterio aliam cerram Se vineam in fuprafcripto vocabulo ideft
^ caialem de Petroccio totum in integrum .& cafalem Petri de
^ Leone de Ferrario totucn in integrum cum cafis vineis terric
^ canipis filvis praìtis pafcuis vel pafcuitibus pomis & arboribus
^ fuis omnibufque infra fé & fuper fé habentibus in integrum (ic
^y concedimus in ipfo monafterio fuprafcripto prò omnipotentis Dei
yy amore mercedeque anime fuprafcripti Jobannis quondam patri-
^ cii ut Deus omnipotens tribuat ei veniara & indulgentiam ìa
^ futuro die tremendi judicii de fuis deii£lis & prò anima fupra*.
9, fcripti viri mei & anima mea & nofirorum heredum & venia
jy deli£lorum noftrorum fimulque prò veftris facratiffimis ac piis
^) orationibus quas prò falute Chriftianorum & noftre anime agere
yy non ceflatis quatinus a piiffimo & mifericordiffimo domino Dea
^ noftro aliquantuium veniam & indulgentiam accipere mereamur
yy de noftris criminibus • Quapropcer remunero & dono vobis ut
yy diflum eft in perpetuum & concedo vobis domne Guido abbas
yy vei fuccelToribus tuis & in fuprafcripto monafterio ad habendum
yy tenendum poflfidendum ad jus & proprietatem fuprafcripti ven«
^ monafterii ut licentiam & poteftatem habeatis in omnibus fa^
,, ciendi quecumque volueritis ficuti de aliis rebus fuprafcripti ven«
yy monafterii ^& neque a nobis fuprafcriptis dcHiatoribus neque ab
,, ullis noftris heredibus de omnibus ut fuperius di£lum eft vobis
^ aliquando contradicatur . Sed quicquid de omnibus facere volue-
3, ritis & vendendi donandi commutandi in omnibus habeatis po^
yy teftatem & pleniffimam largita tem • Et fi infurgentes nos fupra-
^ fcripti vel noftri heredes de omnibus que fuperius fcripta funt
^ ab hac die caulare vel minuere aut contendere voluerimus per
), qualecumque ingenium & ab omni homine defendere non po-
yy tuerimus aut voluerimus tunc componamus ipfam fuprafcriptani
^ ecclefiam cum terra & vinea & omnibus infra fé vel fuper fé
yy habentibus duplam & melioratam vobis vel veftris fucceflbribus
^ in ipfo loco reftauremus • Unde obligamus vos & noftros bere-
yy des fub eftimatione qualis illa die apparuerit quando caufare vi-
yy debimur. Unde prò ftabilitate veftra rogatus a fuprafcripta do-
)) mna Rogata confentiente fuprafcripto viro fuo fcripfi ego Guida
^9 notarius tcrritonì S ahi nenfis ^ fignum manus (uhkrìpti OBaviani
yy qui in hac <:aru conceffionis 4f fignum manus fubfcripte Rogate
yy que confentiente viro fuo fuprafcripta m hanc cartam donationis
yy fieri rogavit ^ fignum manus Ottonis confentientis ^ fignum
yy nuinus Crefcentii confentientis 4^ fignum manus Lotberii filli At*
yy tonis Hh fignum m^xìu^A%pnis òtMaro%a ^ fignum manus Bo-
I, nini filii Adelberti teftis ^ Ego Guido notarius compievi & fini-
ti vi. R.F, 692. yy C Ma
iB DELVESTARARIO
Ma poiché quefti beni da Rogata donati al monaftero era*
no di ragione della S» R. Chiefa , che T àvea- ai fuo vejiiario af«
legnati^ acciocché il monaftero ne acquiftaflfe un dominio libero ^
era neceflario , che il papa pure gliene fpediflfe diploma , onde fac-
tafene dall' abate fuddetto preflfante iftanza a Benedetto Vili, que-
lli , ch'era amantiflTimo de^ monsLci Farfenfi ^ ne fece loro amplif-
£ma donazione in perpetuo ^ aflblvendogli da ogni obbligo di an-
nuo cenfo y che avrebbero dovuto pagare • La bolla è riportata dal
Muratori nel cronico , ma con alcune mancanze , per la qual
xagione ho creduto bene di riprodurla.
yy Benediélus epifcopus fervus fervorum Dei . Dileélo in do-
yy mino filio Guidoni religiofo presbytero & monacho atque co.
jj angelico abbati venerabilis monafterii fanfte & fuperexaltate Dei
yy genitricis femperque virginis Marie domine noftre quod dicitur
yy in Pbarpba in loco Acutiano (ito tuifque fucceflbrìbus in per*
), petuum. Cum magna nobis foUicitudine infiftit cura prò uni-
5, verfis Dei ecclefiis ac piis locis invigilandum ne aliquam ne-
^^ ceflTitatis jaéluram fuftineant fed magis proprie utilitatis (lipen-
,) dia confequantur . Ideo convenit nos paftorali tota mentis avi«
9) ditate eorumdem venerabilium locorum maxime ftabilitatis in-
)^ tegritatem procurare & fedule eorum utilitatum fubfidia iljic
)^ conferre ut Deo noftro omnipotenti id quod prò ejus fanéli no-
9, minis honore etìam & laude atque gloria ejus divine majefta-
yy tis ejufque venerabilibus nos certum eft contuliflfe locis. Sitque
yy acceptabile nobis & ad ejus locupletiffimam mifericordiam di-
^y gnum & hujufmodi pii operìs in fidereis conferatur arcibus re-
y^ muneratio • Igitur quia petiftis a nobis quatenus ex noftra lar-
), gita te noftroque dono concederemus veftre religiofitati in fun*
)) do Majfa videlicet ecclefiam que edificata eft in honore s.Ma»
^y rie Dei genitricis in loco qui dicitur FormeUum cum omni
), ornatu ipfius ecclefie atque vineis tetris ficuti olim detinuerunc
^y duo presbyteri Benedici propriis vocitati nominibus qui modo
,, videntur effe veftri monachi cum introitu & exitu fuo & cum
), omnibus fibi generaliter & integrum pertinentibus. Concedimus
9) vobis infuper veftrifque fucceflforibus venerabili quoque jam di-
yy do monafterio tres ex integro cafales in fupradi£lo fundo Maffa •
^y Scilicet cafalem de Petroccw & caialem de Leone Savinenfe &
yy cafalem de Petro de Leone Ferrario • Hos denique cafales cum
)) cafis vineis tetris campis piratis pafcuis filvis arboribus pomtferis
)) fruéliferis vel infruéliferis diverfi generis cultum vel incultum va-
yy cuum & plenum omnibufque fuprafcrìptis tribus fiquidem cafa*
^y libus geneialiter & in integrum pertinentibus conflitutis territo-
rio
DELLA S. ROMANA CHIESA. if
yj rio Sabinenfi in jam predillo fundo qui appeilatur Majfa affine»
^, vero & termini eorum ficuti nunc funt & ab origine iucrunt 8c
^ quemadmodum in veftre acquifitionis continetur cartulis & ficuti
,, heredes fupradiflorum hominum ad iaborandum fuis modo viden«
yy tur detinere manibus • Omnia juris s. Romane cui Deo auélore
^y prefidemus atque defervimus ecclefie vobis ad fenendum ' emifià
yy preceptione concedere debemus inclinati precibus veftris per hu-
yy jus precepti feriem fuprafcrìptam ecclefiam s. Marie in integrum
jy cum fuo ornatu & pertinentiis atque tribus fupradiflis cafalibus
,) in integrum cum eorum pertinentiis ut fuperius legitur a pre Tenti
^ Cbrifti indizione vobis veftrifque fucceflforibus abfque omni red'
yy ditH vel cenfii perpetualiter concedimus detinendum. Statuentes
>» quippe apodolica cenfura ex auéloritate B. Petri apoftolorum prin«
,, cipis fub divinis obteftacionibus & anathemacis interdiélionibus
,) ut nulli unquam noftrorum fucceflbrum pontificum vel alie cui*
^, libet magne parveque perfone ipfe prenominata loca a potevate
,) & di6>ione veftra vedrorumque fucceflbrum ac veftri monafterii
,, auferre vel alienare aliquo modo liceat • Si quis autem temera-
yy rio aufu magna parvaque perfona contra hoc noftrum privilegiura
,, agere prefumat fciat fé anathematis vinculo innodacum efle & a
^, K^no' Dei alienum & cum omnibus impiis eterno incendio ac
^, fupplicio condemnatum • At vero qui pio intuitu cuftos & obfer-
), vacor hujus noflri privilegii extiterit gratiam atque mifericordiam
^, vitamque eternam a mifericordiflimo domino Deo noftro confe*
,) qui mereatur in fecula feculorum • Amen • Scriptum per manus
yj Benedici regionarii notarii Ùrfcrinarii S. R. E. in menfe Apri-
9, lis Ind. fuprafcripta xi. Benevalete • ^ Datum viii. KaL Mail
jy per manus Benedici domini gratia epifcopi fanBe Silve Canr
y^ dide ecclefie & bibliotbecarii s. apoftolice fedis anno Deo propi-
9, tio pontificatus D. N. BenediEii fan£lifl[imi Vili, pape fedentif
,) primo • In menfe & indiélione fuprafcripta xi. R. F. n. ^70. ,,
Arrigo l. imperatore' confermando al monaftero di Farfa T an-
no Mxix. ì beni y che avea nuovamente acquiftati , dice di confer-
mare fimili modo illa loca quae prediElus papa (Benedi£lus VIIL)
per pontificale preceptumpro anime f uè remed$o contulit ..... de
ecclejia quoque s. Marie jtta in fundo Majfe de vejiiario cum pre*
diis illis que in ipfo continentur precepto * . Perciò non fo io con-
cepire come Arrigo III. imperatore nel diploma dell* anno mlxxxiv.
confermi al monaftero di Farfa ecclefiam s. Marie in Formello quam
Leo IX. papa mifericorditer contulit ^ y ed Arrigo IV. imperatore
C 2 nel
(i) Donde forft è venuto il nome di Tenu" (2) Chron.Farf.preflb il Muratori fcrip. rer.
§a 9 coi quale fi chiamano le pofleilioni . . Itai«T.IILp.II.coL5 13. (3) Ivi col.óos«
i
I
i
20
DEL VESTARARIO
nel diploma deU' anno mcxviii. dica In Rama»,,,* s. Marte in For^
mello ctm omni pertimntia & trihus cafalibus Jtve fundis quos
Leo papa IX, fanBe Marie miferìcorditer contulit » . Non potendo
io dubitare , che quefti due ultimi Arrighi fton trattino della mede-
fima chicfa di i.Maria della Majfa del veftario^ fono coftretto a pen-
tire , che dopo la morte ò\BeneaenoVl\l, forfè dalla chiefa Romana
fi ritogliefsero al monaftcro di Farfa que' beni, e non gli foflèro poi re-
ftituiii fé non àx Leone IX. il quale fu afFunto al papata Tanno mxlix.
e mor^ nel mliv. ; onde dopoi fi attendeffe folo quefl' ultima con-
ceffione , o vogliamo dire reftituzione . Quel mifericorditer , pap.
landofi di Leone IX. d^ un tal quale indizia , che il pontefice, quan-
tunque per effere beni: dt antico diritto delta chtefà Romana giuda-
mente queda poteffe ripeterla , tuttavolta come per compaflìone de*
momcì Farfenji , alle loro molte- iftanze gli reftituiffe loro. Ne' tempi
del fanto pontefice Gregorio VII. fi continovava a chiamare quello
luogo MaJfa de veflarto domnico : L' abbiamo nella feguente carta
dell anno mlxxix. in cui Berta di Giovanni di Lupo , col confen-
fo di Giovanni di Beraldo fuo conforte donano a CoUmtbano , e ad
jl'X^ne monaci , e rettori di s. Maria delle terme Alejfandrine ^ chia.-
mata cella del monaftero di Farfa , della quale ho dato molte no-
tizie nel libro del Gabio , un pezzo di terra forir in ponte Salari»
in Majfa de veftario domnico , Eccone lo fteflb documento .
„ In nomine domini . Anno vi. pontificatus doroni Gregorii
„ pape VII. indizione n. mcnfrs Januarii v. Ego Berta òfijobanr
-, ne Utponis confemiente mthi Jobanne^ de Beratd'o marito meo
„ hac die nullo me prohibente neque contradiccnte propria mea vo-
«, luntate dono & irrevocabiliter largiens trado fub ufufruclu diebus
-, vite mee prò redemptionc anime mee & meorum parentum vo-
„ bis domne Cohmbane & At^ monachK & reftoribus venerabilis
„ ccclefie s. Marie que cft Rome in Tberma Aiexandrina & eie
„ cella venerabilis monafterii s. Marie Pbarpbenfis ad opus & prò-
5, prietatem ipfius veftre predifte ecclefte . Ideft unum integrum
-, petium terre cum fua attegia • cmn- introitu & exitu fuo cum
-, omni fuo- ufu- & utilitate & cum omnibus^ fuis pertinentiis quod
yy habeo foris ponte Salario in Majfa de vejiarto domnico inter
^ hos affines ab- uno latere eft terra herednm de Ingoaldo ab^ alio
-, lateie rcrra de Benedico Scrutino a tertio latere cava inter hanc
yy terranr & terra de Stantio a, iiit, vero latere via? public». Et in
„ integrum unum petium vince cum- introitu & exitu fuo cum
5, omni fuo uftt & utilitate & cum omnibus fuis pertinentiis quod
^ habeo in predici» Majfa inter hos affine» a duobus laterìbus e(V
„ viaea
(0 Capstaut denvàtadaifetfer&tte e copiale per poca diasta» ^x^&àkàodtfm»
fusugi, 0) Ibid» coL 6^7.
DELLA S. ROMANA CHIESA. 21
^y vinea heredum de Ingebaldo a in. latere vìnea heredum de
3, Pimpo a mi. latere vinea de BenediSio Scrutino . Hoc denique
yj totum pretium predice terre cum ftia atregia & hoc totum pe-
yy tium vinee cum introitibus St exitibus fais cum omnibus fuis
^ ufibus & utilitatibus & cum omnibus fuis pertinentiis ficuti in-
^ fra fuprafcriptos affines conclufi funt prò redemptione anime
yj mee & meorum parentum dono & irrevocabiliter largiens trado
jy fub ufufrtiflu dierum vite mee vobis prediéle domne Columbane
yy & At^ reéloribus prediéle ecclefie s. Marie ad opus & proprie-
^ tatem ipfius veftre ecclefie in omnem veram deceffionem ut poft
jy obitum meum licentiam & poteftatem habeatis vos una cum
yy fucceflòribus veftris exinde faciendi ad vedram proprietatem ad
,, opus predice veftre ecclefie quicqùid vobis placuerit in perpe-
jy tuum • Omnia autem mea bona mobilia & immobilia habeat
yy & poflideat BenediBa fitia mea hoc videlicet tenore ut fi ipla
yy fiiia mea obierit fine legitimo filio vel filia vel fine legitima
,, etate hec denique omnia mea bona mobilia & immobilia quc
,, fibi relinquo veniant in vobis 8c in veftris fucceflòribus & m
yy predilla veftra ecclefia ad opus & proprietatem ipfius veftre ec-
yy clefie ad laciendum quicqurd vobis exinde placuerit in perpe-
yy tuum & committo fidei ipfius filie mee ut ip& filia mea ad obi«*
)) tum fuum fi fine legitimo filia vel filia vel fine legitima etate
,, obierit reftituat hec omnia que fibi relinquo in predilla vedrà
)) ecclefia veftrifque fuccefibribu» ad opus ipfius ecclefie in perpe-
yy tuum & nunquam a me nec ab heredibus vel fucceflòribus meis
,, nec etiam ab aliqua perfona a nobis fubmifla habeatis exinde
yy aliquam requifitionem aut contrarietatem nec litis calumniam
yy quatti fi quod abfit aliquo modo vel ingenia fecerimus & fi ne-
^, cefle fuerìt fi ea omnia ficuti diéla funt nobis ab omni hominc
yy non defenderìmus aut non potuerimus componamus vobis prò
yy pena un. uncias boni auri & faluta pena quecumque lis vei
,, requifitio * vel contrarietas exinde vobis propofita vel excitata
yy fuerit inanis omnino exiftat St vacua 8c hoc donum ficuti in hac
,, legitima legitur carta perpetua (labile & firoium permaneat.
^ Quam ut fcriberet 8c prò me ad eam firmandam fignum manus
,, faceret coram fubfcriptis te ftrbus rogavi Angelmn fcrinariam S.R.E.
yy Signum ^ manus prediéle Berte de Jobanne Lupo rogatricis
^ & Jobannis de Beraldo confentientis hujus carte ^ Petrus de
„ Tedaldo teftis ^ Leo à^ Jobanne Mancino t. 4^ Oiiavianus
^ de Bonino Miccino 4* Petrus de Guido de Jobanne Sarto t.
^ 4* Romanus de Frajpa t. 4* Jobannes Pa%us texitor t. ^ Jor
(i> ìnqm^im^^Ktòsi^ Tauiidoao;i&edue9ieSe^rodda^»^ttro'»
22 deLvestarario
^y bannes de Perofa t. ^ Ego Angelus infimus fcrinarius S. R. B*
^y compievi & abfolvi . R. F. n. 1030. ,^
A quella flefla cella credo , che fatta fofse la donazione , la
quale molti anni dopo , cioè nel Mcxcr. fu ftipulata in favore di
Palombano prete e monaco da Pietro di Berardo di Stiano , il
quale gli donò col feguente frumento tutta la porzione del cafale
e delle vigne , che pofsedea nella Majfa nel luogo detto s. Maria dh
Formello y il che ci afficura , che fino al terminare del fecolo xii.
fulTifteva ancora quella chiefa.
,, In nomine domini • Anno pontificatus domni noflri Cele^
yy Jìini III. pape & domni Heinrici a Deo coronati & magni im*
yy peratoris anno primo indi£lione viii« menfe 0£lobris die primo.
y^ Igitur ego quidem Petrus qui vocor de Berardo de Stepbano
3^ a prefenti die do dono cedo trado & irrevocabiliter largior 11-
yy mulque offero ex propria mea voluntate tibi Palumbano presby-
yy tero & >monacho de venerabili cella monaflerii s. Dei genitricis
3, Marie quod ponitur in Pbarpba veilrifque fuccefsoribus in per«
yy petuum & per vos in cun£lis religiofis presbyteris & monachis
yy qui in cella fuprafcripti monaflerii s. Marie intraverint ut in ve-
yy (tra veftrorumque fuccefsorum fit poteftate prò Dei omnipoten*
3, tis amore & omnium fan£lorum mercedeque & redemptione ani-
yy me mee & meorum parentum & venia deliólorum meorum II-
yy mulque prò veflris facris ac piis orationibus quas die nofluque
3) prò meis criminibus & peccatis facere nitimini • Iccirco dono a
yy die prefenti vobis & in fuprafcripto veflro monaderio totam
yy meam portionem de cafale & vineis quantacunque mihi pertinet
33 ex parte avi & ave mee ficuti affinità ed & terminata videtur
33 & infra ejus fines concluditur cum introitibus & exitibus ejus a via
33 & cum ejus ufu & pertinentiis qye ed pofita in MaJfa in loco
33 ubi dicitur s. Maria de Formello ficuti modo omnis affinità ed
33 & ab origine fuit ita ego dono in predi£lo monaderio vedrò &
33 ficuti fuperius legitur & qualiter mihi pertinet per cartam do-
3, nationis atque tranfa£lionem feci & corporaliter invedivi a die
33 prefenti 12\\\0 vos detineatis poflìdeamini & fruamini vos 8c
33 vedri fuccefsòrcs & in vedrà fit potedate & nunquam a me ne-
33 que ab heredibus meis neque ab uUa unquam perfóna hominum
33 a me fubmifsa quedionem aut calumniam habeatis • Etiam fi
33 opus & necclse fuerit in vedrò monaderio contra omnem perfo-
33 nam hominum in omni loco in omni placito defendere me pro-
33 mirto . Et fi quod abfit contra agere temptavero & hec que
^3 di£la funt adimplcre & obfervare noluero aut non por uero.com-
33 ponam prò pena yobis vedrifque fucceiforibus auri optimi un-
„ cios
I
I
DELLA S. ROMANA CHIESA. 23
cias lille & poli penam abfolutam hec carta donationis ftabilis
& firma fu in perpetuum • Quam fcribendam rogavi Crefcen^
tium fcrinarium S. R. £• Signum ^ manu fuprafcripti Petri
qui vocor de Berardo de Stepbana ^ Bene de Crefcentio fa-
bcr tcftis 4* Hubertus teftis* 4* Guido fcllarius teftis ^ Petrus
faber teftis ^ Valentinus teftis ^ Ego Crefcentius fcrinarius
S« R. £• fa£la compievi & abfolvi. R. F. rx. 11 05. ,,
Anche fuori della porta Appia ^ eh' ora fi dice di s. 5'^^d[<-
Jiiano , fu una contrada detta Formello ^ la qual cofa avverto ,
acciocché non fi confonda con quella , di cui ho parlato finora ,
come fpettante al vejiiario pontifizio • La notizia di queft' altro
Formello T abbiamo nell' inventario de' beni della chiefa di s. Gio^
vanni avanti alla porta Latina inferito entro quello de' beni della
bafilica Lateranenfe da Niccolò Frangipani ^ canonico di efla bafi-*
lica nel tempo di Bonifa^^o Vili y il quale documento, in quan-
to a s. Giovanni avanti alla porta Latina è ftato pubblicato dal Cre^
f e imbeni ' « Ivi fi legge : Item babet extra portam Appiam in lo*
co qui vocatur Formellus quafdam vineas que olim fuerunt Sy*
monis Jacobi Velletrani 6r nunc tenet eas Jobannes^Tartari a
3 atro (fic ) quarum bii funt fines a duobus la ter i bus tenet
ab alio diBa ecclejia ab alio beredes olim Petri Freiapanis qui
tene tur annuatim nomine penfionis folvere in fejìo s. Angeli men*
Jis Septembris foU provijìn. II IL aut V. Somma favore voi mi
direte phiariflimo. fignor canonico , fé vi degnerete comunicarmi
quelle notizie, che potrete, della nobiliffima ÙLmì^^ Frangipani ^
poiché conofco ^ che chi fi poneflfe a trattare della medefima
nella guifa , che fi maneggiano ora le cofe de' bafli tempi , gran;^
de rifchiaramento fi darebbe alla ftoria di Roma , in cui è ftata
da s\ remoto tempo con i maggiori fregi e di valore , e di po-
tenza • E intanto qui gfòva oflervare di paflfaggio , che 1' amore
di confervare T antiche memorie , che t^nto rifplende neir erudi-
tiffimo fignore marchefe Pompeo Frangipani ^ illuftre letterato de*
noftfi giorni , non é nuovo nella fua ftirpe , poiché anche verfo
la fine del xiii. fecolo lo veggiàmo in un fuo antenato , cioè , nel
mentovato canonico Niccolò.
Tempo é ora , che ofTerviamo , quali pcrfonaggì hanno oc-
cupato quefto pofto di Veftarario , per quanto almeno fi' può rac-
corre da' monumenti , che ci fono rimafi • Io veramente non ho
coraggio d' incominciare quefta mia ferie de' Veftararj da s. Lo*
renxp martire , donde potrei principiarla , fé tutto volcfli appog-
giarmi air autorità del fu eruditilfimo monfignor Giorgi * : Egli dice
^ Aà
(0 Iftorla di tal chielà pag. 203. (2) Lit. Rem. Pont. Ubr. 1. pag. u. lu«
24 DELVESTARARIO
Ad ecclefiae Ramanae cimeliarcbam tandem nos cowvertamus /
facto ejufdem ecclefiae aerario ìertio Cbrifti faeculo praefuijfe
A Laurentium apojiolieae fedis arcbilevifam ex bymno Prudentii
fcimusy fexto vero faeculo ac dm pojiea^ qui facrae ^a^t^e pontifi*
cum Romanorum praeficiebatur Vefiararius feu vejitarius & pri*
mus manfionarius appellabatur . Certamente che fé fi confiderà ,
che il Vejiarario avea cura delle pontificie fupellettili , delie cofe
preziofe , che gli appartenevano ^ e de' denari ancora , che do vea-
no fervire al foftentamento de' poveri , non può fembrare tanto
Urano ^ che s. Lorem^ pure fia dal Giorgi fuddetto riconofciuto
come per un Vejiarario della chiefii Lateranenfe , poiché quelle
appunto erano 1 incombenze y che egli avea , fecondo ciò che
Aurelio Pruderne ci addita nell' inno , che compofe in lode di
quefio Santo , ove abbiamo ima diftintft relazione del fuo marti-
rio ^ e dove dice ;
Hic primus e feptem virity
^i Jiant ad aram proximi ^
Levita fublimis gradu
Et ceteris praejiantior .
Claufiris facrorum praeerat y
Coelejiis arcanum domus
Fidis gubernans clavibus
Votafque difpenfans opes .
Sicché eflendo s. Lorenzo arcidiacono della chiefa Romana y fi to^
nofce , che nel terzo fecolo ali* arcidiacono apparteneva y in un
certo modo, la cura del veftiario pontificio. Ma non ofiante ciò^
ficcome io mi fono propofto di tener conto di quei folo, che con
tal titolo , cioè di Veftarario hanno fervito alla chiefa Romana y
cosi non poflb incominciare quella ferie da s\ gloriofo martire. Se
Dell' etk di lui ali' arcidiaconato era unito T uffizio di Vejiararioy
coir andare poi del tempo alla cufiodia del vejiiario , fu pofio alcr'
officiale a parte, cioè il Vefiararioy che il troviamo fuflfiftere nel
tempo ftefib , che fuffifleva T arcidiacono y divenuta una dignità
in tutto differente da quella del Veftarario . Neil' antichiffimo Or-
dine Romano L fi vede avere )! arcidiacono 1' incombenza , e la
giurifdizione fopra del clero di Roma y dicendofi ivi, che in mor-
te di qualche diacono regionario -y fino a tanto , che non fofle
furrogato il fucceflbre , gli accoliti doveflero ubbidire all'arcidia*
cono i^uiaomnes acolyti cujufcumque regionis finty caufa eccle*
fiajiici micii y ad minijierium ejus pertinent. ^od etiam de fub^
fequentibus ordinibus intelligendum eft fervata unicuique pojl
tum proprii ghdus arcbidiafgni prerogativa in fui ordinis mi^
nijii-
DELLA S. ROMANA CHIESA; . Ì5
liijìmo fuhditis ; ut fi quii verbi gratia vim pajfus fuerh fiv9
àv ecclejiajiico fé» a quacumquc mtlhari perfona ^fi a fui ordi^
nis primo ejus caufa ad effectum minime Pervenerit j habeat ar^
ebidiaconus ^ ideft vicarius pentipcis caujam qnaliter fubditorum
fibi querelai abfque notitia poffit explicar€ pontificis ; cetera ve^^
ro per minores ordines finiatitur • Era adunque T arcidiacono il
vicario del papa in quelle materie , di forte che era divenuto
un officio in tutto e per tutto 4ifparate da quello del Vejiarario^
Mon fo poi con quale fondamento il fuddetto Giorgi aflerìfca^
che nel feftó fecolo gik vi fofle il Veftarario , poiché io non ne
ho potuto trovare menzione , che anteriore fofee al (ècolo ottavo.
Incominciando adunque quefta ferie porrò in primo luogo
MiccioNE sMfafo regionario , e priore del vejiiario dells
fanta Chiefa , il quale è il piii antico ^ eh* io abbia potuto rin«
tracciare • Comparifce egli con tali titoli nella bolla di Adriano U
papa gik pubblicata dal Muratori ' • Con efla quello pontefice
nell'anno dcclxxii. coftitul eflb Miccione in giudice di tutte le
caufe , che per l' avvenire fi foflero dovute agitare in Roma dal
monaftero di Farfa , ordinando ancora , cfa^ tale giudicatura do*
vede ne' tempi fulTeguenti appartenere fempre a coloro y che avef-
fero foftenuto il pofto di phore del vejiiario . Quefta carta feb-
bene fia gik Hata flampata , nondimeno poiché troppo appartiene al
mio aflfunto^ qu^ la riproduco dopo di averla collazionata conTorì*
ginale regiftro Farfenfe .
yy Adrianus epifcopus fervus fervorum Dei • Proba to religio^
^y fo Deo amabili abbati venerabilis monafteri ianHe Dei genitri-
^ cis femperque virginis Marie domine noftre fiti territorio Sa^
^y binenfi & per eum in eodem venerabili monafierio in perpe«
yy tuum • Cum maxima nobis follicitudinis cura infiftit folertia
yy atque efficaci Audio erga diverfa fan£lorum loca foUicitudinem
j^y gerendi & indeficienter precogitandi ne in rebus vel pofleffio-
fy nibus atque ceteris eis pertinentibus utilitatum ftipendiis ali-
yy quando commoditatis jaaura^per quarundam infurgentium cau-
^y farum eventus quoquomodo inferatur iccirco congrua nos pro«
^ cui dubio confiderationis cenfura convenit eorum (alutis inte<«
^ gritatem procurare & omnes que cun£lis retro temporibus fu*
^y perevenerint caufas juftitias telo abfcidi atque fub squitatis in^
,, tuitu deffiniri ut ex hoc & eorumdem venerabilium locorunt
yy maxime in quibus multitudo congregationum fervorum Dei mo*»
yy nachorum confiftens fedulas redemptori noftro referre videntur
y^ laudes ftabilitatis integritas proficiat nobifque ob hujus piiope-
D ,, ris
(0 Chroiu Farf* col 34^*
^6 DEL VESTERARIO
y^ rìs quod gerìmus ftudium copiofii in fidereis a£Ubus a reran^
y^ omnium opifice domino Dm noftro afcribatur remunerano . Ideo
^ conftat Dm amabilem religiofitatem tuam nobis intimafle plu«
^ ra incommoditatis damna veftrum prelatum venerabile mona*
y^ fterium in fuis utique utiiitatibus in eo quod plures , ac diverfi
,) nefarii homines nofire Romanarum reipublìce tam per furca.
yy quamque per alias perverfas operationes plura mala eidem fan*
^ 3o ingerere nofcuntur monafterio. Unde crebro a tua religio-
yy fitate nobis hac de re interpellatio £i£la eft ut noftro intuita
^ earumdem caufarum merita perpendens vedrò, ftuderemus mo«
3, naderio juftìtiam faciendi • Quod quidem nos diverlls fuper in-
yy gruentibus caufis ex omni parte preoccupati nequaquam conti-
^ nuo in veftris decidendis caufis noftrum accommodare valuimus
^) auditum • Pro quo laboriofae tuae religiofitati vel direélis a te
yy monachis utile efle videuir dum dilattonis mora ad eafdem ve*
yy ftras decidendas caufas provenire . Et ecce obnixe nos religio*^
3, fiflime Dei cultor dignofceris popofciflfe ut ex. noftri perfona ftu«
yy duiflfemus aderari qui fine noftra inquietudine eafdem veftras
yy caufas fuptiliter perfcrutare vobifque juftitias facere deberet #
yy Quod quidem libentiffime tue religiofitatis precibus annuentes
^ id quod a te expetitum eft effeflui mancipavimus conftituentes
jy ex noftri perfona Miccionem riotarium regionarium & priortm
yy vefiiarii £tn£le ecclefie atque c)us omnes fucceflbres apoftoiice
yy fedis veftiarii priores ut quoties quecumque caufa veftro mo*
yy nafterio acceflerit confeftim ad eos omni in tempore monachi
yy atque midi ipfius monafterii adveniant fuafque iUis referant
yy caufas & ab ipCis prioribus vejiiarii proprias juftitias recipiant.
^ Unde ecce aucloritate beati Petri principis apoftolorum cujus
^ licet immeriti Dea tan^n dignante vices gerimus ita decernen-
^ tes fancimus ut oda$us fideliflimus no^t Miccio priw veftiarii
99 vel omnis qui prò tempore poft ejus difceflum priores veftia'^
99 rii extiterint lìcentiam habeant potefiative diftinguendi tam
99 ecclefiafticam perfonam quamque ex militia «xiftentera vel
99 etiam famulum ecclefie aut fervum cujufquam five ex civitate
99 Romana feu de diverfis ceteris locis & civitatibus iftias noftro
99 Ramano roipublko five ut dìélum eft liber five fervus fueric
99 & de ^refenti abfque qualibet antepofita occafione ipfe prior
99 veftsarii qui in tempore fuerit fine inquietudinis moleftia bea-
99 tiflTimorum pontificum qui in tempore apoftolatus culmen gef-
99 ferint plenarias juftitias tam de furtis quam de aliis fuper acci-
99 dentibus caufis partis monafterii veftri (anele Dei genitricis
99 perpetuis temporibus ufque in finem feculi ftudeant • Et quod-
>> cupir
DELLA S. ROMANA CHIESA. Ì7
^ cumque ab eifdem prioribus vejìiarn prò cjufdem veftri mo*
\y nafterìi perficiendis juftitiis definitum fuerìt irrefragabiliter ^r«
), fiftat corroboratum • Hec vero que a nobis prò falute ante fati
I, venerabilis monafterii & Dei genitrìcis femper virginis Marii
jj domine noftre ftatuta funt decementes coram Dea vivo Se ejof
,) futuro judicio promulgamus firmiter permanenda Se neque ullus
„ fucceflbrum nolironim pontificum vel alia quecumque magna
5) parvaque perfona cujufcumque fit dignicatis quoquo modo pre«
,, fumat contra haec quae a nobis ftatuta funt penitus agerc •
jy Sed neque prior ve/iiarii qui pro tempore fuerit negle£luni
^y ponere àudeat ad faciendas eidem (àn£lo monafterio plenarias
,, juftitias • Nam fi quis quod non optamus xiefario temeritatis
yy aufu prefumpferit hec omnia a nobis ftatuta atque confirmats
yy refragare vel in quoquam tranfgredi fciat fé au£loritate beati
3) Petri principis apoftolorum anathematis vinculo effe innodatum
yy 8c 2, regno Dei alienura atque cum diabolo & omnibus impii$
yy eterno incendio deputatum • At vero ^i obfervator iftius no«
^ ftri apoftolici conftituti extiterit divina prote£lione adjutus fuo-
,3 rum veniam confequi deliélorum & vitam mereatur adipifci
3) eternam • Bene valete data x. kal. Maii imperantibus domno
,, noftro piiffimo augufto Confianttno a Dea coronato magno im-
yy peratore anno lui. & poft confulatum ejus anno xxxiii. fed Se
9, Leone Magno imperatore ejus filio anno xxi. indizione x« -
yy R« F* n«9p.
L'efTere ftato Miccione notajo regiofMrio fa conofcere il fU«
blime grado y eh* egli otteneva nella Chiefa Romana y poiché il
collegio de' vii. notaj regionarf è il più antico , che fi fappia ef*
fere ftato iftituiro in efla Chiefa y giacché fi conviene y che ne fu
autore s. Clemente papa ' ; e non vi fi poteano afcrivere fé non
foggetti di capacita ^ e di fedeltà , che ben foflè fperimentata ,
per r incombenza^ cheaveano di confèrvare co' loro ferirti auten*
tici tutto ciò , che di più degno avveniva nelle regioni , eh' era«'
no fiate loro refpettivamente aflegnate •
Si é fervito il Muratori di quefta data negli annali d'/M-
Ha y e fpecialmente del titolo domno nofiro attribuito a Cojian^ *
tino per avvalorare l' opinione y che in quefti tempi il «pontefice
avefie il fuo dominio in Roma dipendente dalla fovranitk de' Gre-
ci imperatori • Ma io non fo per veritk quale argomento fi
pofTa trarre dall' onorifico titolo di domnus y il quale anche ne'
tempi più antichi di papa Adriano il veggiamo y ne' vecchi au-
tori y e ne' documenti Aefii y tanto dato all' imperatore y quanto al
' D % papa.
(i) Anaftafio nella vita di quefto papa.
2» DEL VESTARARIO
papa • E non è poi da confiderarfi molto in quefto propofito l'e^
preflione, che ]^^ Adriana adopera nello fie(ro diploma ^ che ho
tede riferito : iftius noftrae Romanae reipublicae ? mi pare aflai ^
che una tal maniera di parlare che ufavano i papi in quelli tem-
pi sfuggifle dalla fomma avvedutezza di quel chiariflimo letterato »
Qu^ dirò di paflfaggio ^ che in quello fteflb tempo, che Mie*
€Ìone era Veftarario pontificio , lo era pure nella Corte di Defide^
rio re de Langobarai un certo Prandulo , il quale fu uno degli
ambafciatori da quel principe mandati allo fteflb papa Adriano ^
narrandolo Anajia/io in quella guifa.* Itaqae in $pfo exordio con-
fecrationis fuae direxit ad ejns beatitudinem fuos tnijfos Depderius
Langobardorum rfx , ideji Theodicium ducetn Spolennam ^ Tunno^
nem dncem Eporedias , & Prandulum veftararium fuum , fuajuh
mis per eum mittens verba , fefe cum eo quafi in vinculo cbarita^
iis velie coltigari &c. Il Muratori chiama quello Prandolo ve*
fiarario il guardarobiere di Dejiderio . Ma fé il Vejiarario di que-
lla re ottenea un pollo , qhe avea fomiglian^ al Vejiarario del
papa ) da tutto ciò , che fopra fi è detto , può crederfi , che il fuo
officio fofle aflai piò nobile, ed autorevole di quello, che alme-
no ora noi intendiamo per guardarobiere . Ed in fatti dalle pa-
role di Anaftafio il poffiamo ben comprendere , veggendo , che
Prandulo Vejiarario fu in- compagnia di due perlbnaggi de' mag-
Siori di quel tempo , cioè di un duca di Spoteti , e di un duca
i Ivrea .
Gennaro Vejiarario . Fiori fotto lo fteflb pontefice Adrior
no y il quale fi prevalfe della fua opera nel riftoramento, che fe-
ce, delle bafiliche di s. Pietro ^ e di s. Paolo. Anajiajio ce'i rap-
prefenta come un ioggetto creduto da quel gran pontefice idonea
a tale imprefa , e Ibggiugne , che era fedeli ffimo . Simili modo
<3r in famojifftma totoque Orbe terrarum praeclara veneranda ba^
filica beati Petri apojiolorum pr incipit , dum per < oli tana tempora
vetujiijjimas trabes quae ibidem exijiebant j cernerete ifdemprac
eipuus pontifex mittens Januarium Vejlararium faum^ cognofcens
€um idoneam perfonam cum multitudsne populi , mutavit ibidem
trabes numero xiv. atque totum ejufdem bafilicae teSlum & pov^
ticus a noviter reftauravit . £ poco dopo : Immo bic ipfe ff
fius nòminàtus fanBiJJimus praejful pariterque in bafilica vajtt
eleBionis beati Pauli apqftolt cemens ibidem exiftentes trabes per
prifca tempora vetujias ad modicumque ruituras , fecit ficut fu*
ferius in bafilica beati Petri principis apofiolorum cunSia difùo*
nens. per Januariim fdelijfmum vejiararium fuum cum multi-
tudint
(0 Cosi detto da dim»
DELLA S. ROMANA CHIESA. 29
tudiit» pepili . Sed & ipfe ter beati ffimus pajior per ferhetspfum
frequentans totam novi ter rejiaaravit & mutavit trabes majores
numero xxzv. & per circuitum efufdem^ ecclefiae a noviter por*
ficus omnes refiauravit .
Sergio prete y e Vefiarario • Dobbiamo la notizia di quefto
perfona^gio al Baluyo ' ^ il quale da un codice della biblioteca
Colbertina eftrafle , e pubblicò nelle fue mifcellanee la feguente
bolla di Adriano papa , certamente il primo di tal nome • In eflà
il pontefice concede y non fi fa a chi , poiché la carta è mutila nel
principio , concede y dico , il fondo Apiniano pofto nella via Fla^
minia quattordici miglia lun^i da Roma y che gik era (lato tenuta
da Sergio prete y e Veftarano .
5, Quotiens illa a nobis tribui fperantur quae rationi incun*
yy flanter conveniant animo nos decet libenti concedere & peten*
^ tium defideriis congruum impertiri fuffragium • Ideoque quia
yy poftulafti a nobis quatinus fundum Apinianum cum domo fuo ^
yy & vinea pofita via Flaminia xiiii. plus minus miliaribus ab ur-
yy be Roma que tenuit per emunitionem Sergius presbyter & Ve*
)) Jiararius noder qui fundus exiftit ex corpore patrimonii Tafciae
,y jùris S. R. cui Deo auélore defervimus Ecclefiae hac vobis emif-
5^ fa praeeeptione ad tenendum concedere deberemus . Inclinati ita*
9) que precibus veftris per hujus praecepti feriem fupradi£lum fun-
), dum cum domu & vinea & omnibus ei pertinentibus in integro
), a prefenti viii. indi6lione diebus vitae veftrae vobis concedimus
9) detinendum ita fané ut a vobis fingulis quibufque indiélionibus
)) penfionis nomine rationibus ecclefiaftiicis in. auri folidos difficul-
^9 tate poflpofita perfoivantur omnemque qua indigent melioratio*
9, nem ac defenfionem prediélus fundus & vinea feu domus indif*
3) ferenter a vobis fine dubio procurentur & fiant nullaque praete-
9) rea ad dandum annuae penfionis a vobis mora proveniat fed ul-
^^ tro aflionariis s. noftrae ecclefiae apto tempore perfol vatur • Nam
9, fi aliter quod abfit a vobis provenerit de fuprafcripta meliora*
,, tione defenfione & annua penfione fiatuimus fore invalidam hanc
,, noftram praeceptionem • Per obitum vero vefirum memora tus
9, fundus ad jus lan6le noftre E. cujus eft proprietas in integro re*
9) vertatur • Datum idibus Aprilis Ind. viiu anno Domini ilL Cfic )
Da ^uefta maniera , con cui termina la riferita bolla y cioè
anno domtni ili. fi può credere , eh' eifa fia fiau inferita in qual*
che formolario y come lo era il £imofo Diurno de Romani pon-
tefici
(0 T.vii. miicelL pag.i22« che la lingua Italiana ha attinto molte
(1) Quindi è , die ^r Italiani ulano la voci dal Latino , come ognun fa , ma dal
l^rola domo in mafcuUno e fi dice il Do- Latino barbato y che fi lUVa^ quando ai<#
no ^Milmoy il Domo iXP\fé &c per* ià nacque»
}o DEL VESTARARIO
tefici pubblicato la prima volu dall' Olfienio , nd qual libro veg^
giamo , che le cofe d' apporti s' indicano col prenome ille come
ora coftumiamo d' indicare i nomi incerti col N. M. Il Balwijo
pofe in fronte di quefta bolla cufufdam pape fortajjis ejuf-
aem Hadriani L bulla &c« ma io fenza forfè la credo aflb*
lutamente di quefto pontefice ^ poiché oflervandofi gli anni del
|K>ntificato degU Adriani l. II. e III. , folamente in uno di
quelli d' Adriano I. troviamo eflere corfa V indizione viii. cioè
fanno dcclxxxv. Né pure cadde l'indizione viii. in alcuno degli an*
ni di Adriano IV. eletto Tanno mcliv. febbene , ancorché vi fof-
fé caduta , farei nondimeno nello fteflb fentimento , che all' Adria-
no L doveilè appartenere , attefoché mi par manifefto , che lo fti«
le, con cui è fcritta quella conceffione, fia di tempi più antichi
del XII. fecolo . Potrebb' eflere , che quello Sergio prete y e Vefia^
fario non fia differente da quel Sergio prete , il quale infieme con
Anajiajio vefeovo furono fpediti in Francia da s. Gregorio III.
circa r anno dccxxxix* a portare le chiavi del fepolcro di s. Pietro
a Carlo Martello ^ e a fcongiurarlo , che venifle a liberare Roma
dalle oppreffioni de' Langobardi . E qu^ mi piace di brevemente
avvertire , che negli annali d' Italia del eh. Muratori non é pun»
to mefso in chiaro ciò , che riguarda la gran turbazione y in cui
fu Roma in tal congiuntura • Vi fi nega apertamente contro il
fentimento del Baronia y che Luitprando re de' Langobardi veniP
fé dentro Roma a ufarvi delle odilitk • Ma la verità é , che Ano-
ftajio y o chiunque fia 1' autore della vita di s. Gregorio IH* lo
dice si chiaramente , che non fé ne può dubitare : Hujus tempo^
ribus concujfa eji provincia Romanarum ditioni fubjeSia nejanr
dorum Langobardorum , feu & regi eorum Liutprando , ve*
nienfque Romam in campo Neronis tentoria tetendit y iiepraedatar
que Campania multos nobiles de Romanis more Langobardorum
totondit atque veftivit > • Ora il campo di Nerone era appunto
all' intomo della bafiiica Vaticana y dove é ora il Campo fanto y
e la chieia di s. Marta y e la fagreftia di & Pietro y cosi detto 2^-
lora per li veftig j , che vi erano tuttavia del cerchio di Nerone *;
onde non fi dee tanto riprendere il Baronio , fé ha detto y che quel
re Longobardo dette un lacco alla chiefa di s. Pietro y poiché fe
ciò non coda y almeno é molto probabile y che feguifle y giacché
il fuo efercito trovandofi cosìi a portata di farlo , non fi può cre-
dere y che tanto fofle e rifpettofo e continente y che non voleflè
prò-
(i) I Longobardi fi tondevano, ma fi di qnà 9 e di là dalla frodi • Vedi il
* hlcìavano due ciocche di capelli , che Boociocio g. 3. nor« z.
Mprivana loto V orecchie» e fcendeTano
DBLLA 5, ROMANA CHIESA. 31
pfiofìttare dell' occafiont . Dal confidcrarfi poi il /Ito del campò di
Nerone fi viene altresì in cognizione , che dove Gregorio IIL
nelle fue lettere parla dell' aflEronto , che ricevette allora la chiefa
di s. Pietro , è pii^ probabile , che intenda dire della bafilica , che
della chiefa Romana , come vorrebbe il Muratori fuddetto per
gettare a terra T aflerzione del Baronio •
Leonb figliuolo di A%t$ppio Romano , Leone dico ; che (\x
poi Leone III. pontefice , eletto T anno dccxcv. Quefti fino dalla
fanciullezza fu educato nel veftiario Lateranenfe , ove tanto fi ap«
profittò nella facra dottrina , e nell' ecclefiaftica disciplina , che me*
rito di effere promoflfo al presbiterato ; nei quale grado eflendo ^
fu , come fi è detto , inalzato al trono pontifizio ; ma prima ^
rò , eh' egli eicifle dal 'vejiiario ^ vi efercitò il pollo di FeflaranOf
chiaramente dicendolo Anaftafio nella vita di lui ^ ove così narra :
Leo natione Romanus ex patre At^t^to fedii annos xz. menfesv. dies
XVII. qni a parva aetate in vejtsario patriarchìi enutritus ^ &
edueatus omnemque ecclefiafiicam difciplinam fpiritualiter erudii
$us tam in pfalterio quamque in facris divinifqae fcripturis poU
lens fubdiaoanus faBui in predyteratus honorem^ proveBus eft #
Erat enim vir cajiusj loquela faeundus (St animo cqftans . Segue
a narrare 1' egregie qualità di quefio pontefice , è poi foggiugne :
Et dum taliter in ipfo veftiario praecipue degens fplenaeret &
epa follertijfimam curam ipfe veftiarws dirigerete abomnibut
amantiJJUme diligebatur . Quefia e la lezione^ che adopera il
?• Bianchini . Vi fono altri codici , ne* quali fi legge in vece ab
efms fotértijjlma cura ipfe Veftararius ageretur , ed un codice
Maxx^rino \ in cui fi ha egeret in luogo di ageretur . Ma per ve*
ritk mi ièmbra , che la lezione più naturale fia quella prima ^
donde apertamente fi deduce , che Leone III. avanti del pontificato^
dopo di avere per lungo tempo ^ e con fomma lode dimorato nel
veftiario , ne divenne capo ^ e rettore ^ cioè Veftarario .
Gemmoso Veftarario intervenne ad un infigne placito^ che
fii tenueo T anno dcccxii. nel facro palazzo Lateranenfe rifedendo-
vi Leone III. papa , il quale dopo lungo dibattimento delle partii
conchiufe , che Mauro di Suabino di Caftro non moleftafle pia in
avvenire il monafiero di Fatfa circa i beni podi ne' territorj di
Viterbo , e di Tofcana , che gili furono di Aimone ^ e di Anfer
truda genitori di Anaftàfia fua focera , e che Benedetto abate
Farfenfe cedefle al fuddetto Mauro il calale chiamato Ce furiano ^
come meglio , e pia diftintamente fi può vedere nella ftella carta^
che è la feguente.
I) In nomine domini noftri Jefu Cbrifli . Imperante dorano
32 DELVESTARARIO
,, Karolo piifliino principe augufto a Deo coronato magno impe^
jj ratore anno Deo propino imperii ejus xiii. atque domni noftri
^ Leonis fummi pontificis & univerlalis pape in facratiflima fede^
^y beati Pefr$ apoftoli anno xviii. menfe maii indiólione vi. DunoL
yy in Dei nomine refideret domnus nofter Leo fummus pontifex
jy & wiiverfalis papa in facro palatio Lateranenfi & adeflent ibi-
^y dem Johannes & Tafialdus epifcopi Tbeodorus numinculator
jy Georgius bibliothecarius Gemmojus vestararius Albininus quon-
,) dam Lori & jfgiprandus cubicularii Nordo Racuccio Nanin*
yy gus de Biterbo . Et dicebat Maurus filius bone memorie Sua*
yy bini de Cafiro contra BenediBum abbatem monafterii & Marie
)9 loci ubi dicitur Acutianus territori! Sabinenfis . Malo ordine <
), habetis rcs & fubftantias in territorio Biterbenfi vei in Tufca^
), na vei fingulis locis que fuerunt Aimonis & Anfetrude conjugis
,, ejus qui fuerunt genitores Anaftafie focrus mee que legibus in
)^ ipfis rebus hereditare debuit & modo legibus conjugi mee filie
)) eorum pertinere debet prò eo quod ip(am filiam fuam fupra-
,, fcripti fibi heredem conftituerunt • Unde ante hos dies plurimo
^ tempore vobifcum in judicio fuimus • Et guadiam mihi dedi*
,) ftis ut munimina aduceretis fc exinde pignora habui fed leg^m
)) meam habere non potui • Ad hec refpondebat BenediBus ab?
,, bas una cum monachis fuis . Verum eft quia cum anteceisore
yy meo multas caufationes habuiftis fed de ifta caula non refpon^
^) deo antequam inquiram munimina & homines per quos ipfa
yy legibus pars monafterii habere poffit . Et fic inter fé guadiam
)) dederunt & fidcjufsores pofuerunt ut inquirerent & in die con*
yy ftituto intra Palatium & aderat fuprafcriprus TaJiaUus epifco-
,) pus Raginaldus de Tufcana Princiùium de Orbe vetere > fcabif
yy nus Mauringus fculdafcius de Cajtro y Hermetancus Modelper^
^ tus clericus Petrus Albus Tacbipertus Iffo & Filiprandus
,, de Suana Tacbipertus & Prando germani de Silva Roprandus
,, & Petrus germani & alii plures • Iterum diceliat Maurus con»
,, tra jamdiAum BenediBum abbatem vei contra monachos fupra*-
yy fcripti monafterii ficuti jam antea dixi vobis contra legem ha-
jy betis res vei fubftantias Aimonis & Anfetrude . Refpondebat
yfy BenediBus abbas cum monachis fuprafcrìpti monafterii • Ideft
^ Teutoni monacho Ali/redo presbytero & monacho Donulo mo«
9, nacho & prepofito fuprafcripte fubftantie unde agebatur Betto^
yy ne monacho Ingone monacho Anfefrido Langobardo de Reat§
„ qui
(i) Noi diciamo in qoefto fmib per (a) Prtncipt d* Orvieto » Da Uibe Te«
rupunto : Ab/ m wdinù ^ifwtm ; Mèi teie. fi ùA &ttoOrbe veteit) o daqt»
merdim. te u Illa feonato (Vvfira*
DELLA S. ROMANA CHIESA^ jj
^ qui CURI ipfis erant & aliis plurimis « Ipfas res quas nobis re-
3, quiris legibus habemus prò eo quod jfimo cum filio lue P^tro
y^ intravit in monafterìum s. Marie & ipfe Petrus in ipfo mona*
,^ fterio mortuus efl: & poftea Aimo genitor ejus in fuprafcrìpto
^y monafierio mortuus eft & per cartulam optulit ipfas res luas in
,) monafterio %. Marie « Ad hec refpondebat Mawrus . Verum eft
^ quod dicitis quia Petrus in ipfo monafterio ante genitorem
yy fuum mortuus eft fed infra etatem erat quando defunélus eft &
yy Aimo qui fupravixit guaregangus homo fuit & cum fìlia fua
yy Anajiafia xemanfit & fecundum edi£li tenorem filiam fuam ex-
yy faereditare non potuit • Et cum fio multas alt^rcationes vel cau-
^^ fationes inter fé habuifsent fecerunt inter fé convenientiam una
yy 'cum confenfu & voluntate monachorum fuprafcripti monafterii
yy feu per abfolutionem domni Leonis pape qui ipfum abbatem
,, & monachos fuprafcripti monafterii ore fuo interrogavit fi ipfam
)9 convenientiam fua bona voluntate cum fuprafcripto Mauro vel
3^ cum.conjuge ejus facere volùifsent . £t ipfe abbas & monachi
^^ ejus dixerunt • (^uia bona voluntate noftra cum fuprafcripto
3, Mauro & cum conjuge ejus convenientiam & decifionem facere
^ volumus * Et ita in prefenti fecerunt • Et dedit BenediBus ab-
yy bas una cum monachis fuis predico Mauro 8c Hildeperge con-
99 )ugi ejus cafalem qui vocatur Cefarianus cum cafìs cùrte hor«
yy tis pratis vineis cetinis i fiivis aquis aquarumque duélibus & cui*
3) tum vel incultum omnia & in omnibus una cum vocabulis
yy fuis. Cui ab una parte eft cafalis Terentilianus ab alia parte
yy cafalis CaTjanus a tertia parte cafalis Agellula a quarta parte
3, cafalis Cornutianus . Ifta omnia damus & a prefenti tradimus
3^ infra ifta defignata loca in integrum in convenientia vel diffi-
yy nitione tibi Maure vel fuprafcripte conjugi tue prò rebus Ai^
,3 monis & Anfetrude quas nos habemus • Unde promitto ego
33 fuprafcriptus BenediHus abbas una cum congregatione mona*^
yy chorum fuprafcripti monafterii fi aliquando nos vel pofteri no-
33 ftri contra te Maure vel contra conjugem tuam aut contra
33 veftros heredes de fuprafcripto cafale vel rebus quas vobis in
33 convenientia dedimus agere aut caufare ^ voluerimus vel toUerc
33 aut per quodlibet ingenium contra ire per nos aut fummifsam
33 perfonatn quefierimus atque de ipfa convenientia exire eamque
33 corrumpere voluerimus tunc componamus penam noni, auri
33 mundi afi&nati libras xxx. Et repromitto ego Maurus una cum
E 3, con-
(i) f. cefi vis • perdete la caufa y t la caufa ì vìnta i C
(2) Caufare vale litigare ; onde ima dottore delle cauje per/e Ce.
lite fi chiama faufa « e tutto di fi dice
34 DELVESTARARIO
M conjuge mea HiUeperga que interrogata eft ab tUrmiteo ger*
,, mano fuo feu Reginaldo & Aimmone confotxrinis ejus dixit
^ quìa nullam violentianr patior a jugali meo nifi pura & fpon-
^ tanea voluntate noftra iftam convenientiam fecimus & repro-
^ mittimus fi aliquando de rebus Aimotùs & Anfitrude qùas ad
yy partem monafterìi s. Marie modo ad manus veftras detinetis
yy agere aut caulàre contra voluerimus per nos aut per rubmif*
^ fam perfonam per quodlibet ingenium vei amplius toUere que-
yy fierimus nifi quantum nobis in convenientiam dediftis quod
^ fiiperius legitur tunq componamus nos vei nofiri iieredes tibi
), BmediEle abbas vei fiiccei&oribus tuis in fuprafcrìpto lànéle Ma»
yy rie penam no& fuprafcriptam in duplum omnia unde agere
yy aut caufare voluerimus . De quibus omnibus due cartule con-
yy venientie & repromifiìonis pari tenore fcripte funt . A£lum in-
9, tus facrum palatium Lateranenfe menfe & indi£Uone fupr**
9, icripta feliciter «$» Ego Maurus in lue carta convenientie &
^y repromiflionis a me fàéle manus mea fignum ^ manus Hilde'
»> P^&^ Temine que hanc cartam convenientie & repromiflionis
yy fieri rogavit . Signum ^ manus Hermitei germani fuprafcripte
^ femine qui ipfam interrogavit & propter infirmitatem oculo-
yy rum minime manu fiia fcribere potuit i§* "Ego Reginaldus qui
9, iplàm feminam interrogavi m. m. ^ Ego Immo qui ip(àm fe-
), minam interrogavi m. m. Signum «{^ manus Gbihlprandi filii
), Hermetei de Galiano tefiis « Signum *{» manus Ariperfi de Car-
n f amano tefiis . Signum «{* manus Solomo filii Latnperti de Va^
}, lentano teftis R. F. ii6, „
Nella lettera da me pubblicata fopra alcuni antichi vefcovi
della provincia del Patrimomo ho prodotto una carta dell'an-
no DccLxxv. appartenente ai fiiddetti Aimone y ed Anfitruda , o
fia Anfhruda y e qui mi toma mdto bene in acconcio di correg-
gere un errore , che è fcorìb nella ftampa di quel documento ,
cioè , che ove dice tam èie in Viterbio , quamqHe in Tufcana
orda y feu ca/hro &c» fi dee emendare , leggendovi tam bic in Vi-
terbio , qitamque in Tufcana orcla , jeu Caftro &c, Orcla è ora
un cadeilo rovinato*, detto ancora Orcbia y e volgarmente Nor-
ebia , e fi vuole , che cosi fi fia chiamato dal culto , .che ha ivi
avuto Horcbia , la quale dice Livio , che era una Dea deli* Etrih
ria: TertktUano pure ne ha fittto menzione nel Aio Apologetico
capo XXIV. , ove enumerando i particolari Dei di alcune Provin-
cie , e citili dice , che Volfinenjium Norjìa , cioè , che Nor/ìa era
una Dea particolarmente adorata da quei di Bolfena . Quello
luogo come diruto • e come poflèduto dal convento di Gradi de*
PP. deU* il-
DELLA S. ROMANA CHIESA; ^5
fP. deirillaftre Ordine di s. Domenico nella carta del Patrimonio
ìmprefla Az Giovanfilippo Ameti preiTo il A^' Roffi in Roma Tan-
no MDCXcvi. è fituato vicino al fiume Siedano . Il pontefice Leo^
ne IV. nell'anno dccclii. confermando a Virobono vefcovodi To^
fcana i luoghi della fua diocefi ^ dice nella bolla : Porro con^
firmamus tibi y tuoque epifcopio infra civitatem aue vocatur Or^
de 9 videìicet plebem s. Petn cum duabus ecclejtis s. Jobannis ,
& s. Angeli y la quale chiefa di s. Angelo non può effere quella^
che fta lui monte della Paran%ana , come quella che è pofta più
fopra verfo Oriente , e verfo Soriano y ficcome neppure può ef-
fere, che Vitorcbiano fia l'antica Orci&/>, poiché egli parimente
non iftk da quella parte ^ ma poco più verfo il Tevere . Nello
fteflb privilegio fi rimentova il territorio Orchiano y dicendoti :
Incipientibus vero a finibus tui epifcopatus , fcilicet a mari ma^
gno y & inde per Jluvium Minionem y ficuti reHe extenditur in
cripta s. Pancratii y & in pedem Leuprandii y qui eji inter ter*
ritorium orclanvm y & Bìedanum y & reBe perg$t ad cavam
Fardegnam &c. onde ancora al prefente i Vetrallefi pretendono y
che Orcbia y o Norcbia fia del loro territorio y che prima però
èra tutto con tutta Vetralla del territorio Viterbefe , come con
fodifllime ragioni ha dimofirato il dottiffimo fignor abate Maria*
ni nel fuo libro de Etruria metropoli . La fuddetta conferma di
Leone IV. è inferita in una lettera d' Innocenxp IH. riferita dal
Baluxjo y e dal fuddetto Mariani , ma fi dee avvertire , che nel-
la data, che è la feguente : Scriptum permanus Nicolai notarii
atque regionarii & jcriniarii s. nojhre Romane ecclejie menfe Fé*
bruarii $ndic. v. Benevalete • Dat. viri» Kal. Mar. per manum
Leonis prhnicerii fumme apoftolice fedis anno Deo profitto ponr
tificatus nojiri domini Leonis pape IV. in facratiffima fede b. Pe*
tri apofioU fexto menfe & indie, fuprafcripta v. fenza dubbio è
fcorfo errore nell' indizione y poiché a niun anno di Leone IV.
può convenire l' indizione v. Neil' anno vi. del fuo pontificato cor-
tea la XV. onde voglio fupporre y che per inavvertenza de' copi*
ili ^ o delli ftampatori fi fia lafciato il x, che andava unito al v«
Nel codice dell' enfiteufi di Farfa abbiamo memoria del territo-
rio Orclano , e di Orde chiamata qui pure città y la qual me-
moria è la feguente :
,, Anno XV. Hugoniì regis & Hlotbarii filli ejus vini, at-
^, quedomni Stepbani fiimmi pontificis anno z. menfe Mai Ind.xiir.
,, Petenti Suonai , qui & Franco vocatur filio Uffonts ex natione
,) co^iitatus Reatini domnus Campo abbas conceffit tei^ juris hujus
yy monafterii St Marie annis zxviiil infra comitatum vel terrìtorium
£ 2 9) ORCLA-
^6 DELVESTARARIO
^ ORCLAKVM & intro ip(am civitatem orclb cafalinos deferto^ ;
j^ Penfio denariorum viu in cella s« Marie intro caftrum Bhcr^
9, bum péna componenda foLcc. ^ Suavh rogavit 4^ Adolper^
^ (US fcabinus ^ Confiantinus 4^ Gamperfus filius Carfari de ^/*
9^ co Flamano ^Johannes notarius fubfcripfit * Cod» Emph. {(A.^8^
Nel XII. fecolo Orda era gik ftata abbandonata dagli abita-
tori j e poiché era divenuta un ricetto di ladri , fu giudicato op»
portuno di ricondurvi della gente ^ e di fortificarne la rocca • NeK
la vita di Adriano IV. fcritta dal cardinale di Aragona , il qual
pontefice fu creato l'anno mcliv. e mor'i nell'anno mclix. fi rac*
conta , che defertum Quoque cajlrjum orcle , quod erat fpdunca
laìronum^ prò pacey Órjecuritate iUius terrae populauit ^ ér mu-^
ro , ac turribus non fine muhis expenfis mumvtt . In un codice
Efienfe fi legge Ortbae y ma migliore fenza dubbio è la lezione
di Orde ^ che fi ha in due altri manofcritti , l'uno dell' ^iTi^ro-
fiana y e l'altro del capitolo del duomo di Milano » La celebre
cittk di Orfa y il cui vefcovado è ora unito a quello di Civita
Cajiellana , non fi fa che mai , e molto meno nel duodecimo fe-
colo foflfe ridotta in uq tale ftato , che gli pò telTe convenire quell'ef-
preflione defertum quoque caftrum , come può vederfi nella erudi*
tiflfima fioria , che ce ne ha lafciato monfignor Giujio. Fontani ni •
E qui mi fia permeflb di avvertire una fvifta che egli ha fatto
nella ferie de' vefcovi di Orta • Ei colloca Rodolfo vefcovo all' an-
no Mcxxiv. appoggiato alla bolla à' Innocenzo IL fpedita in favo-
re del nofiro antico y ed illuftre monaftero de' ss. Faujiino , e
Ciovita di Brefcia y al quale documento quefto Ridolfo fi lot-
tofcrive y citando di averlo veduto nel noftro bollano compoilo
dal Margarini . Ma oltre che Innocenzo IL non incominciò a
regnare che nel mcxxx., il Margarini fuddetto non ha punto
allato nel riferirne la data , ove fi legge m. c. xxxiii. dico che
non ha quivi certamente fallato y poiché abbiamo quello ftefTo di-
ploma riporuto in fine delle giudiziofiflime y e convincenti lette-
re intorno 1' efiftenza dei corpi de' fanti martiri Faujiino , e G/V
vita nella chiela di & Faujiino maggiore y e circa la data con-
viene appunto con la riferita dal Margarini • Ora voi gik fape-
te y che s\ belle y e dotte lettere le dobbiamo al Rmo P. D. Gio^
van Lodovico Lucbi abate di quefto monafiero di s» Paolo y la
cui perizia 9 ed efattezza in quefte * materie eflendovi altresì nota^
non abbiam loogo di dubitare y che quel documento non appara
tenga all' anno ucxxxiii. y d' onde ne fegue y che non cos^ pre-
do ci cominci Rodolfo ad apparire vefcovo di Orta . ^
Ora htoraando a Ordt il Bujf% nella ftoria di Viterbo Ubr. u
DELLA S. ROMANA CHIESA. J7
^g«5 3* aflerìice , che quefto caftello era di Viterbo , feconda ciò , ch6
ne Icrive il L^/ice//a//^ pag» 5..) il quale nel riferire le guerre, che
lìell'anso mclxxxviIi. i Romani aveano contro de' Viterbefi^ iò^
giugne , che febbene fi ftabiiilTe pace tra loro y ad ogni modo i
Romani di bel nuovo fi riattaccarono , fperando di potere acqui-
ilare il caftello à'Orcbia . Nel mcclxxxx. era arciprete àìOrcbia
xm certo Roberto , ficcome cofta da una carta del noftro archivio
di s. Paolo y fcritta dal notajo Vito di Bartolommeo nel fuddetto
anno a' vk di Febbrajo indizione in. ne' tenopi di Niccolò IIL
papa • Quivi veggiamo y che da parte di Giovanna y Simonetta ^
Cecola y e Giovannella de Pentoma monache del monaftero di
s. Maria de' Canali diocefi d'Amelia y unito al monaftero di s» Ma'
gno della fteflà cittk , foggetto a quefto di s. Paolo y fi ricorre
avanti i difcreti uomini Angelo arciprete di Viterbo y Bartolomr
meo priore della chiefa di s» Angelo di Viterbo , e Roberto arci-
prete di Orcbia , giudici delegati dalla s. Sede contra le fentenze
emanate in pregiudizio di efie da Paolo arciprete di s. Salvato*
re y t Angele di Pallione arciprete di s^ Pietro de Frasleis arxL-
bedue deUa diocefi di Tivoli^ giudici fiiddelegati da Romano cir
npnico de' fanti Giovanni y e Paolo di Roma y giudice delegato
nella caufa y che pendea fra L' abate di s» Paola da una parte , e
dette monache dall' altra ; ed ottennero di eflere aflblute dalle
cenfure^ nelle quali erano incorfe y con la condizione ad caute'
lam . Segu\ quefta alToluzione Viterbii in capite f calar um palatii
epifcopatHs Viterbienjis alla prefenza di maeftro Verardo di Pie*
ro y e di noaeftro Giovanni pure di Piero Val^lent ambedue nota) •
Nel XIV. fecolo efifteva ancora in Orciaia una rocca y in cui
fi deputava un caftellano • Pietro Corretini nella cronologia de'
vefcovi di Viterbo unita al finodo del cardinale Francefa^ Maria
Brancacci , fa menzione di un iftrumento , con cui Bernardo de
LacH rettore 5 e vefcovo di Viterbo nell' anno mcccxli v. conftituir
fce un caftellano Arcis Morchie y di cui però tace il nome. Que-
fto caftello con altri del Patrimonio fu y ma non fo da chi pon-
tefice y aifegnato alla prefettura di Roma . In fatti Calijio III.
avendo l' anno mcccclvii. eletto prefetto di Roma Pietro Lodo'^
vico Borgia fuo nipote gli concedette l' anno vegnente adi^i.Lu-
J;lio in Vicariatum terras y 6r caftra Caprarolae y Civitae vetn^
ae y Montagnolae y Vetrallae , Carbognani y Rifpampani , orclaB|
Tulpbae nav^fiyjulianelliy Monti s Romani y Valer ani y & alia y
quae ad officium PraefeBurae almae Urbis olim fpeSlabant . Ma
o fofTe , che il papa indi a poco mancò di vita , o che Sicuranr
%^ ) e Mewko figliuoli di Jacopo ultimo prefetto della celebre^
e po:
^
38 DEL V E S T A R A R I
^ potente fiuniglia de Vko perfifteflèro nella loro contumacii di
non rildciare i caftelli , che aveano occupati ^ fra' quali era Or-
(bia : il vero è , che quella pontificia difpofizione non ebbe air
cun effetto.
PinNo confole ; duca j e Vefiarario abbiamo dal Kgiftra
Sublacenfoy che l'anno DcccLvit. concedette in enfiteufi al venera-
bile Romano fuddiacono j e regionario della S. R. C. un fito pofto
nella feconda regione j capace da potervi edificare una caia , il qua^
le fito era di ragione del venerabile veftiario pontificio j e fra l'ai*
tre condizioni vi appdfe y che mancate y che foflero tre perfone , do«
veflè aflblutamente ritornare ad jus jfuprafcripti vbstarii , cufue
efi proprietas . Eccone hi carta fteflfa y la quale infieme con altre
ho avute dalk gentilezza fomma del Rmo P« D. Giangualberto
Beccati zelantiflimo abate di s. Scolaftica •
,) Anno Deo propino pontificatus domni Benedici fummi
ly pontifici (Jic) tertii PP. imperii vero domni Laudowici magni im«
,^ peratori ^$c) indi£lione v« Placet igitur cura Cbrifti auxilio at^ue
,^ convenir inter Pipinum de vbstario domnico & ven. Romanam
yy fubdiacono atque regionario fan£le Romane ecclcfie ut fufcipere
yy debeat a fuprafcripto Pipino ficuc & fufcepit fuprafcripto Roma*
^ no fubdiacono condu£lionis titulo. Ideft terra vacante modica que
^y eft claufura una fuper fé in integro ad domum faciendam & or-
yy ticello abente in medio aquam vibam inter criptam & alia ter-
jy ra vacante & cum omnibus ad eam pertinentibus pofitam Ro^
yy me regione fecunda juris venerabiiis fuprafcripti vestarii • Et
,, inter affines ab huno latere parietina deferta juris monafterii fan-
yy Ai Herafmi . Et ab alio latere via publica que vadit ad portam
), Mitrobi . Et a tertio latere fiftula que ducit aquam vivam &
^ a Quarto latere parietinas defertas quem tenere videntur Theo'^
yy duti honefla femina jufta decennias • Ita ut fuo ftudio fuoque
yy labore fuprafcripto Romanus ven. fubdiacono regionario S. R. E.
^, terra ipfa vacante ad domum fiiciendum • Cum orticello aben-
^ tem in medio aque vive inter criptas & alia terra vacante in
yy omnibus tenere & poflidere debeat & ad* meliorem faciendum
9, Deo jubante ad cultum perducat ipfe fucceflbribufque fuis prò-
,^ futuros ufque in tertiam perfonam hoc eft ipfe & aliis duobus
9) perfonìs cui voluerit relinquendi habeant licentiam excepto piis
,, locis vel publici num militum feu bando fervata dumtaxat in
^ omnibus proprietatem fuprafcripti vbstarii • Pro qua etiam
yy fuprafcripta terra vacante modica & omnia in integro ficut fu*
,, perius fcriptum eft dare atque inferre debeac Romanas fubdia«
^ conus fucceiforefque ejus rationibus fingulis quibafqoe aonis fine
«« ali-
DELLA S. ROMANA CHIESA; |p
^ aliqna mora vel dilatione penfionem nomine auri folidos duos •
^y Defiin£lis vero tribus perfonis ut diflum eft tunc terra ipla va*
3, cante modica & orticello & alia terra vacante cum omnibus ad
^ eas pertinentibus ficuti fuerint cultas & melioratas ad jus fupra-
91 fcripti veftarii cu jus eft proprie tas modis omnibus revertantur*
)> Ut quifquis ejufdem vejtarh curam geflerit iterum locandi qui«
)) bus maluerint iiberam habeant licentiam • De qua re ^ de qui*
yy bus omnibus fuprafcriptis juratis dicunt utrafque partes per Deam
yy omnipòtentem ian£leque fedis apoftolici principi a Dto coronato
)) domno Loddovico magno imperatore feu ialutem viri beatiflimì
91 & apoftolici domni BmediSii tertii pape liec omnia que hujus
^ feriem prefens placiti conventionis charte textus eloquitur invio-
yy labiliter confervare atque adimplere promittunt • Quo fi quii«
99 quam eorum contra hujus placiti conventionifque charte in toto
99 partemve ejus quolibet modo venire tentaverit tunc non fo-
99 lum perjuru reatum incurrant verum etiam daturi fé heredefque
9) fuos promittunt pars partis fidem fervantes ante omnem litis
9) initium pena nomine auri uncias fex ebritias & pòft penam ab-
9, folutionis hujus charte feriem in fuam nihilominus ncianeat fir-
99 mitatem • Has autem duas uniforme confcriptas chartas miht
9) Zacbarias fcrinarius & tabellio urbis Rome uno tenore conferi-
99 ptas pariter diflaverunt eafque propriis manibus roborantes te*
99 ftibus a fé rogitis optulerunt fubfcribendas & fibi invicem tra-
9) diderunt fub ftipulatione & fuprafcripta indi£lione folenniter in-
99 terpCs • AAum Rame die anno imperii Cf. & indiflione fupia-
yy fcripta v. ^ iignum manum fupraicripto Pipino confale & d§ix
yy atque vestarario ^ Andreas in Des nomine Romanonnn dux
99 ^ Eujiajius conful & dux ^ Petrus in Dei nomine conful &
99 dux • Ego Zacbaria fcrinarius compievi & abfolviG.Lj. pagai/.
Dalla fola indizione v. pofliamo fapere , che la fuddetta carta
è dell'anno dccclvii. 9 poiché o per isbaglio di chi 1' ha riferita
nel regiftro , o piuttofto per ignoranza del notaio , non fi è fiitta
alcuna menzione degli anni e di Benedetto III. papa 9 e di Lo*
dovico IL imperatore • Ebbe quefto Pipino Veftarario chiamato
ancora potentsjjimo Veftarario da Giovanni Vili, in una fua let-
tera 9 di cui parlerò or ora 9 ebbe dico un figliuolo per nome Ce-
fario , il quale fece al monaftero dì s. Scolaftica di Subiaco un
ampliflhna donazione* di caftella 9 e di fondi 9 la quale intieramen-
te e riportata 9 ma come fpurìa 9 dal Muratori nella diis. xxxiv.
del medio evo. La cagione perchè egli non l'ammette per legiti*
ma è fondata folamente fu la data ^ la quale per veritk nella gui-
ia9 ch'egli Tha avuta 9 è cos\ piena di£iifitk9 che nulla più. Di-
ce
40 D E L V E S T A R À R 1 O
ce imperante Adrian» piiffimo pa^a anne quarto imperi} piiffimi
Karoti magni imperatoria imperit ejus anno quarto indizione i«
menfeAugufio die xxu di forte che apparterrebbe o all'anno dccltxv;
o all'anno dcclzxviii. Prefcindendo da quel che dice il Muratori
beniffimo , che Tanno iv. di Adriano non cade nell'anno i v. dell' im-
pero di Carlo magno j foggiungo io^, che dicendofi in quefta carta ,
che Pipino Vefiarario era giU morto , fé fofle ciò vero non po-
trebbe fufliftere la carta indubitatamente genuina ^ che ho fopra
riferito , ove fi vede vivo nel!' anno dccclvii. Ma la co(a fta in
quefta maniera. L'originale di quefta carta è perduto'. Due copie np
fono rimafe neU' archivio Sublacenfe : l' una è in un antico regi-
Uro ) ed è tal , quale è riferita dal Muratqri « L'altra affai diver-
fa da quefta è di proprio pugno di D. Cherubino Mirxjo diligen-
tiffimo cronifta di quei monaftero , il quale oltre alla cronica ha
lafciato un volume , in cui fono (late da lui unite nell'anno mdcxxiu
ie copie di varie bolle y diplonfì , e finimenti , ch'egli raccolfe da
varj luoghi • In quella copia y la quale , attefa la finceritk del ilf/V-
^0 y merita fecondo me qualche fede , la data fta in quefta guifa :
Imperante Adriano piijftmo papa HI. pontificatus anno Primo fex*
to imperii Caroli teriii indizione prima menfe Augujio die 'vi*
gefima prima y che perciò fi potrebbe dire , che fblfe dell' an-
no DCCCLxxxiiii. in cui correa l'indizione i. e l'anno i. di Adria^
no IIL e fi potrebbe anche foftenere , che incominciato fofle fe-
condo alcuni r anno vi. di Carlo il Grojfo imperadore • E fiflan-
dofi nel fuddetto anno tal donazione, il tempo ben fi accorda collVtìi;
che Ceppiamo di certo convenire a Pipino Vefiarario • Non poflb
però diflimulare , che quantunque io nella foftanza legittimiffima
eflere creda la fuddetta donazione , ed ogni modo non fo bene per-
fuadermi delle efpreflioni , con cui è concepita anche ia data della
copia del Mir%io y come quelle che mi fembrano un po' troppo
infolite. Soggiugne poi a Muratori y che non è da maravigliarli ,
che quefta carta fia fpuria^ poiché nel cronico Sublacenfe fi ha,
che Leone IX. portatoti a Subiaco : Sublacenfes ad fé convoca^.
vit in monafierio y quorum & requirens monumenta cbartarum ,
notavit faljtjjima y & magna parte ante fé igne cremari fecit .
Io però fono di avvifo , che quefto non dovefle avere che far
nulla con le carte dell' archivio de' monaci y poiché io poflb du-
bitare , che qui non fi parli de' monaci ^ ma bensì degli abi-
tanti allora di Subiaco : Sublacenfes ad fé convocàvit in mona--
fierio . Non vi era bifogno di chiamare i monaci in monaftero^'
poiché gili vi erano : i Sublacenfi ii y eh' erano fuori di eflb in qual-
che difonza • Il ncconto della cronica pare , che induca a far
creder
DELLA S. ROMANA CHIESA. 4t
credere , che avefle il monaflero in quel tempo qualche contro-
verfia con quel popolo per ragioni di giurifdizione • ^uapropter j
dice il cronico , ma^nipcentijjtmus pontifex inito concilio ordina^
'Vit in eodem ctxnobw abbatem nomsnc Umbertum natum ex Fran^
eia . Sublacenfes ad fé convocavi!: in monafterio , quorum & re-
quirens monumenta cbartarum notavif fatjijjima , Ù' ex magne
parte ante fé igne cremari fecit . Pontificali itaque praecepto re-
confirmavit monatierio Sublacum (S" totam abbatiam ^ terram ^ &
cunBa acquifita ubique terrarum ab abbatibus y vel a fidelibus tra-
dita cbrijiianis . Duebat autem omnibus y qui aderant : Prope mi-
rabilis e/i locus ijìe per omnipotentem Deum . Hoc monajìerium
caput eji omnium monajieriorum per Italiam conjiitutorum • Quel
reconfirmavit monajierio Sublacum dk baftevoie indizio , che i
Sublacenji col produrre falfi documenti ' pretendeflero di fpogUare
il monaftero di quel dominio , che avea fopra della loro città •
Forie ai tempi di qnidilo Vejiarario , Sergio IL il quale elet-
to fu Tanno dcccxliiii. e fin\ di vivere Tanno dcccxlvii. arric-
chì di preziofi doni T oratorio di s. Cefario martire poflo nel pa-
triarchio Lateranenfe nello fteflp vejiiario. Anajiajio cosi ne parla:
Jiic a Deo proteEius venerabslis Ò* praeclarus pontifex feat in
patriarchio Lateranenfi in Oratorio beati Cefarii martyris y qui
pojitus eji in vestario vela firica numero v. unum de blatts or-
natum in circuitu de quadrapulo y & alia duo de quadrapulo or*
nata de tyreo y Ó* alia duo de tyrio ornata de blatti By%antina .
Di quell'oratorio di s. Cefareo differente da quello , ch'era pref-
fo il titolo di s« Sijio 9 fi fa menzione ancora nella vita di Ser-
gio L il quale fu eletto Tanno dclxxxvii. e nella vita di Stefa-
no IIL come abbiam fopra veduto •
Giorgio vestarario . Avendo Giovanni Vili, circa T an-
no DCccLxxviii. condannato Formofo vefcovo di Porto y Gregorio
nomenclatore , ed altri nobilitimi Romani y egli ne fcriflfe una ben
diffufa lettera a tutti i vefcovi della Qermania y e della Francia y
narrando loro i delitti, ch'aveano commeflfi. Veggìamo in quefta
lettera , che uno di efii fu anche Giorgio Vejìarano y intorno alla
cui parentela abbiamo ivi notizie belliflfime , che mi hanno fom*:
xniniftrato comodo di formarne il feguente alberino «
Teofi-
DELVESTARARIO
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DELLA & ROM^ANA CHIESA; 4J
Gregorio primicero ebbe due figliudli : di uno noti fi fa il
nome : l'altro fu Giorgio Veftarario , il quale ebbe in legittima
moglie una matrona nipote di papa Benedetto HI. Ebbe ancora
una concubina , di cui fi tace il nome ^ ma fi dice però , eh' era
figliuola di Gregorio figliuolo di Teofilatto ambedue nomencula*
tori della chiefa Romana . Àvea altresi quefia fignora un fratello
per nome Cojiantino , ed una forella chiamata Cojiantina mo«
glie legittima di Cefurio confole e duca , figliuolo di Pipino po^
tentiQimo Vejiarario , e concubina di Graziano figliuolo di Gre^
gorio maefiro de' militi • Tutto ciò, ficcome ho detto, fi ha in
quella lettera , la quale è riferita ntì Labbé T.ix. de' Concili
col. 232. Nel finodo di Pontyon diogefi dì Cbalon tenuto l'an-
no DcccLxxxvi. fu ietta la fuddetta lettera , e fu fiitto un cano-
ne , che è r ottavo, in cui fi dice: Synodum^ quam domnus Ja^
bannes apojiolicus Ò* um'verfalis Papa fuper quorumdam depofi^
tionem Formoji fc. Portuenjis epifcopi , ér Gregorii nomenculato^
ris , feu Ò" Stepbani Jecundiceni , (D" Gre^oni vestararii cete^
rorumque fuorum complicum Jicut in epijioìa ipfius ad nos mijfa
continetur nuper injiituit (s* nos fecundum juffionem ipjius in
nullo a capite diffidentes confent$endo decermmus omnibujque
apofiolicis illiiis fanEiiombus per omnia parentes ficut decet obf
dimus . Sar^ quivi un errore dì ftampa , che vi fi legga Grego^
rii in vece di Georgii .
Ai tempi di coftui è indubitato , che avvenne il ^ran deva-
ftamento s\ dell' apoftolico vejiiario , come del f aerano , che fi
defcrive da Anajiafio nella vita dì Stefano V. Quéfio ottimo prin-
cipe nell'anno dccclxxxv. ne' primi giorni della fua affunzione al
trono pontificio avendo vifitati quei due luoghi , e trovatili affat-
to voti fi rivolfe alle paterne ricchezze , e le diftribuì a' poveri
nella fomma carefiia , in cui allora era la citt^ • Ecco le parole
di Anafiajio : Deinde cum ^enerabilibus epifcoPÌ$ Ù" augufiali
legato & bonorabili fenatu per omnia /acri paìatii perrexit ve-
STiARiA, quae in tantum devajìata reperita ut de facratis "vafif^
quibus menfas tenere fefiis diebus pontifices confueverant , paucif'
Jtma invenirentur '. De reliquis vero opibus nihil omnino . Sed
quid mirumyfi Feftiariorum ga%as ablatas reperita qui facraria
perquirens , de pluribus donariis Ùf ecclejiarum ornamentis paene
nibtl invenit . Crux tamen aurea illa famojiffima , quam Beli fa*
rius patritiut ad honorem B. principis Petri apojìolorum in/ii*
tuit , (s* plurimae facratiffimorum altarium aureae vejies cum re'
liquis preti ojis ornamentis non defuerunt • Nam ideo ipfe beati/-
Jimus papa coram tantis tejiibus ea requirere providi t , ut cun-
F 2 B$
44 DELVESTARÀRIO
Bi eognofcerent , nil tale fnìs temporibus effe adtimptatum . Id-
circo gravi tnoerore adfeElus eji ^ quia devajtatis vejiiariis horrea
fimnl 6r cellaria vacua inventa funtj & quid erogaret clero &
fcbolis non habebat , vel unde captivos redimeret ^ orpbanos &
wduas pafceret in tam validi ffima , quae injìabat^ fame carebaty
quid faceret ? converfus ad patrias jacultates^quas incliti fui pa^^
rentes pojfederant ^ abjiulit , & larga dextra prout pojfet pauperi^
bus erogavi t & ita Deo miferante faBum ejiy ut famis inopi am
fuQ fiudio mitigaret . Da quefte parole di Anafiafio chiaramente
ci fi fa comprendere , che il vejiiario era dìfierente dal facra*
rio , e che in tutti due i luoghi fi cuftodivano cofe di fommo
valore , della quale certiifima notizia dovremo in breve fare ufo*
Ritornando ora a Giorgio Vejiarario ^ che morto papa Gio^
vanni Vili. fofTe con gli altri complici reftituito nella comunio-
ne della chiela ne' pontificati fuflfeguenti o di Marino o di Adrior
no III. ne abbiamo come un indizio nella bolla dello fteflb Adria^
no riferita dal Campi ., in cui conferma , ed accrefce ì privilegi
ad Angilberga imperatrice vedova di Lodovico IL pe '1 monafte-
ro di s. Sifio di Piacenza , allora abitato da monache , ed ora
da' nofiri Cafftnenfì , fra' quali rifplende e per pietk , e per dot*
trina il P. D. Sifìo Rocci priore clauftrale di quefto monaftero di
s. Paolo • La bolla è data xv. Kal. Maii per manum Gregorii no^
menculatoris miffi & apocrifarii fanEiae Sedis apaftoticae impc
tante domno pi^ffimo Augufio Carolo a Deh coronato magno $mr
per at or e anno ejus quinto $ndiBione tertia^cioè nell'anno dccclxxxv«
Se qnefio Gregorio nomenculatore è quel medefimo , che papa
Giovanni VIIL ifcomunicò , fi vede , che dopo la fua morte fu
aflbluto , e refiituito alle primiere fue cariche , ciò che fi può
credere di tutti gli altri, fra' quali era Giorgio Veftarario.
Nr vESTARARio • Privato Giorgio fuddetto dellji cattolica
comunione , e depofto da' fuoi ofiicj , avrli Giovanni VIIL con-
ferito il Veflarariato ad altro pi& fedele perfonaggio , cui fi può
credere , che pr(rf)abilmente appartenga il feguente frammento di
lettera di elfo pontefice efiratto dal Balu^io da un antico codice
della Colbertina , in cui veggiamo avere eflb Giovanni deputato
il Vejiarario in fuo miniftro alla cuftodia della QÌn\ di Ravenna j
dicendovifi efpreffamente , ch'egli ne riteneva le chiavi*
,, Jobannes epifcopus Angelbertae imperatrici inter ceteré
',) Ad hoc ufque malum crevit & incraflatum eft ut faflione Ra^
), vennatis archiepifcopi Maurinus cum fuis complicibus qui ex-
^y communicati & anathematizati a nobis jam funt Ravetmam
^ ingrederetur & fidelium noftrorum ics cum eis funditus rape-
,>rct
DELLA S. ROMANA CHIESA. 43
\^ ret ac devaftaret adeo ut claves civitatis Ravennae a Fejia'
yj rario noflro violenter fubtraheret & prò libitu fuo nefcimus
yy cujus au£loritate ipfi archiepifcopo quod nunquacn faélum fuif*
jy fé recoli tur , potellative concederet •
Quefta lettera fi dee credere fcritta nell'anno dccclxxxu del
quale anno due altre ne fono fiate riferite nella raccolta delle epi-
ftole di quel pontefice fcritte in occafione , che elfende inforte di-
fcordie fra Romano arcivefcovo di Ravenna , ed alcuni nobili di
quella cittk j procurò 1* arcivefcovo y che T imperadore inviafle colk
Alberico conte per comporle y cofa che oltremodp e giufiamente
difpiacque al papa , poiché eflendo Ravenna città della Chiefa^^
fi dovea ricorrere a lui , e non ad altri •
Teofilatto vestarario. Nell'anno mdccxliii. la fantitk di
noftro fignore papa Benedetto XIV, dottiffimo principe che
Dio fi degni confervare per altro lungo tempo y facendo con quella
magnificenza , che ognun vede , rifiorare la bafilica di s. Maria
Maggiore , fu nel pavimento ritrovata la feguente ifcrizione y che
voi gentililfimo fignor canonico mi comunicafte nell'anno mdccxlviii*
quand' ebbi hi forte di conofcervi la prima volta • Ella è fcritta
da due parti. Dall'una vi è un monumento di fepolcro edificato
per un'intiera famiglia y nella quale avea fiorito un perfonaggio
decorato con pubblico onore da' decurioni di una qualche repub-
blica forfè delle vicinanze di Roma • Il precifo fenfo di quefta
lapida non fi può rinvenire per efiere fiata da una banda taglia-
ta y ed ecco ciò y che vi fi legge :
D
VLPICIAE. SERGI. FIL
M AGISTRAE . MATRI
BLATO PVBUCE.EI SEPVLTVR
DECVRIONVM . OB HONOREM. EI
QiVOD . SOLA . NOVO . EXEMPLO . HONO
PIA.M.F.SABINA.MATER ADEMPT
CLVS.AB.EADEM.REPVBUCA PI
CMONVMENTVM.A SOLO CVM AEDIHCIK.ET T
IRCVMDATVM . TESTAMENTO . FIERI . PRAEC
ARITO.SVO.QVOD NE DE NOMINE EXCEDAT.S
RELI.ERACINI. GENERI SVI ET AVRELIORVM.E
EPOTVM . SVORVM . ET SVLPICI . QVINT
BERTIS . UBERTABVSQyE . POSTER .
NcU*al-
4<^ DEL VESTARARIO
Nell'altia parte, che fu efpofta nel pavimento della bafilica^
fi ha il depofito di Sergia , e di Bonifacio ambedue fanciulli fi-
gliuoli di Teojilatto Vejìarario , e di Teodora Vefiararejfa y i qua-
li concedettero] un intiero fondo pofto nel territorio di Nepi aUa fud-
detta bafilica di s. Maria per fervire agli ufi de' manfionarj , cioè
de' chierici deputati alla cura di efla chiefa; e dice in quella guifa :
IN HOC TVMVLO DORMIVNT SERGIA E"^ IbOmfacìus g
ERMANI FILII THEOPHILACTI VESTERARII ET THEODOR^e
VESTERARISSE Q: VIXIT MENSIB.VII. ET QVI VIXIT ANNO I
CONCESSIMVS NOS THEOPHILACTVS VESTERARIVS ET THEOJevj
VESTERARISSA.FVNDVM.INTEGRVM.QVI HOUlnatut
NZANVS. {fic) POSITVM TERRITORIO . NEPESINO CVM OM
NIBVS SVIS EMOLVMENTIS IN ECCLESIiE SCE Dei gm
ITRICIS VIRGINIS MARI^. DOMINE NRE IVNfibus t
ANTVMMODO . MANSIONARIO» . SI QVIS . VO . HOC
NOVIS SVPSCRIPTIS.IVGALIB. SCfi DEI GENITRW vi
RGINI . MARM OBLAT SVBTRAERE VOLVERIT . VEL •
SENSERIT A DÒ PATRE.ET DNO IHV XPO PERPETVO ANAi i
NNODETVR ET IPSE FVNDVS SVB IVRIS NRI HEREDVM
Io ripongo quefio Teofilatto Veftararìo come viflbto avanti
Tanno dccccxxvii. poiché nel codice dell' enfiteufi di Farfa trovo
in una carta di tale anno un Teofilatto quondam Vefiararius ^ il
quale avea poITeduto beni nel territorio Collinenfe , il quale era
pollo nella provincia ócL Patrimonio ^ e nelle vicinanze di Nepi ^
ficcome ho dimofirato nel mio libro di Capeha . La carta è la fe-
guente di un Leone prete , monaco , e medico figliuolo di Ri4d$
ancilla Dei , cioè pinzochera •
yy In nomine Domini . Ego Leo presbiter 8c monachus peto
9, vobis domne R. vv« abbas ut mihi Leoni presbitero & monacho
,) atque medico & Fjidi < anelile Dei genitrici mee diebus vite
,) nofire tantummodo concedere jubeatis terram fementariciam 2 mo-
3, dia plus minus lx. & curtem cum ecclefia s. SalvatorisD.ìi.]. C
yy & aliam curtem que dicitur Fornicata . Et cafalem qui dici-
,, tur Filla rujìica in territorio Sabinenfi juxta fluvium Tyberim
,, & inter affines • Ab uno ktere curtis s. Getulii quam tener
)) Petto ? presbiter & monachus fuprafcripti venerabilis monafierii •
,) Ab alio latere fluvius Tyberis . A ni. & mi. latere omnia juris
yj fupra-
(1) Forfè avea nome Rozza y cioè Ama* (3) Cioè Ruperto , come Berto 9 cho
nxza . (2) Forfè Semintatichm • uia ancora » e vale Atierto .
DELLA S. ROMANA CHIESA. 47
^ fuprafcripti ven. m. acque vineas omnes quas habetis in fundo
yy ^ara%ano & ipCucn concambium quod domnus Tbeopbtlaclus
^y quondam Vefiararius vobis dedic cum ipfis duobus idim\x\ì% {ovvero
)) familiis ) & curtem de Telano pofitam in territorio Collinenfi
yj in fundo qui appellatur Texanms quam Polocbronius h. m. te«
jy nuit juri fupiafcripti venerabiits monafterìi ad tenendum & me-
yy liorandum & fingulis quibufque annis fine aliqua mora vel di*
yy latione penfionis nomine dandum vobis den. i. Romane mone*
,, te in fuprafcrìpto ven. monafterio • Et fi contra bec ire pre-
yy fumpfero componam vobis auri libras i. Fauftns tabellio urbis
9) R. lubfcripfit anno xiiii. domni Jobannis X. pape menfe Mar*
,, tii Ind. 9tv. Leo presbiter & monachus & Rodi ancilla Dei ro«
yy gav. Cod. Emph. fol.25»
Della corte di Fornicata y e della corte di s. Getulio y che ap-
partenevano al diilretto dell'antico Gabio di Sabina y ho eziandio di*
Icorfo a lungo nel libro da me pubblicato fu quella cittk » Aven-
do io veduto , che i beni da Teofilatto Veftarario donati alla ba-
£lica Liberiana erano fituati nel territorio Collinenfe y e quivi
pure ne avea pofleduto il Teofilatto Vejlarario mentovato nella
carta Farfenfe riferita y né conofcendo fra que^ due documenti
intervenire alcuna incoerenza di tempo, non ho potuto dubitare ^
che non apparteneflero ambedue allo fteflb Teofilatto P^eftarario y
onde gran piacere ho provato nell'avere potuto ritrovare una sì
bella notizia y che potefle acconciamente fervire all' illuftrazione di
quel voftro infigne marmo y il quale fempre mi ha fatto defide-
rare ozio da potere trattare fecondo la mia capacita dell' officio
del Vefiarario •
Teodora Vefiariarejfa non credo y che avefle alcun incum-
benza nel vejiiario y ma che cosi fi chiamaffe , perch'era moglie
del Vefiararto y ficcome le conforti de' conti y de' marchefi y de*
duchi y contefle , morchionijfae y e duchefle erano comunemente
appellate • Abbiamo qualche efempio di donne y che hanno godu-
to l'appellazione di Vejiararie nelle corti de' principi, come nel-
la vita di s* Pietro feniore arcivefcovo di Ravenna preflb AgneU
lo fi fa menzione delibi Vejiararia della TtginsL Rofmonda moglie
di Alboino re de' Langobardi y la quale Vejiararia era concubina
di Elmege y di cui quella principeffe fi fervi per uccidere il ma-
rito . Ma per quanto Agnello ivi ne dice , non dovca effere un uf-
ficio di grand* onore , poicfiè .chiama tal Vefiararia mancipium^
fuum y ove narra , che Rofmonda fi veftì degli abiti di quella
fua ferva per ingannare Elmege ^ ed indurlo al reìcidio .
Stefano vestarario » £' gik noto nella flòria pontificia > che
Giù-
4S DEL VESTARARIO
Giovanni JilII. non fu s\ tofto eletto papa^, che Roffredo conte
di Campagna y Pietro prefetto di Roma , ed alcuni altri potenti
^ di quel tempo y chiufolo prima in caftel s. Angelo y lo mandaro-
' no poi in efilio in un qualche luogo della Campagna . L'autore
della vita di quefto pontefice, creduto Pandolfo Psfano , narra ^
che morto il fuddetto Roffredo fu il papa liberato^ e che ritor-
noflene a Roma , dove poi venuto ancora Ottone imperatore ^
quefti vendicò tutti gli oltraggi , che a quel pontefice erano (lati
^ fatti, gaftigando foprattutto il fuddetto prefetto. Qu\ foggiunge :
De Roffredo vero comite , & Stephano vestarario quia mortuè
erant , jujjit imperator effodere feùulcra eorum , Ó* offa eorum fo*
ras projici . Giovanni fu eletto 1 anno dcccclxv. ed Ottone ven*
ne in Roma verfo il fine dell'anno fuflfeguente dcccclxvi. ficchè ben
fi vede a un dipreflb , quando quefto Stefano Vejìarario polis' ef-
fere mancato di vita . ^
j Leone priore della /cuoia del vestiario vivea nell' an-
no DccccLxxvi. nel cui mefe dì Gennajo ai xxiii. egli lì fotto-
fcrilfe ad un iftrumento , in cui
I Giovanni vestarario domnico , e Pietro fuo figliuolo chieg-
\ gono a Giovanni prete , e monaco di Subiaco , il quale era fta-
to duca , cioè governatore del caftello di Albano , che voglia lo*
ro concedere in enfiteufi una vigna pofta in Roma nella regione
quarta , nel luogo detto campo di s. Agata . Eccone il libello di
richieda , eh' egli ne fece :
, yy Vobis petimus domne Johannes humili presbitero & mo*
yy nacho atque olim dux caftello Albanenje uti nohis Johannes Ve^
9> fiarario domnico feu Petrus filio meo heredibufque noflris vel
,, cui voluerimus relinquendi* habeamus licentiam ad fupplenduin
jy inferius confcriptos annos quatenus cum Chrijii auxilio jubeatis
I yy libellario nomen ideft vinca claufura fuper fé integra a novello
yy paginata cum domo infra fé ubi vos fuprafcripti agricolis pre-
^ 9, fens & prcfentem habitare & commanere nobis coram teftium
yy promififtis • Cum terra ad calcatorio ponendum nec non & cum
I ,, introito fuo & cum omnibus ad eas pertinentibus pofita Rome
9, regione quarta in locum qui appellatur s. Agathe . Affines a pri-
yy mo latere terra de monafterio s. Viti a fecundo latere vineam
,, que fuìt de Johanne epifcopo & a tertio latere vìa publica & a
,, quarto latere vinea de novo fuprafcripti domini juris fui exiflens
,) ad tenendum colendum tneliorandumque in omnibus a die Ka-
, ,) lendarum Januariarum prèfenti mi. indi£lionis & ufque in pri*
), dias Kalendas eafdcm xix. in annis continuis x. & vini, com-
I, plendum & renovandum in alios tantos annos dantes nos fupra«
>i feri.
DELLA S. ROMANA CHIESA. 49
19 fcrìpti libellary ad vos fuprafcrìpti dominis in argento dena-
yy rios xii. fingulis quibufque annis fine aliqua mora vel diktione
^y vinum mundum & aquatum per unum quemque annum per tne-
jy dium fub ftipolatione autem ad vos fuprafcrìpti domini. Et ad
^ miflbs veftros per vindemie dare fpopondimus panem & vinunt
^y & carnem & a cabalio^ veftros ordeum & fenum & xenia in an*^
^y no duabus etiam promittimus nos fuprafcripti libellarii . Ut non
^y abeamus licentiam hunc iibellum tot annos quod in eum conti-»
^y net ad nuliam extraneam perfonam eum venundare donare com*
yy mutare nifi ad vos fuprafcripti dominis quantum jufte appretia*
^ tum fuerit minus xx. denariis . Et fi vos euin emere volueritis
yy licentiam habeamus cui voluerimus ad parva liberamque perfo**
,) nam corbiatores & vindemiatore per medium faivemus • Iten
,, in infuprafcripta domo que ed in ipfa vinea abitare & comma-
yy nere noiuerimus tunc daturi nos promittimus vobis componere
), in auro uncia unam • Si qua vero pars contra fidem eorum li-
yy bellorum venire temptaverint tunc det pars infidelis pars fidem
9, fervantem ante omnem litis initium pene nomine aurì uncie tres
,9 ebritie & poft penam abfolutioni manentem hos libellos ferie in
,, in fuam permaneat firmitatem • Unde & unum nobis e duobus
,9 libelli uno tenore confcripti per manum BtnediEii fcrinarii urbis
yy Rome concedatis • Ut dum confecuti fuerimuà agamus Deo &
yy vobis maximas gratias . Anno Deo propitio pontifìcatus domni
,, Benedici fummi pontifici & univerfali VII. PP. in fede beati
9, Petri apoftoli fecundo imperii donni Ottoni anno vni. indi£>io-
9) ne un. M. Januarìo die x x 1 1 1 . 4^ Johannes presbiter & mo*
,5 nachus ♦}♦ Leone priore fcole vuejiarii ^ Tbeodoro 4* Benedir
9, Bus . Ego BenediBus fcrinarius hunc Iibellum < compievi & ab»
,, folvi. G. I. ). pag. no.
Quefto Benedetto fcrinarionon avverti,che nelFanno dcccclxxvi 4
non correa l'anno ottavo^ ma il decimo dell'impero di Ottone II
il quale è indubitato, che fu coronato imperatore da Giovan^
ni XIII. nella fefta del fanto Natale dell'anno dcccclxvh. Veg«
gendo qui noi mentovati nella ftefla carta Giovanni Veftarario y
e Leone priore della f cuoia del vejiiario y apprendiamo, che mol*
ti erano al fervizio addetti del medefimo luogo , il principale
de' quali n'era detto il priore y e gli altri tutti Vejiararii erano
chiamati , ficchè la femplice denominazione di Vejiarario non può
fare determinare a credere , che chiunque cos\ è intitolato y foITe
il Vejiarario in capile del pontifìcio vejiiario .
G Pie-
ci) Di qui è venuto il dare , o piglia^ quefto ftrutnento fi vede , che la lingua
fé a livello > e la voce HvtlUtio &c« Da Latina fi cominciava a perdere •
5p DELVESTARARIO
Pietro vestarario è mentovato nel diploma di Ottone III.
imperatore , con cui l'anno dccccxcvi, conferma i beni ^ e i pri*
vilegi delmonaftero di S. Ale ffio Aq\^ Aventino . Ivi fi legge: //^m
conprmamus Ó* cortoboramus jam di fio monajierio omnes res mo^
biles vel immobiles quafcumque aliquo modo pervenerit petro
VESTERARio feu Stefano fra tri ejus hoc efi cortem que dicitur Te*
troiano & cafiellum quod dicitur Sorbo Ó* Acirano & Caprari^
tam cum molendinis fuis una & cum omnibus que jam diao Pe-
tro Vejìerario & Stefano fratri ejus pertinere vifa funt Jive in-'
fra Urbem Jive extra Urbem velut contmetur in cartis vrefati
monajierii nec noA Ut omnia auecumque que idem monajierium
moda tenet & que jufìe & ìegaliter poteji acquirere . E fa-.
Cile il raccorre da quelle parole , che Pietro Ve^arario , e Ste^
fano di lui fratello aveano donato a quell'illuftre monaftero non
pure i beni , che poflfedeano , ma anche i diritti ^ che aveano ,
o pretendeano di avere fopra altri da ricadere in dominio de' mo-
naci dopo la loro morte y intendendo Ottone ài confermare e gU
uni , e gli altri •
Giovanni vestarario • Quefti ci fi fa noto in una guifa
aflài particolare , poiché troviamo un pubblico iftrumento fegnato
col • tempo di queflo Giovanni Vefiarario • Egli appartiene fenza
dubbio all'anno dcccxcix. poiché Tindizione xiii. nel tempo del
vefcovado di Benedetto noii può cadere in altr^anno» Qualche
grande fopraintendenza io m'immagino , che avrh avuto quello Ve^^
fiarariff (òpra della Sabina y giacché ivi la fua perfona fitcea tan-
ta figura y che nelle date ne fegnavano il nome y prima anche di
fegnare quello dello fteflb vefcovo y cioè nel luogo y dove fi farebbe
pollo il nome del papa »
^y In nomine domini Dei falvatoris nollri Jefu Cbrìjii tem-
,^ poribus domni Jobannis Vefiararii & viri venerabilis Benedi-
y^ Bi epifcopi & Benedici comitis re£lorifque territorii Sabinen^'
)> Jif in menfe Augnili indiélione xiii. Breve recordationis fàcio
^y ego Lupo notarius de territorio Sabinenji per jufllonem Inge^
9) ronis judicis & Jobannis judicis & aliorum hominum quorum
yy nomina hec funt Leo Be%pnis & Arnulfus & Tew:^ & Bene-^
3) diEius germani fratres & Gaiderijius & Gaido & Domdatus &
33 Simeon & Anfo & Franco de Jobanne Baronis & Guido &
yy BenediSius 8c Delfo & Domnanus & Jobo notarius & Franco
31 de Stephania & Jobo filius cujufdam Luponis 8c Sabinus pre-
^y sbyter & Aldo presbyter & Jobanne de Venerio & Johannes
), qui àkìiMX Judex • In illorum omnium prefentiam venit 7^-
>i bannes filius cujufdam Benedici & Hubertus judex in pa6lua-
•% tìo-
DELLA S. ROMANA CHIESA. 51
^, tionem Se ki amicam convenientiam & refutaverunt ipfas res
y^ de Petrofo cum ipfa ccdefia s. Peni & omnia in integrum ad
^^ abbatem Jobannem quodammodo nec per cartam nec per feri*
), ptum tertii generis nec per qualemcumque tenorem ipfas fu*
^, prafcriptas res contendamus tibi fuprafcripto/(^^^n;i/ abbati ne-
^y que ad veftrum monafterium neque veftris fucceflbribus . Quia
,) fic fa£lum & diffinitum ed in Sabinis in fuprafcripto monade-
^y rio intra capituium menfe & indiflione fuprafcriptis Hf^ Ego
» lng^^<^ judex ibi fui & m. m. 4^ Ego Johannes judex ibi fui
,, & m. m. 4^ Ego Arnulfus ibi fui . R. F. n.433.
Nella cronica di Farfa è fiata pubblicata la proteda , che
fa Giovanni sibatc di Farfa l'anno dcccclxxxviii. di non avere
alienata queda chiefa di S* Pietro , la quale , come ivi fi dice y in
diveniculum pofita eji fuxta cajiellum Catinenfe e nel cafale , qui
nominatar Petrorum , e non Pefrofum , come per errore è ivi
dampato . Sono certo ^ che non vi rincrefceranno alcun altre no-
tizie di queda chiefa • Nell'anno dccccxcviii. eflendo papa Grego*
rio V. e vefcovo di Sabina Benedetto , nel mefe di Settembre
ind. XI. nel territorio di Sabina in Calviniano predo là chiefa di
s. Valentino y tenuto fu un placito fcritto da Uberto notajo , in cui
per comando di Guimario giudice , alla prefenza di varj buoni uo-
mini y Eti%pne levita e Mingerada figliuola di Abbone rifiutarono
ad Alberico abate di Farfa il terreno , e vigna del cafale de Pe-
trorio ubi e/i ecclefia s. Petri per dpe parti , come laveano acqui-
date da Campone abate • R. F. n.44p. Una carta fcritta da At^
tone notajo temporibus domni Silve/iri fanSiiJJìmi fecundi pape^
Ó* viri venerabilis Rainerii epifcopi , & Johannìs comitis , re-
Aorifque territorii Sabinenfis in menfe Martii ind. i. cioè Tan*
no Min. ci rapprefenta , che Evido figliuolo di Farolfo donò ai
monadero di Farfa un terreno nel territorio di Sabina nel luogo
detto Petrorium y in quo eJi ecclefia s. Petri R. F. n.48i. Non
fo poi a qual anno appartenga la feguente notizia •
„ In nomine domini noArìJefuCbriJii. Breve recordationis
yy leu rememorationis quomodo venit Johannes Bove de Catino
yy ad ecclefianv S. Petri Apodoli & invedivit prò redemptione ,
,, & abfolutione anime fue & prò animabus duorum filiorum fuo-
yy rum qui eo die defunéli funt 8c in eadem ecclefia s. Petri fé-
yy pulti invedivit in monaderio s. Marie de monte Acutiano me*
,, dietatem de ipfa claufura que ed juxta terram s. Marie fuptus
,, ipfa ecclefia s. Petri & de alia medietate qua^nam partem cum
yy forma que ibi aquam continet & i omnia quanta de ipfa claufu-
G 1 „ ra
(i) Friiiè Italiana tutta quanta , che quanta vale tutta quanta è quella cofa,
)n fignifìca iè non tutta j perchè tutta di. cui fi parla .
non
52 DEL VE S T A R A R I O
yy ra ad ìpTura Jobaonem pertinent in integrum hic eBim in vedi*
yy vit Jobannem presbiterum & monachum ven, monaftcrìi s. Ma^ '
^, rie in prefentìa Siefredi & Axpnis & Adam de Gberga & H«* i
yy berti de AKar/^ & Martini Fejfarii Benedici Petri de Catinv
), & Martonis & Roccionis de Coroliano & alii plures quos no*
,, minare longum eft • In ipfo autem fuprafcripto vocabulo ab uno
,^ latere remanfit panca terra que inter muros antiquos eft pofita.
yy Deinde cecidit ipfe Johannes Bove in infirmitatem qua ufque ad
yy extremum vice perdu6lus eft . Cogente quoque ilium divina mi-
,, fericordia iterum & ipfam inveftivit in monaflerio s. Marie fico*
y^ ti aliam que fuperius fcripta eft • Quatinus adveniente futuri
^^ judicii die mercedem a Domino recipere mereatur . R. F. n.482«
So però bene , che quefto Giovanni Bove era uno de' Signo-
ri di Catino y e della cognazione del noftro monaco Gregorio , il
qual Giovanni fior\ fui principiare di quefto fecolo xf. Di quefta
fteflfa parentela credo y che fodero ancora Alberto di Gualafojfa y
e Giovanni di Donone y i. quali . nell'anno MLviii.alla prefenza
di un fignor Tran/modo rifiutarono a Berardo abate di Farfa la
chiela di $. Pietro di Catino y come può vederii nel feguente do-
cumento •
^ In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefu Cbrifti . An-
,^ no ab incarnatione ejus millefimo lviìi.. in menfe 0£lobris per
,) indiélionem xii. Breve refutationis feu obligationis faélum quo-
„ modo venerunt Albertus filius Gualaf offe. 8c Johannes filius quon*
yy dam Dono intus in . monafterio . ian£le Dei genitricis fempejrque
>) Virg. Marie ante januam ecclefie s. Crucis in prefentia domni
^ Betardi viri verierabilis abbatis & domni Tranjmimdi & mul*
9, torum honorum hominum & fecerunt refutationem de eccIeHa
yy que nominatur S. Petri Ju Catina 8c de terra que ejus fub-
)^ ftantia eft ficuti ipft ibidem? tenebtitt^ per fcriptum aut jper qua*
,) lecumque munìmen fcriptuiarum • Sic refutaverunt in fuprafcri-
,) pto monafteria S* Marte &. in. peiibnl , domni Berardi viri ven.
^, abbatis & fucccflbribus ejus io perpetuum cum cafis vineis terris
^) pomis & arboribus fuis cum introitu & exitu fuo & omnia in
yy omnibus infra fé & fupra fé habentia in integrum ficuti fuperius
^, fcriptum eft & nullam xefervationem nec exceptationem fecerunt
,, fibi vel fuis heredibus & obbligaverunt fé cum fuis heredibus ut
,) fi ab iUa hora in antea ipfi vel eorum heredes aut per uUam fub-
3) miflam magnam vel parvam perfonam litigare vel removere vo-
yy luiflent hanc refutationem & hoc breve difirumpere vel frangere
^, prefumpfiflent compofitores fiant in fuprafcripto monafterio de ar-
» gemo bone & optimo librarum xlu & poft penam abfolutam hoc
» breve
» ""T
DELLA S. ROMANA CHIESA. SJ
jj breve femper habeat ftabilitatem quia fic fa6lum & diffinitum
yy fuit feliciter ^ fignam manu fuprafcripti Alberti & ^ fupra-
yy fcripti Johannis qui hoc breve refutationis infimul fieri rogave-
yy runt & teftes 4^ fignum manu Sifredi filii Petri teftis ^ fi-
,9 gnum manu Maconis filii Munaldi teftis «|f fignum manu Pf/i*
„ %pnis filii Nordonis teftis ♦$♦ ego Petrus notarius compievi & ab-
,> folvi . R. F. n» 898.
Quella carta ci da altresì notizia y che dentro il monailero di
Farfa era una chiefa coi titolo di fanta Croce .
EiQvoco vESTARARio del facro palazzo primo Senatore y ed
unico duca de Romani . Da tutti quefti sfòlgorantiflimi titoli y con
cui egli ci comparifce in una lettera , che gli fcrifle Minardo aba-
te di s. Benigno di Divione , bene apprendiamo da qual Torta di
foggetti fi occupava quel pofto in quello fecolo • Egli era il capo
del fenato , e quei y che folo governava Roma ^ e da quanto fi ve-
de nella ftelTa lettera come Vejiarario pare , che ottenelTe pref-
fo il papa la carica di primo minidro • L' occafione y per cui
queir illullre prelato , che fu poi arcivefcovo di Lione y e mori in
Roma nel monailero allora nollro di s, Gregorio nel clivo di Scau^^
ro y fcrifle al fuddetto perfonaggio , fu quella » I canonici vicini al
monailero di s. Benigno anelando di torre al medefimo quel md-
najiico onore , che godea y tentavano di trasferire il cimitero nel
callello y che dovea eflere di loro giurifdizione ; onde T abate Ali^
nardo ne fece confapevole con la feguente lettera il pontefice Gio-
vanni XIX. y acciocché all'illanza y che ne avefle ricevuto da quei
clero fi fofle oppollo a favore del monailero , facendogli fovvenire
que) vérilfimo fentimento y quod fi qui antiquam Patrum confti-
tutionem mutare volunt ^ non quae Dei y fed quae fua funt y
quaerunt • *
,) Domno fan£lo totius Urbis magiftro /i^^iinii/ videlicet uni^
y ver^li pape y & humilis abbas potellatis $• Benigni cum tota
yy congregatione fan£lorum fidelia orationum fervicia • Totum non
3, latet mundum Romane ecclefie pallorem apollolica vice ita.fun*
)> g^-i ut quod ipfe in ecclefiallico ordine conllituerit ratum y lla-
)9 bile y Se inviolabile permaneret in evum • Dignum ergo eli , ut
,9 refolutori civium philofogiam virtùtum fcilicet difcretionem fem«
)) per habeat fecum ne videlicet ille cui potellas ecclefiarum data
^) hoc ignoranter propter fufurrones conllituat quod cum veram
jy antiquitatem noverit dellruere non dubitet • Hoc autem patet
yy ideo vellram praeoccupando faciem dicimus quia notioni no-
), flrae enuncleatum eli vicinos nollros canonicos monallicum ho-
9) norem inhiantes furripere auéloritatis vellre celfitudinem petere
,, velie
54 D E L V E S T A R A R I O
jy velie quatenus accepta a nobìs licentia coemeterium noftnim ad
jy fé transferant in caftellam . Scitis autem quod fi qui antiquam
jy patrum conftitutionem mutare volunt non quae Dei fed quae
,) iua funt quaerunt rogamus ergo propter Deam ne concedatis
9> & nos opportune memoriam fervitii habcbimus .
Contemporaneamente Alinardo ne fcrilTe ancora ad Eiquoco
Vejiarario implorando la fua protezione y perchè fé mai alcun lo-
ro vicino emolo aveife macchinato qualche cofa contra del mona*
ftero y fi fofle adoperato , acciocché vani riufciflcro gli sforzi y af*
ficurandolo y che molto in lui confidavano que' monaci y poiché
ben fapevano , eh' egli volendo potea impedire qualunque attenta-
to . Da ciò parmi, che fi pofla arguire , che il Vejiarario di que-
llo tempo , o fia per ragione dell* uffizio , o fia perchè la perfona
fofle al .pontefice acccttiflima , otteneva il primo luogo nella fua
Corte . Ecco la lettera .
5^ Domno ilio facri palati i Vejiarario primo fenatori nec non
), unico Romanorum dna eqvivoco fuus nomine tenus abbas con-
5, tinue fidelitatis fervitium . Quos vere caritatis conncxio lìgat
)> longinqua locorum fpatia nequaquam feparant quapropter celfi-
3) tudini vefire notefcat me licet longinquum corpore mente tamen
9> & fpiritu vobis femper aderere non folum mcipfum fed & con-
)) fratres meos s. Benigno fedulo fervientes immo etiam ipfum fe-
9, niorem noftrum falutem vcftram in omni profperitate fanftis
,, orationibus fovere praefentialiter quo me non iramemorem be-
y} neficiorum veftrorum vita comite in proximo habebitis in fer-
99 vitium veftrum . Ceterum quoniam in vobis multum confidimui
99 quidquid nobis acciderit fiducialiter manifefiantes depofcimus ut
99 fi aliquis nofier vicinus aemulus aliquid machinari contra locum
99 nofirum apud dominum papam voluerit vos ficut bène poteftis
99 hos fieri prohibeatis . Nos tnim nihil injufium petimus fed an-
99 tiquam legem loci nofiri falvam infepultam quam innixe co-
99 nantur transferre volumus • Sic vobis quondam notus modo no-
99 tior exftet quem bene fi cures 9 nos facies memores •
99 Beatus papa Gregorius dicit quia cujus corpus intra moe*
'99 nia civitatis tumulatum fuerit anima ejus omni tempore erit
99 errans & in alio dicit non efle licitum mortuum fepelire intra
99 moenia civitatis quia dominum legimus & novimus extra civi-
99 tatem & paflum & fepultum fimiliter & fan£lum Stepbanum
99 & multos plures ideoque a fanflis patribus prohibitum fuit ne
99 unquam intra moenia civitatis vel cafielli cimiterium fierec •
99 Cbrijìum enim in omnibus fequi debemus •
Que-
/
DELLA S. ROMANA CHIESA. SS
Qucfte due lettere fono riferite da Stefano Berardo " a pag.i %6.
e 187. tali quali io qu\ ho giudicato bene di riportarle • Il P. Ma-
bilione le ha riferite anch' egli nell' appendice al tomo iv. degli
annali , leggendo però nella feconda Eiquoco , e non Equivoco .
Le accenna all' anno mxxxii. e certamente pare , che a queft' an-
no in circa efle appartengano • Il P. Guglielmo abate di S. Beni'^
geo anteceffore di Alinardo moti nell' anno mxxxi. e fi legge ,
che dallo (leflfo Guglielmo brevi morituro fu desinato a quel go-
verno • Giovanni XIV. papa mor\ o verfo la fine dell'anno mxxxii.
o nel principiare dell' anno mxxxiii. nel cui Giugno , fecondo il
Muratori ne' fuoi annali , fu creato Benedetto IX. con tanto fcan-
dalo j ficchè non poflfono efiere fiate fcritte , che circa l'anno mxxxii.
£ da avvertirfi , che il fuddetto annalifia nel riprodurre la lette-
ra al Vejiarario , ha lafciato 1' ultimo paragrafo , che incomincia
Beatus Papa &c. ed il Berardo fteflb offervo , che ne ha fatto
un paragrafo a parte contro lo fiile , che ha tenuto nel riferire
tante carte fpettanti alla Borgogna . lo penfo , che ambedue l'ab-
biano confiderato , come un aggiunta , che fia fiata fatta a quel*
la lettera , e per quanto mi fembra da uomo di poco avvedimen-
to • S. Gregorio Magno in niùna delle fue opere dice ^ che non
fia lecito di feppellire i morti entro la citt^ . A' fuoi tempi gi^ fi
era introdotto 1 ufo di feppellire i perfonaggi^ e in ifpecie i perfonaggi
difiinti dentro delle chiele, le quali pure erano in cittk . Nel lib.iv.
de' dialoghi cap. 50. il s. Dottore tratta ex profeflb fé giovafle
alle anime de' defonti , che i loro cadaveri fi feppelliflero nelle
chiefe ; e prova coh varj efempj , che giova a quei , che fono
morti in grazia , e che a quei , che fono morti in peccato , ferve
a maggior cumulo di loro dannazione • Cosi pure nelle fue lette-
re parla varie volte de' Fedeli fepolti nelle chiefe , fenza mofirare
mai , ch'egli fofle contrario a quefi'ufo , quando efle chiefe fofiero
dentro le cittk , o luoghi abitati . La cagione del rifentimento ,
che fece 1' abate Alinardo , fu , che quei canonici volevano ar«
rogarfi diritto fopra al cimitero , che per lo addietro era fempre
fiato di ragione del monaficro .
Dopo di quefio Eiquoco io non ho potuto ritrovare altro
foggetto y che occupafiè la carica di Vejiarario . Se io poteffi pre-
ftar fede a Francefco Zat^ra , riporrei qui dopo Eiquoco un Gre^
gorio Veftarario fiorito fecondo lui l'anno mlix. Egli fra tante
cofe y che dice , ove tratta della famiglia di s. Eufiachio ^ nel
tefièrne l'albero foggiunge anche quefia : Guido
(i) Quefto libro è raro , e perciò è Eflienne Perard Doììen de la Chambre des^
bene averne il titola: Recuetl de pìeces Compier de Diion Paris Cramoi// ióé4.
firvant f hiftoirt de Sour^o^na farfea T. i. in f.
SS DELVESTARARIO
Guido— — —Milla
I
■ '■ " "^
Gregorio di cui nel reg, Cfiovanni antipapa
Farfenfe Tanno xo5p« detto Benedetto X.
in tal guifa Gregorius
vir clarijffimus qui vo^
catur Minicius Vefiia^
riiis facri palatii •
Io non poflb fare alcun conto di quella notizia , poiché nel
regiftro Farfenfe non fi mentova mai alcun Gregorio , che detto
fofle Minicio y e che aveflfe il titolo di vejiiario del facro palaz-
zo. Potrcbb' eflcre , che il Zaxjera Taveffe trovato in qualche
documento , e che poi fallafle nel citarlo • Ma fu tanta incertez*
za io non ho avuto coraggio di collocarlo nella mia ferie y che
con mio difpiacere fono coftretto di qui terminare .
Io mi credo y che verfo la fine dell' xi. fecolo queft' uffizio
di Veftarario andaflè a poco a poco perdendo il Aio fplendore ^
e gìk fopra abbiamo veduto y che que' beni , eh' erano di fua ra«
gione , aflegnati al mantenimento del vefiiario pontificio y appun*
to nel medefimo fecolo furono alienati • Neil' ofcurit^ y in cui fia-
mo di quello, che veramente accadefle di quell'uffizio, che non
fi trova mai pili mentovato , poffiamo con qualche probabilità
congetturare , che fofle peravventura unito a qualcun altro uffizio
della Corte . Non è certamente Arano il penfare , che nelle gran-
di calamita, cui Roma fu foggetta per le fazioni di quel tempo,
molto andafle fcemando la ricchezza del vefiiario y ficchè con ve-
niflè unirlo al facrario y che per lo addietro , ficcome ho fopra
dimoflrato, era fenza alcun dubbio dipinto affatto dal vefiiarw ^
onde il primo manfionario incomincialfe ad^aver la cuflodia di
tutti i vafi , e di tutti gli arredi y fenza che vi fofle più diflin-
zione tra vafi maggiori y e tra vafi minori . In fatti nell' an-
tico cerimoniale di Pietro Amelio , che fu poi pofleduto dal Card,
di Roano creatura di Eugenio IV. fi vede , che per facrario s' in-
tendea il vefiiario , dicendofi ivi , che il papa finita la mefla
dell' aurora nel natale del Signore revertifur ad s. Mariam Ma^
forem y & depofitis paramentis quiefcit modicum in camera fua .
Et bora competenti mtrat facrarium , feu vefiiarium cum epi^
fcopis y presayteris &c. Certamente , torno a ripetere y che nwt
fccoli y in cui abbiamo veduto fiorire i Vejiararf era il vejiiario
una
DELLA S. ROMANA CHIESA. s>
vna cofa aflfai difTerente dal facrario . Neir Ordine Romano xi.
di cui è autore Benedetto canonico di s. Pietro , che fior\ intor-
no all'anno mcxliii. il Vefiarario non fi nomina giammai , e per
verità fé al fuo tempo quell'officio foilè durato ancora , allorché
egli defcrive la funzione della coronazione del novello papa , avreb*
be probabilmente accennato , che luogo egli otteneva fra tanti of«
Sciali , che nomina ; anzi numerando minutamente , come fa ^
tutti quei , a' quali il papa diflribuiva il presbiterio dee fare una
grande fpecie , che in fimile occafione non fi vegga toccarne al Ve^
Jiarario . Così pure Cencio camerario nell'Ordine y che fcrifle avanti
l'anno mcxcii. niuna menzione ne ha fatto, allorché defcrive gli
officiali , cui fi dava dal papa il folito presbiterio ' nel d\ della co-
ronazione . Troviamo bensì in Cencio certi Vefiararii componenti
in Roma una delle fcuole , ma con officj in tutto diverfi da quei,
che abbiamo veduto avere avuto il l^efiarario n€ tempi , di cui
finora fi è parlato , cioè avanti il mille , e poco dopo • Nel gior*
no della Purificazione il papa andava a s. Martina * , e quivi
Vefiararii cum ojiiariis bajilice facri palatii reprefentant cereos
ad benedicendiém quos minor presbyterornm cardi nalis in ordi*
ne benedicit . E numerando a quali fcuole fi dava il presbiterio
per mano del camerlingo nel giorno di Natale , e di Pafqua vi
ripone quefta fotta di Vefiararii , dicendo : Vefiarariis quatuor
fol. prov. ^ e poco dopo foggiugne : Vefiarariis vero in, omni*
bns jollemnitatsbHs ^ s.Mariae , Ajfnmptione excepta ^ facinnt can--
delas de uinetis vivis papyrum prò candelis aptantes . Et prO"
pter hoc cum domino papa comedunt in die coronationis fue &
prò univerjis vinetis recipiunt de altare s. Petri quatuor prove f.
fro ipjis vinetis . Et efi fciendum quod ifii prò Jervitio ifio ha-
ent medietatem manuum cartae majoris in aie Pafchae . Quello
che fi voglia qui fignificare Cencio , io no '1 fo certamente . la
Pietro Mallio preflfo il Mabi Itone nell'appendice all'Ori//;?^. Re^m^-
no m. a legge ;In purificatione s. Mariae quinque libra s cere
<5r quatuor denarios prò vincis : Ou\ fi doveva leggere prò jun*
cis. Nello fteflb Mallio preflb i Botlandifii T.vii. Junii Afl. SS.
pag.4p. fi legge : In punficatione s. Marie Virginis decem libras
cere , Ó* quatuor denarios prò juncis ; ed in una carta , che ri-
ferifce il Muratori ^ fcritta circa l'anno mccxx. col titolo de pro'
H venti-
(i) Pietro Moretti canònico di s. AKi- fio Italico pAg. lyi.
ria in Trajlevere ftampò Tanno 1741. un (j) Cioè provi fini y e provenienfi ^ mO'
eccellente libro col titolo Ritus danài nera, di cui fi vegga \\ Carli y ed il vo-
presbyterium papae cardinali òhs , & de- ftro erudirò libro del culto della B. C/;ìii«
fiiis nonnullarum eccUitarum Urbis . in 4. .rida 'Rhnìnì •
iz) kxdio a Mabilhna T.II. del AIu^ (4) T.V. ined« Aevi pag. Zoo.
58 DELVESTARARIO
ventibuì qnos dominus papa recipif de confeffione B. Pétri & ha*
ftlica SanBa SanEiorum fi legge : In purificatione s. Marie decem
librai cerae prò candelis y & quatuor denarios prò juncis vejia-
rariis » In fatti qu\ non vuole dir altro fé non , che ai Vejiararj
apparteneva in tali folennitk fpargere la chiefa di fiorì , o fia di
giunchi , cioè di frondi ^ e di verzura , cofiumanza , che gik era
introdotta anche nelle parti oltramontane ' • PrefTo il Ducange ab-
biama> che fra le confuetudini Mfs. di s. Agoftino di Limojtno In
fejio s. Augufiini . . . praepofitus debet recipere funcum y qui de^
betur ex confuetudiné ad parandum cborum ^ (5t caphnlnm y ed
in un codice Ms. del Monte di s. Michele fi ha pure : Eteemofyna*
rius tenetur efiam invenire juncum in magnis fejiii;^i fati bus in
eboro j & in claufiro • Quindi è , che funcare ^ e joncbare altra
non volea dire , che fpargere di giunchi • Neir ordinario di s» Lau^
do di Roano preflb il fuddetto autore fi legge Incortinatur altare
f. Jobannis y Òr iuncatur y e fra gli ufi della badia di s. Germano ^
fubeelemofynarius debet f azere cborum juncari de jerre -
Nel principiare del fecolo xiw cioè dopo la morte di Boni''
facio VIIL noi troviamo , che quello y che ne^ remoti tempi fi
chiamava vejiiario y fi dicea te fora della chiefa Romana > e che
cr^t fotta la cufiodia del camarlingo della medefima » Per la che
io vo penfanda y che cel&te che furono le catamitk di Roma y e
TÌprefo che ebbero t papi alquanta di tranquilliti y ficchè fenza ti*
mori di rubamenti poteflera tenere conta degli arredi ) e vafi pre»
ziofi y che fi andavano acquifiandjo in accrefcimento del decora ben
conveniente ai medefimi y fé ne defilé la cura al camarlingo fud-
detto • Il monumento y chMa fona ora per riferire da me efiratta
da' codici Ottoboniani per la notizia che me ne ha corteieoiente
favorito Teruditilfima fignor abate Coftantino Ruggieri bibliotecario
della celebre e fceltiflima librerìa Imperiali yÙLVcdcrty che net telora
della chiefa in quefti tempi non fola fi confervavano i vafi d'oro^
e di argento ^ e le gioje y ma anche una certa porzione de' dena*
ri y che è appunta fecondo i' idea del vejiiario antica y potendovifi
aggiungere ancora y che vi fi tenea ripofia qualche documenta di
foni ma importanza y come nel feguente pregievole inventaria pu&
cìafcuno che il le^ga da per fé ftefla vedere •
,9 In Cbriji$ nomine amen . Anna ejufdem a nat» miUefima
'yy ccc» iiir» tam Rome quam Perujii • Hoc inventarium thefaurt
yy Romane ecclefie fuit £a£lum de tempore dominorum Bonifatii
^^ & BenediBi fummorum pontificum & camerario eorumdem prout
yy inferius defcribetur . Aurum
(i) Dello Iptrgeri fiori fé ne parla nella eradizione compoffa dal oelebie» e mi»
iUiM finme^ey opeia eoa iipufitifluiia anoievoliffimo moafignor Bmm.
DELLA S. ROMANA CHIESA. if
y^ Aurum de tempore domini Bonifaìis pape o^avi •
^y In nomine Domini amen « Die fabbati xxvii. O£lob. Ida funt
yy vafa aurea domini pape quc receperunt mercatores de fo«
yy tietatibus Spinorum Clarentum Se Bardorum a domino Mi^
yy chaele de Encret prò coronatione domini Benedici pp. XL
yy Primo lemofinariam ' ad modum navicelle de auro ponderis
,, march. XXL & V. une.
yy Item elemofinariam de auro pra vino cum duabus manicis pon*
„ deris march, XXX. &. VI. tmc.
yy Item unam elemofinariam de auro ad modum conche ad arma
. ,, regis Anglie ponderis
yy Item duo baciliade auro ponderis march. XL Se VII. une.
^^ Item unam rcfàniam * prò fruélibus de auro ponderis march.X;
,, & IL une.
^) Item duo nrcioli de auro ad arma regis Francie & regis Arir
)) ^//e ponderis march. XIIL & IIIL une.
^) Item duo urcioli rotundi plani de auro pond.' march. XLVIIL
^y te 111. une.
^, Item unum urciolum de auro cum multis lapidibus pond. marchi
,, VIIIL & VLtmc.
^, Item unum tirchiolum ad fmaltos de auro pond. march. VIIL Se
,, IL tmc.
^y Item unum tirciolum cum fmaltis Se cum uno za&o fuper flore^
yy £lum march, vili. & dimid.
^^ Item unum urchiolum jcum imaltis Se perlis pond. march. Vllt
^ ,, Se dimid. •
3) Item unum urchiolum cum fmaltis march. VI. Se VI. une.
,, Item unum urchiolum cum fmaltis cum parva furcella fuper flo^*
^, re£lum. march. Vili. Se dimid.
^^ Item unum urchiolum cum fmaltis march. VII. Se VL une
,) Item unum urchiolum cum fmaltis Se pem. march. VIIL Se uniuft
3, une.
^y Item unum urchiolum cum fmaltis cum uno poma impemato
)) fuper florem march. VIIL Se IL une.
\y Item unum urchiolum cum fmaltis Se pernis fine fioreflo march#
„ VII. Se VL une.
H 1 ,, Item
(f) Vaio così detto , poiché ienriva la Crulca la^definiica : Vafo di Ugno ;
iprincipalmente a contenere il denaio , perchè u(à cosi comunemente . Si voleva
che fi difpenfava dal papa per limofina . anche alla definizione aggiugnere : fet /#
(i) Qiundi forfi: viene taffettà y benché piì^ traforato i e po€o (avo .
6o DEL VESTARARIO
,, Item unum urchìolum cum fmaltis march. V. & dimid.
^y Item unum urchiolum ad aquam cum fmaltis & pernis march.
yy mi. & VI/ une.
yy Item unum urchiolum ad aquam cum fmaltis & pernis & lapi«
yy dibus march. V.& VI L une.
^y Item unum urchiolum fchittum parvum cum una beftiola in flo-
,, re£to march. III. & IL une.
yy Item unum urchiolum fchittum cum capite aquile fuper flore*
y^ £lum march. IL & V. une.
yy Item* unam cupam de auro cum fmaltis & pernis march. VL &
yy VL une.
yy Item unam cupam cum fmaltis & pernis & uno zaphiro marche
„ VIL & IlLunc.
yy Item unam cupam cum fmaltis & pernis march. VI L & dìmid.
)) Omnia fupradiéla funt de auro puro •
)) Item unam cupam cum fmaltis & pernis nìarch.^VIL & dimid»
yy Item unam cupam cum fmaltis marchivi L & IL une»
,, Item unam cupam cum fmaltis march» VII. 8c I» une»
^y Item unam cupam cum fmaltis march. VL & dìmid»
^, Item unam cupam cum fmaltis & pernis march. VII. & dimid«
yy Item ufiam cupam cum fmaltis march. VI. & dimid. une»
,, Item unam cupam cum fmaltis march. VII. & dimid.
^ Item unam cupam adrolàs de fmahis 8c pernis march. VIIL &
,, I. une.
jy Item unam cupam totam fmaltatam cura pernis & lapid&us
,, march. Vili. & IL une.
^ Item unam cupam cum fmaltis &: perois march, feptem & dimid»
^, Item unam cupam totam fmaltatam cum lapidibus & pernis
5) marchrVIIII*^ & IIL unci
yy Item unam cupam pkmam cum fuo zaffiro ad arma Francie &
,> Anglie march. IIII.
9, Item unam cupam planam march.IIII. & VII. une* & dimid.
yy Item unam cupam cum fmaltis & lapidibus & pernis march. VII»
yy Item unam cupam cum fmaltis lapidibus & pernis march. VIIL
yi & II# UnCr
3) Item unam cupam ad fmaltos march. VII. & III. une. & dimid»
5) Item unam cupam cum coehillis march. III. & une. VI»
3) Item unam cupam ad fmaltos march. V.
,) Item unam copam totam fmaltatam march. VIL
)) Item unam cupam totam fmaltatam march.VII.&VILunc.
^y Item unam cupam totam fmaltatam march. VI.
yy Item unam cupam planam march. IIIL & dimid#
I) Item
DELLA S. ROMANA CHIESA. 6i
^y Item unam cupam cum fmaltis lapidibus & pernis march. VII.
,, & IIL une.
'^j Item unam galeriam cum cocleari de auro march, novem &
jy III. une.
yy Item duos nappos planos de auro ad arma ducis Btirgundiae .
3, Item unjim eiemofmariam de auro fuper IIII. leones ad. fcuta
), cum armis regis Angliae march. XXV. & III. une. & dimid.
^y Item unum bacile de auro ad radendum ad Mm^Gaytan. in orlo.
^y Item duos flafcones de auro cum fmaltis ' viridibus & pernis in
), circuitu eorum •
yy Item tephaniam unam de auro ad conclas & fmalto magno in
3^ medio &'^ arma Gay fan. in- fundo & orlo •
\y Item duo bacilia de auro cum fmalto in fundo & cum laqueo
3, albo in ipfo fmalto .
^ Item vas ad aquam benedi£lam cum fmaltis & afperio de auro .
)) Affignata per dominum MichaeUm de tempore
,5 domini Bonifatii pp. Vili. '
'^y In primis ' duo urcei magni de arg. cum circulis deauratis*
yy Item una elemofinaria de arg. deaurato ex parte exteriori.
yy Item unum bacile de argento ad arma regis Aragonum .
^y Item duo bacilia de argento ad arma regis Ànglie cum roflro
y^ & alia arma in fundo & urium fine roftro •
')) Item unum bacile de argento cum babuinis in fundo •
9, Item unum bacile argenti deaurati intus & extra ad radendum •
yy Item unum fciphum argenti cum uno fmalto in fundo & fcutis
,, ad arma Gaytan.
yy Item unum fciphum argentei deaur. intus & extra planum.
3, Item duo urcei arg. deaur. ad arma regis Aragonum •
), Item unus urceus prò aqua deauratus cum buUis per totum.
)3 Item unus urceus prò aqua arg. deaur. cum coflis & fnaaltis per
3, longum .
5) Item unum vafculum cum afperforio arg. prò aqua benedi£la «
)) Item unum vas de arg. deaur. ^ro aqua rofacia in una teca de
,, corio.
)) Item una lanterna de arg. ad legendum •
,3 Item quinque * paria oclorum de arg. deaur.
^^ Item
(i) Si cominciò molto avanti a lafciar la noftra lingua. (2) Credo occhiali ^
le confonanti , che fono in fine alle vo- che furono inventati giimo circa il 1300»
ci latine , per render la lingua più àoU Lo Spagnolo patocos .
et, il che fu un de' fonti donde fcaturi
<J2 DEL VESTARARIO
^y Item duo coclearia unum videlicet de auro cum lifteris & aliu4
yy de arg. deaur.
Item tres Turcelle de arg. albo •
Item una fpatula de arg. albo ad conficiendum •
Item odo ^ corrigie munite ai^. deaun diverforum colorane
yy Omnia ifta funt in quodam cophino magno veteri labora*
,, to ad vites •
,, Item una cada magna in qua eft conca major de auro «
Podmodum fuit reddita Perufii domino Micbaeli poft mortem
^, domini BenediBi una tEe&nia prò fpeciebus de arg. deaur.
yy intus & extra cum pede pulio quam reddidit fibi frater
), Crefcims .
,, AflSgnata per dominum Mìcbaelem de tempore
)) domini Bonifatii pape VIII.
^>
»
»
Item duo urcei de arg. deaur. cum lapidibus in circulo circa col*
yy lum & in fummitate copercli •
Item duo urcea de arg. deaur. in circulis cum equitibus juxta
)) coperclum & ymaginibus mularum •
Item duo flafcones de arg. cum catenula & fcutis ad arma
9, Gaytan .
Item unus flafcon de arg. cum uno equite in medio deauratus t
Item duo flafcones de arg. cum circulis deaur. & pedibus.
Item duo flafcones de arg. de eodem opere .
Item duo flafcones de arg. deaur. cum fcutis ad diverfa arma«
yy Item duo flafcones arg. deaur. cum ymaginibus ad nigellum •
)) Item duo flafcones magni argen. cum circulis deauratis & fcu-
,, tis ad diverfa arma •
,) Item duo urcei unus prò aqua & alius prò vino bborati ad
,, coftas de arg. deaun
3, Item duo urcei de arg. deaur. laborati ad coftas cum vitibus
^, & buUeflis & fmaltis per longum •
)) Item duo urcei unus prò vino & alius prò aqua de arg. deaur.
,) ad arma regis Jiragonum •
yy Item duo urcei arg. deaur. laborati ad coftas cum vitibus &
y^ bulle£lis & fmaltis in fummitate copercli .
'^ Item duo urcei arg. cum circulis in collo deaur. ad fmalta par-
), vula in circulo .
yy Item duo urcei arg. deaur. plani cum uno circulo in medio &
9) in collo «
yy Item
(0 Cinture 9 perchè comunemente erano di coo$o.
1)ELLA S. ROMANA CHIESA* 6^
9) Item duo vitrei de arg. plani albi cum glandibus in coperclis •
9^ Item duo urcei de arg. deaun ad buUas per totiim & unum
)) eorum cum armis Francie & Navarre •
,) I tem unus urceus parvus de arg. prò aqua deauratus •
yj Item duo urcei de arg. plani •
yy Item unum bacile de arg. albo ad radendum •
yy Item unum coculum de arg. ad ponendum ignem in turibulo.
), Omnia ifta funt in uno cophino viridi m«..no.
3) Affignata per dominum Micbaeìem de temp. domini
,) Bori. pp. VIII. & funt in quodam
,, cofino n^agno viridi •
yy Item elemofinariam una de arg. oblongam •
yy Item una elemofitiaria de arg. cum rotis ad .modum navicule.
^) Item duo bacilia unum videlicet miflum in aiiud ìid arma re«
„ gis Aragonam .
)) Item tres urcei de arg. deaur. cum roflris & vitris & criftallis
5, in coperculo •
), Item una calderella cum cannella de arg* ad auriendum aquam •
,) Item unum fciphum cum coperclo cum fmaltis ad arma Gay*
,) tan. maximum •
yy Item unum fciphum cum coperclo magnum cum fcuto in fua-
,) do ad liflas aureas & virides cum tripode •
,, Item duo urcei de arg. deaur. ad arma Gayran.
), Item unus urceolus de arg. cum roftro & fcutis ad diverfa ar-
), ma & catulo in coperclo .
yy Item unus fciphus de arg. deaur. intus laboratus ad vites in
,, fundo cum armis de Collemedio .
), Item unus fciphus arg» deaur. intus ad eadem arma laboratu&
,) ad bullent. < 8c folia .
yy Item una cupa arg. deaur. cum copercb ad bulla intus & ad
,^ arma regis Aragonum extra •
^^ Item una cupa arg. deaur. cum coperclo ad conclas cum bea*
,, to Martino intus.
^^ Item una cupa arg. deaur. cum copercb & fmalto in fundo
)) plana .
^, Item una cupa arg. plana deaun cum babuino in fundo & ilei*
)) la in coperclo .
yy Item .una cupa de arg» deaur. cum caftello in pede & fmalto
3) ad compaflus cum coperclo «
„ Item
(0 Forfc òulhiniHS* '
jy
py
yy
»
64 DELVESTARARIO
^, Item una cupa arg. deaur. cuoi coperclo albo ìntus cum fmal«
,, tis triangulatis •
yy Item una cupa arg. deaun cum coperclo fmaltato de foris ad
,, bull, intus cum ymagine unius mulieris in fundo •
^^ Item una cupa de arg. deaur. piana ad faciendum ofTam •
), Item unus pes cupe prò fcipho vitreo de arg. deaun
,, Item unum becherium de arg. deaur. cum coperclo & uno be-
,, cherio intus ad arma Gaytan.
,) Item unum ciothum de arg. deaur. laboratum ad lilia & rofas
^ cum uno ciotho intus .
,, Item unum, fcifum de arg. deaur. intus & extra •
^) Item unum fcifum de arg. albo de opere Turonenfi .
^, Item quatuor falferia de argento albo .
Item una thefania de arg. cum conciis cum uno equite in fun-
yy do & alìis operibus ad bolinum ' deaur.
Item duo baciiia de arg. deaur. in fundo & fmaltis ad arma
,) Gaytan.
Item duo baciiia de arg. cum babuinis & arboribus deauratis «
Item unum bacile de arg. deaur. cum uno rege in media.
Item unum bacile de arg. deaur. in orlo ad diverfa animalia*
Item XLVIIII. coclearia de argento albo •
,, Item due furcelle de arg. deaurato •
), Item due furcelle de arg. quarum una eft frafla »
,) De tempore domini Bonifafii pp. o£bvi •
Item in uno cofino rubeo XXI. petie (amiti * rubei •
Item in eodem cofino due petie famiti viridis.
Item in uno cofino rubeo o£lo petie famiti rubei •
Item in eodem cofino due petie famiti crocei •
Item una petia famiti coloris crocii ex una parte & ab alia rubei;
Item tres petie famiti coloris violati .
Item una petia integra & alia fraéla de lamito coloris albi #
Item due petie iàmiti viridis •
Item una pars petie cataflfamiti rubei •
yy Item unus pannus virgatus de ferico & lana •
yy Item unum frixium Anglicanum .
Item unum frixium Anglicanum.
Item
9>
yy
(0 Si adoperava il bulino in quel rem* lo 1 eh* era un tratteggiare d' arabefchi t
M non per intagliare in nune , come fi e grottelche fopra l' oro .
n ora , perchè queft* arte non era per (2) Cioè fcìamito « eh' eia una fped0
anco trovata 9 ma per gli lavori di mei- di drappo di più colori .
DELLA S. ROMANA CHIESA: 6^
,) Ttem unum ùixium Anglicafmm in rotulo .
I, Item in uno cofino nigro ad arma Gaytan. unum copertorium
,, famiti rubei foderati pelle hermellina .
,^ Item XII. manutergia fimul connexa de opere Remenfi ^
yy Item due tophanie de opere Vene fico «
^ Item mappamundi in tabulis •
y^ Item una petìa de cortina Remenji •
jy Item IIL tobah de opere Alamanno,
yy Item in uno cophino laborató ad varia una cupa de perla ma<^
,, nita arg. deaur. cura pede •
yy Item feptem petie & media furiani viridis •
,, Item una petia furiani violacei & IIII. firuftra diverforum co«
yj lorum •
yy Item una cupa de vitro cum pede arg» deaur. ad diverfa arma*
,^ Item duo laquei de ferico pretiofi prò capellis .
,, Item XII. cintoria & duo frixa de ferico diverforum colorum •
y^ Item una tobalea de lana virgata prò altari & unum fruftrunat
,, de famito rubeo.
3, Item una tobalea prò altari de Alamanno #
9, Item una tobalea de ferico pretiofa prò altari & tres tobalee
,, prò altari & una tobalea cum aurifrixio •
yy Item una burfa de lana alba cum parvis laqueis & una piflis
^y eburnea parva •
,, Item una petia de tela Remenji prò coverzeriis & una petia de
,, tela Remenfi & due medie integre de eadem tela •
3, Item pretiofus & magnus lapis fmiraldinus •
^, Item in uno cofino confimili proximo fuperiori XXI. petie de
,, furiani coloris rubei violacei & arancii .
yy Item unum fruftum de tela Remenfi .
,, Item unum vetus auriculàre •
,, Item duo pe£lines eburnei in una cada de corio •
)) Item in uno cofino rubeo IIII. petie de fendafo ' rubeo ;
yy Item in quadam cartula in cophino ipfo pofita fex petie tres
,, videlicet de fendalo viridi & tres de croceo •
)) Item in quadam cada in cofino ibi pofita una petia de fendato
,, rubeo • Item de violaceo • Item de croceo . Item de viridi.
^^ Item in alia caflula una petia de fendato viridi . Item de ru*
yy beo . Item de croceo . & Item de violaceo .
,^ Item in quadam alia cafla in eodem cofino pofita XLVIIL pe-
,) tie de fendato rubeo •
,^ Item in quodam cofino rubeo V. petie de fendalo nigro •
I » It^»
(0 Cioè zendado drappo iettile) voce ttfata dal Boccaccio nov.do»
66 DEL VESTARAUIO
^, Item una petia de fendato vìridi &duepetie de fendato croceo ;,
^y Item qutnque petie de fendato viridi & due de rubeo •
^y Item quinque de fendato indico •
^y Item tres petie de fendato rubeo una de viridi una de violaceo.
,, & una de croceo •
^y Item quinque petie de fendato rubeo una de indico & una de
jy violaceo •
yy Item fex petie de fendato rubeo •
^y Item fex petie de fendato rubeo •
yy Item feptem petie de fendato rubeo #
^y Item fex petie de fendato rubeo •
,, Item unum vetus eoflinum de fendato rubeo •
^y Item in quodam cofino rubeo & viridi petie integre de teli
^y Item tria fruftra 4e eadem tela •
^9 Item tres fciphi de Ma%ara fine pede •
yy Item tres pedes prò di6lis cupis de arg. deaurato #
)) Item unus circulus argen. deaurati •
yy Item unus facculus cum liéleris •
^y Item unum vetus coffinum de fendato rubeo •
9) Item in unum cophinum rubeum & viride novem petie de tela
9, Remenfi.
9, Item una tobalea pmax (Jic) prò menfa papali de Rofeto .
^y Item unum flabellum rotundum laboratum ad aurum in quo eft
,9 rex Salamon & rex David.
^ Item unum flabellum antiqum de opere Pifano •
9) Item unus baculus de ebore albo & ofle nigro .
yy Item in quodam cofino viridi unum pluviale pretiofum ad yisau
,9 gines de opere Anglicano .
yy Item unum pluviale pretiofum de eodem opere ad ymagines.
,9 Item XX. tobaiee de ferico pretiofe prò altari •
9) Item XIIIL alie tobaiee fericate i^o altari •
yy Item due pretiofe cufiodie prò altari •
yy Item due alie cuftodie nove de opere venetico •
yy Item due alie cuftodie virides é
yy Item unum perfuforium •
yy Item unum frufium de panno tartarico & unum de furiano nigro*
yy Item uQum cofinum vetus rubeum •
yy Et in quodam cofino viridi duo poma deaun de arg«
>) Item unam planetam cum campo indico ad ymagines ^ arma
yy de opere jtnglic^no •
n Item quinque ihxia nova prò fimbriis ad ymagines #
DELLA S. ROMANA CHIESA. 67
^, Item unum frixium prò collari ad ymagines .
jy Item alba una & unus ami£lus per totum ut pianeta fuperìor •
,, Item ftola & manipulus de eodem opere •
^y Item quatuor poma de ambro m arg. deaurato •
), Item unum aurifrixium prò peflorali •
,, Item duo corporalia & due ymagines in fruftris •
jy Item tres tobalee de ferico prò altari & duo fuccintorìa ad yma*
jy gines item ftola & tria frixia •
yy Item due tobalee de opere Lombardo •
yy Item unum tentorium de ferico «
jy Item due ampuUe de balfamo .
yy Item in quadam cafTula multi iaqueì prò (ignacuHs*
jy Item unum thuribuUum pretiofum de arg. dqaurato •
,) Item una crux pe£loralis parvulina ' cum perlis & IIIL (malta
,, rotunda grofla & XXIV. parva de auro •
^y Item unus baculus de ebore in tribus fruftris •
yy Item in quodam cofino rubeo quinque petie de diafpro albo
,, Lucano .
^y Item due petie virgate de ferico de opere Lucano,
yy 1 tem tres petie de ferico diafprato albo de opere Tartarico «
yy Item due petie & unum fruftrum de diafpro rubeo de opere
,, Lucano .
3) Item una petia de ferico virgata de opere Lucano .
,^ Item due petie de panno pavonato Lucano .
^, Item due petie de diafpro viridi de opere Lucano .
yy Item una petia de diafpro commutato •
3, Item tres petie & dimidia de velluto rubeo •
,, Item unum fruftrum de velluto violaceo •
,, Item una petia de ferico vìrgato de opere tartarico;
,, Item una ftola 8c manipulus & unum fafciculum de feta rubea.
,^ Item in uno cofino viridi una petia de velluto cirenitio & una
,, de velluto violaceo virgato,
)) Item due cortine de zonato dogate •
^, Item in uno cofino rubeo in quadam cafliila duo barilia de
), cri ft allo munita arg. deaur.
), Item una cupa de perla pifcis cum pede de auro & perlis &
,^ fmaltis.
^) Item unum barile de criftallo cum diverfis animalibus •
3, Item unus urceus de diafpro rubeo cum pede de arg. deaurato;
33 Item una crux de criftallo cum crucifixo & pede de auro 8c
* 33 lapidibus •
I 2 ^f Item
(i) Goè pi€cmn§y pheoHn0%
^ DEL VESTARARIO
^y Item un US parvus urceus de alabaftro cum pede & coperckr
yy de argento •
yy Item una cupa de crìftallo cum pede 8c coperclo arg. deaur*
,, Item una cupa de criftailo cum pede arg.deaur. fine coperclo»
), Item una furceila de auro cum zaphiro in pede groflb & pulcro^
)9 Item XVIL coclear. de crìftallo cum jun£Ìurìs arg» deaun
^ Item quinque forcelle de criftallo cum )un£iuris argen. deaur..
yy Item quedam alia frudra criftalli »
^ Item in uno cofino rubeo una cupa de criftallo ctMn coperclo
^ ,^ pofita in argento deaurato.
^^ Item una pelvis de diafpro feu calcedonio cum pede arg. deaur.
,, ornaxa lapìdibus pretiofis •
^, Item duo barilia feu flafcones de porfiro viridi ornata cum arg»
,y deaur.
yy Item unus urceus de diafpro varii coloris ornatus arg^ deaur»
,, & lapidibus pretiofis »
yy Item duo coflini veteres de fendato rubeo ^
yy Item in uno cofino rubeo unus gallus de arg. deaurato ^
yy Item una cupa de diafpro cum pede arg. deaurato .
9) Item unum vas cum pede de arg. deaur. paratura cum fmal-
^ tis deaur. prò fpeciebus •
yy Item unum frudrum de panno lino Pifano .
y^ Item due litere figillate figillo Alberti regis Alemannie fuper
y, recognitione fubje£lionis imperii ab ecclefia Romana & fu*
>) per quibufiJam promiffionibus ecclefie fa£lis per eum .
)) Item in uno cofino rubeo una cupa de aiazaro cum pede arg».
yy deaur. fine coperclo r
,, Item una cupa fimiliter cum copercfo •
9, Item una cupa fimiliter cum coperclo ^ ^
yy Item una cupa fimiliter cum coperclo ^
y^ Item una cupa de ebore cum pede & copercla»
,) Item una cupa de mazaro parva cum pede arg. deaurato »
,> Item una litera bulata domini Bonifath de refervatiooe beae-
'yy ficiorura vacantium in Curia »
yy Item una domus prò corporalibus ktis pulcra »
yy Itèm una arbor de arg.. cum linguis ferpentium »
)^ Item unus faccus cum multis manutergiis.
,, Item tres burfe de ferico in quarum una funt trc% cirof bere ^
,) albi & una burla alba .
yy Item una caffula in qua funt perle pretiofc croflè & minute
,) & quedam alia modici valoris»
yy Item
(0 Folle (hìmBi€».
DELLA S. ROMANA CHIESA- 69
.9) Item una cupa ampia de crìftallo cum coperclo de criftallo &
yj pede arg. deaur.
yj Item in uno cofino buUat. de opere venefico XIL piflides de
3, triaca & una de baifamo in vafe argenteo «
^y Item una fiala de triaca in vafe argenteo •
3, Item oRo petie de corallo »
jy Item quatuor clave de axtallo • >,
jy Item quedam alia modici valorìs •
yy Item in uno cofino viridi una crux pretiofa de auro ornata
. 9^ o£lo zaphiris pretiofis perlis & aliis lapidibus •
yy Item una arbor de arg. deaun curo linguis ferpentis •
93 Item quidam iafciculi de auro filato Cypren^
yy Item in duabus caflulis de ligno multi cultelli magni & parvi
yy prò menfa •
yy Item in quadam alia caflfula de ligno multi fafciculi de aur
,, & arg* filato Cypren.
3) Item quedam alia cafTula lignea piena fimilibus fafciculis filit
yy Item unum perfuforium de arg. parvum •
yy Item in cophino viridi una cupa de diafpro rubeo cum pede Se
,, coperclo arg. deaurato •
yy Item una arbor de arg» deaur. cum linguis ferpentinis & aliis
yy lapidibus .
yy Item una vipera de lapide pifcis parata cum arg. deaur. & cum
,, pede arg. deaurato»
), Item pes crucis de auro cum efmaltis •
)) Item pes unus cupe arg. deaur.
3) Item unus baculus de ebore & oflfe nigra»
3, Item unus corbeilettus de diafpro ^
>, Item una caflfula cum multis rebus minutis parvi valoris ^
^, Item due lingue lerpentine ..
,, Item duo Aftrobalia .
,, Itera multe li6lere & carte in eodem cofino »
)) Item in uno cofino viridi XII. tobalee inter parvas & magnas
,, de Alamannia ^
yy Item in uno cofino viridi XIIIL tobalee de opere Alamanna
» Item una parva tobalea .
,9 Item unum perfuforium & una camifia de eodem opere •
yy Item in uno cofino viridi multe litere bullate bullis aureis Si
yy alie diverfae fcripturae •
yy Item unus cofinettus de cupro deaurato ad arma Gay fan in quo
,, funt multa fmalta nova & vetera de arg. & de aur. & que«
j^^ dam alia minuta »
^ Item
70 D£i: VEStÀRARIO
.. ìtem in uno cofino viridi quidam libri quorumdai
yy Item untiRi par pladinanim de calibe pofitamm in velluto ni*
yy beo & paratarum de argento.
yy Itera unus criftailus ' ad legendum •
yy Item multe & diverfe fcripture %,
^, De tempore domini B«ntdiSl$ pp. XI.
^y In primis duo urcei criflallini ornati de argento deaurato •
yy Item unus ciothus criftallinus cum pede arg. deaun
yy Item una cupa de mazara cum pede arg. deaun cum coperclo
,, maxarino •
yy In primis in uno cophinetto unus facculus cum III. florenis
,, aureis • m
yy Item una burfa de ferico cum II. florenis aureis »
m e
^^ Item una burfa alba cum IL Vili, carlinis aureis #
^, Item una burfa de ferico cum mille duplis ^ aureis #
yy Item in alio cofine6lo«
me
yy In primk unus facculus cum II. II. carlinis aureis •
m
yy Item unus facculus cum III. carlinis aureis.
e
i. Item una burla ferica *cum mille IIII. L. florenis aureis •
m
yy Item unus facculus cum III. duplis aureis •
m
^^•Item una burla de ferico cum II. duplis aureis.
m
yy Item una burfa de ferico cum III. XLII. duplis aureis inter
,, parvas & magnas •
yy Item una cafletta in qua ed ymago B. Virginis cum filio in
y^ brachio de arg. deaurato •
yy Item unum fciphum de perla cum pede de arg. deaur. & co-
,, perdura ad modum conce •
yy Itera duo urcei vitrati de terra ultramarina ornata arg. deaur.
yy Item unus urceus de oro flruzonis.
- In
(i) Una lente • p'*' » e non fi trovi in Tofctno • Il vo-
il) Miftupiico, che nel principio del cabolario non cita (t non il Ridi autot
^v. fccol» fi mro?i ja Latino la vooe dop^ modenufluno, che ba ulàco quettonome •
s>
DELLA S. ROMANA CHIESA. 71
yy In guardaroba domni Benedici fuerunt
iile res invente •
In primis unum calicem de auro cum patera in qua eft agnus
yy Dei in pede & pomo & in medio funt fmalta in quodam
), colino figiilato figillo domni Camerarii •
Item unam petiam curtine linee de Remis •
Item duo candeiabra ad menfam duplicia cum duabus tabulis
,, planis argenteis •
^ Item ui)decìm petias armelinas prò guamachiis 5c mantellis #
,, Item unum mantellum foderatum de armeiino cum caputio ;
yy Item duo mantella de furiano rubeo foderata de zendato cum
yy caputiis •
yy Item unum mantellum de fcarleto fine foderatura.
p Item una guardacore foderatum de Grifils.
jy Item unam aliam peliitiam de illis ' leporum •
)) Item tres capas de fcarlato •
)) Item due bonete * •
3^ Item tres gonelle de fcarleto albo.
yy Item IIIL gonelle albe fubtiles .
), Item UH. gonelle fubtiles & due grofle albe •
3) Item unam cultram de zendato duplicem ab una parte rubeam
)^ & ab alia glaucam •
^3 Item unum copertorium de fcarleto foderatum de zendato rubeo ;
^y Item una petia fargie de ybemia rubee •
))* Item due alie bonete de fcarleto •
yy Item unam tobaleam de jfhmannia magnam laboratam ad
yy acum •
3) Item unam tobaleam aliam de Aìamannia .
^y Item duas tobaleas de Aìamannia unaim laboratam ad filum ni-
,) grum & aliam ad album .
yy Item o£lo fucis.
,, Item zaffranum in duobus facculis pofitis fimul.
)) Item tret tobaleas & guardanappas •
3) Item una guardacore de ventribus variorum •
yy Item unam tunicam de fcarleto albo«
yy Item unam tunicam fubtilem albam •
3) Item unum coopertorium de fparveria »
), Item unum par kntiaminum .
yy Item unam tobaleam crudam fubtilem.
ly Adir
0) C pilis^ (2) Cioi kmttì. Voce Franzde^
L
71Z DELVESTARARIO
„ Allignata eie temp. domni BenedìBi pp. XI«
), In primis decem ciphi aurei cum coperclis & pedibus fmalta^
^y tis & aiiq^ui CUCII perlis & fmaitis & aliquì cum fmaltìt
,, tantum .
^, Item duo urcei de auro cum fmalto pertotum e coperclis.
^, Item duo urcei de auro plani ad coftas fine fiQalto •
,, Item unus urceolus de auro prò aqua cum fmalto incoperclot'
,, Item unus urceus de auro prò aqua baflus rotundus cum rpftro.
,, Item unus urceus de auro laboratus ad balenum ad vites cum
,, fmalto in coperclo ad arma regis Francie .
,, Omnia ifta funt in cophino coperto de corio ad bulL
,) figillato tribus figillis cam.
yy Item una elemofinaria de auro cum manubrio & fmakis per
,, totum Se perlis in circuitu fmaltorum •
,, Item una elemofinaria de argento .
,) Item unus cocleare de argento «
9, Item unus urceus parvus de argento prò acqua cum catulo in
,, coperclo •
3) Item una cupa de arg. deaur. cum fmalto intus & extra &
yy cum coperclo.
yy Item una cupa de arg. deaur. cum coperclo & fmalto • '
^y Item una cupa de arg. deaun cum coperclo & (malto & cam-»
), panili in coperclo.
^y Item duo bacilia parva de arg. deaur. 8c eft duplex de opere
), fili cum modico ligno crucis intus cum tribus brachiis «
)^ Item unus urceus de auro prò acqua cum roftro aquilino •
yy Item una piffis de arg. deaur. prò oftiis ad ymaginem in una
,, teca de corio.
^y Item unum pomum de arg. deaur. ad calefaciendum manus in
.,, una teca de corio •
yy Item unus urceus prò vino de argento •
^, Item unus coperclus urcei de argento.
yy Item unus urceus arg. prò aqua •
), Item unus ciothus deauratus intus .
yy Item una parafGs arg. & unum plaSiellum < arg. que fuerunt re^
), cuperata de Dijojbatia .
), Item duo fcifi plani de arg. albo de opere Turonenfi .
jy Item unum vafculum ad bibendum arg. deaur.
,, Item
(0 Cioè piattello piefo per pism aifoIntuienttA t mo pd inodimioQtivo^
i
DELLA S. ROMANA CHIESA; 75
9y Item IIIL inciforia ' de arg. cum pede nova & magna •
fy Item duo baciiìa magna de arg* deaun cum fmaltis infundis.
1^ Item duo cupe de arg. deaur» cum pedibus fine copercio 8c
^ fmaltis in fundis •
^ Item tres urcei magni prò vino de arg« deaur. in manicis ;
yy Item tres urcei magni prò vino de arg. deaur. in manicis «
3, Item unus urceolus de arg% ad calefaciendum aquam •
^ Item duo candelabra de arg. in aiiquibus -partibus deaur.
fy Item una cafla in qua efl: unum fpeculura artificiale quod petit
yy quidam mercator de Janua fibi reftitui vel valorem •
^y Item una elemofinarìa de arg. ad modum navicule cum cranicifi
,, deaur. in circuitu •
yy Item unum coclear de argento •
^ Item in uno cofino varii coloris XVIIL fcutelle magne & XIL
), falferia de argento .
yy In primis unus anulus pontificalis cum zafiro magno in medio
y^ quatuor balafis & perlis in circuitu «
yy Item unus alius anulus, pontificalis cum topatio in medio & IIII«
zafiris quatuor imaraldis parvis & perlis in circuitu •
I) Item unus alius anujus pontificalis cum uno balaflb in media
yy cum mi. perlis gro(fis & IIII. fmeraldis in circuitu •
^y Item una crux peéloralis cum uno zaffiro in medio IIII. baia-*'
i^y fis & catenula aurea .
,> Item alia crux pe£loraIis cum uno fmeraldo IIII. balaflfis VIIL
), perlis groflis ab uno latere & ab alio cum uno balaflb &
yy IIII. fmeraldis & odo perlis .
yy Item una fibula cum ymagine relevatis cum duobus zafiris Bi
^ XV. perlis groffis •
y^ Item unus lapis camajolus inclufus in auro cum fmaltis parvulis
,) in circuitu *
^ Item unus lapis cameynus inclufus in auro vel arg.
jy Item unus lapis zafirus fufpenfus in cordula #
3) Item divedi lapides in petia legati .
jy Item una ftella aurea cum mio balaflb in medio ii perUs Se irùaX^
I, tis parvuli$«
5>
Dd
(2) Direi I che i »rc/&M voIeAé dire M^ dell'avere il piede otnne le lòttocoppe^
gliiti^ che in quella ft^ione fi prende- che non pare che convenga a' piatti » ma
va ^r piatto^ onde è il proverbio: Due forfè allora tifavano j perchè le vivande
ghiotti a un tagleitw . Può al!^ volte fi- calde non nuoceffero aule tovaglie ^ o i
gnificare quel legirio piano , ^h cuifita- piatti talora fporchi per eflfx« fiati 6A
gUano le carni , ma qui nò » perchè fi fqoco wm le na€Ghiatfeio«
ìuM tSkt d'aigcnto • Keft» It oifficulti
74 DELVESTARARIO
yy De tempore dominorum Bonifacii & BenediBì^
,9 In primis in uno digito o£lo anuli papales cum fmeraldis •
yy Item in eodem digito unus anulus cum robino & tres cum ba-
yy lafiis & unus cum zaphiro •
)i Item in uno digito unus anulus cum robino crudo & tres anuli
jy cum balafiis una cum granata & unus cum rubino arGtio*
^y Item unam piflìdem in qua funt unus anulus cum robino magno.
9> Item tres anuli cum balafiis quorum unus eft pulcherrimus unus
yj anulus cum fmeraldo magno unus anulus pontificalis Dar-
,, vus cum balafcio unus anulus cum zafiro qui dicitur vijfuo*
yy jus ' cum quinque crucibus unus anulus cum fmeraldo & ru-
^y bino parvo in medio unus lapis balatius unus topatius dosi*
)) gnus in ànulo»
^y Item unus anulus pontificalis cum V. balafiis & IIII. perlis •
)) Item topatius magnus in auro cum diverfis lapidibus & perlis
,, in circuitu ad peélus •
yy Item una fibula prò pluviali cum diverfis lapid. & perlis .
^y Item una fibula cum una fmirala in medio & IIIL zaphiris cum.
9, IIIL perlis in circuitu & IIII. balatiis «
)) Item in uno digito o£lo anuli diverforum lapidum •
,) Item in uno digito o£lo anuli diverforum lapidum & unus anu«
,) lus fine lapide»
)) Item unus digitus cum IIII. anulis duo fmeraldi grofli unus ze«
^y phirinus & unus balafcius •
)) Item unus digitus cùm und. anulis & cum diverfis lapidibus feu
^y cameis •
^y Item unus digitus cum novem anulis cum parvis fmaraldinis •
9) Item unus digitus cum fex anulis diverforum lapidum •
)) Item unus digitus cum X. anulis diverforum lapidum .
)) Item unus digitus cum fex anulis magnis diverforum lapidum •
)> Item unus digitus cum XXV. anulis diverforum lapidum & una
,, fibula parva parvi valoris.
^y Item una crux cum V. zafRris & duobus anulis cameynis •
3> Item una burla parvulina cum duobus anulis qui dicuntur
,) vifiuofi •
)> Item duo cofini cubiculariorum rubei cum pluvialibus mitrìs &
y^ mantis prò confifiorio •
$) Item unus cofinus novus viridk vacuus •
•• Item
(f) Donjf \2 voce Ftaliana, e fiecialnMite Toftma viRofoy che fi tfova pretfo
aoiori ancidù del fccolo sui.
DELLA S. ROMANA CHIESA* 75
9) Iteni unus cofinus varii coloris cuoi quibufdam confc£lionibus •
), Item unus cofinus ad foiia vacuus •
9> Item tres cofini virides iìgillati cum figlilo domini Camerari! cum
,, quibufdam rebus intus.
), In primis XXIL petie de fcarlato rubeo integre & tria frufta l
3, Item feptem petie de fcarlato albo & duo frufta •
jy Item tres cultre de fendato rubeo intus & extra •
), Item una cult» de fendato viridi & rubeo .
^j Item una eultra de fendato croceo & rubeo.
), Item due ydrie piene aqua rofatia •
^ Item tre ydrie vacue •
^, Item tres piflides cum ziziberato •
9, Item tres conce de ere magne non tamen equales •
9, Item una texa de ere ad faciendum paftillos fine copérclo .
^y Item tria bacilia prò faciftorio quorum unus novum eft •
jy Item una concarella parva ultramarina.
jy Item duo bocalia magna •
^y Item una coperta piena 'rebus minutis & duobus cophinis de
yy corio & uno cophino de iamito rubeo .
jy Item unum barile vetus cum fifticis quali medium plenum •
^y Item le£lorile unum prò capella.
^y Item duo armaria prò libris unum magnum & unum parvum ;
^y Item due magne bance cum tripedibus quatuor prò pannis re*
,, ponendis*
3, Item unum pondus de cupro ad ponderandum •
yy In nomine Domini amen anno Domini millefimo ecc. decimo
yy die nona menfis Februarii pontificatus fanfliffimi Patris do-
33 mini Clemenfif pp. V. in libro portato per bo. me J. olim
33 Spoletanum ele£lum tunc camararium invenìtur quod de
33 tempore domini Bonifacii erant in camera feu in thefau^
33 ro XVL poti de auro & de tempore domini Benedici VIL
33 poti de auro diverfarum formarum & fic. funt in univer-
33 fo XXIII. de auro.
33 Invenitur in libro thefauri ù&o Avinione die xv. menf. maii
33 anni mcccviii. quod XXIL poti de auro fuerunt portati
33 per di£lum eleRum apud Lugdunum & funt in thefauro
3, quod eft in Curia •
33 Item invenitur quod de tempore dominorum Bontfacii & Be^
33 nediBi erant CXV anuli in thefauro de quibus funt in
33 thefauro quod jivinione XVIL qui funt portati per eie*
33 rum predidum & fic reftant Perufii fecundum libros pre«
33 diaos LXXXXVIIL anuU .
K a 33 Item
7tf DELVESTARARIO
^ Item Invenitur quod de tempore dominoram Bonìfatii & Bt^
y^ nediBi erant fecundum diélum Itbrum in thefaaro fenca*
yy mera XXXIL cupe de auro de quibus invenitur quod funt
. 3, portate per difium ele£lum XXVIIL & funt in thefauro
yy quod eft Auinione & fic reftant Perufii fecundum di£lum
yy librum novem cupe de auro •
Se fi riflette alla quantità di cofe preziofe , che annovera il
riferito inventario , ai molti doni , che Bonifaxio papa avea fatti
alla chie& cattedrale di Jfnagni , .di cui il Boldetti ha pubblicata
r inventario nella fua opera de cimìterj a pag.304. e fé fi mira
ai ftrani rivolgimenti ^ e confufioni , che accompagnarono l' infeli*
ce fine di quel pontefice , gloriofo non oftante per mille titoli ^
il dovrk fenza dubbio conchiudere , che a non picciola ricchezza
era di bel nuovo rifalito il vejiiario , o vogliam dire il teforo
della chiefa Romana ; è però vero ^ che tutto ciò , che fi è àetr
to intorno ad eflfo , ed al Vejiarario , anche pe '1 confronto , che
fé ne faccia coli' addotto inventario , è baflevole a far conofcere ^
che non può avere alcuna fuffiflenza T opinione del Rocca fegui-
tata dal Giorgi , e da altri , che il moderno facrifta pontificio
poflà ripetere T origine del fuo rifpettabiliffimo officio da quello ^
che una volta fu del Vejiarario , fecondo eh' io 1' ho defcritto y
intorno al quale io non ho altro che dirvi , rimanendomi folo di
foggiungere alcun' altra cofa riguardo a' Fejiararj y che non erano
della chiefa Romana.
Che le altre Chiefe di Roma ^ almeno le piit cofpicue , avef-
fero; il vejiiario ^ lo fappiamo dal tante volte citato Anajiajio ,
il quale nella vita di Adriano racconta , che queflo pontefice ri-
fece y ed ampliò sii edifizj della chiefa , e monaftero di s. Anafla^
Jio alle Acque Salvie , eh' erano rimai! incendiati , e fra quefii
edifizj annovera il x;j^Mm / Bajilicam vero ^ die' egli ^ monajierii
beati Anaftafii Cbrifti martyris una cnm vestiario , feu egumenar*
chio ceterifyue aedijiciis , per incuriam monachorum noBumo Ji^
lentio exufiam , a fundamentis ufque ad fummum teBum ^ cum
audivit mifericordijjimtfs praeful , valde diluculo velociter cur'
rens repent eam adbuc ardenfein , & folummodo arcam efufdem
marfyrts erutam in media curte jacentem . Cetera vero fan-
Buaria ^ feu minifteria tam in ecclejia , quam in vejiiario ab
ipfo igne confiata funt . J^# cum nimio moerore cum fuis mini'
JieriaTibus certatim extinguens ignem , confejiim viribus totis a
fiammiferi^ ruinis erutam ^ a novo in meliorem Jiatum praedi^
Barn ecclejiam cum vestiario , & egumenarcbio , ceteraque adsfi'^
eia
DELLA S* ROMANA CHIESA; ^j
ti A renovàvh ^ atque reftauravit ^ ùr amplius in ea JanBuaria y
atque minifieria , & ornamenta ma fora y quam quae ibidem comr
bufta funt y contali t.
lì Senato Romano ebbe ne* baffi fecoli par eflb il Veflara-^
rio y ed anche più officiali nello fteflb tempo con quefto titolo •
Per mancanza di monumenti mi è impoffibile di potere appurare
quali foflero le precife incombenze, ch'effi aveano. Potrlt adunque
per ora badare , che fé ne abbia la notizia • Fino verfo la metk
del fecolo xiii. fi vede nel regiftro di Gregorio IX. che fuffifte-
vano tuttavia • Vi è ivi riferita , ma fenza data , la forma del-
la fentenza difcomunica, ch'egli fulminò contro Luca Savelli Se*
Datore di Roma y e contro Parentium y & Jobannem de Cintbio
VESTARARios y & omncs illos conjiliari&s Urbis y Ut fuflitiarios y
quorum conjilio , auxilio y vel minijierio a Monta Itenfibtis objides
recepti funty & detenti. Quello Luca Savelli Tanno mccxxxv»
di Maggio era gik fiato fenatore di Roma y ficchè quella fcomuni-
ca appartiene a tempo anteriore • Non fo fé quefio Luca fia que-
gli y che fu padre di Onorio IV. , e mòr\ fenatore nell anno mcclxvi.
fepolto con magnifico depofito nella chiefa di Araceli , che ha
folto un urna antica Gentilefca con figure di uomo , e di donna
nel mezzo di copiofi fimboli di Bacco y e con la feguente ifcrizio-
iie in due verfi :
^. HIC . lACET . DNS . LVCAS . DE . SABELLO . PAT. DNI . PP. HO*
NORII • DNI . lOHIS • 7. DNI . PANDVLFI . Q^. OBIIT . DV.
EFT SENATOR . VRBB . ANNO . DNI • M.^ CC.^ LXVL^ C.' AIAJI&
QVIESCAT . L PACE . AM
Veramente confiderabile é la difianza y che pafla dalle due ac-
cennate volte ) che un Luca Savelli fu fenatore di Roma . Ho
detto y che neir anno mccxxxv. di Maggio il fuddetto Luca era
ftato fenatore y poiché ai xvi. di tal mefe ed anno fu fiipulato lo
flrumento ài pace fra Gregorio IX. da una parte y ed il fenato
Romano dall'altra, in cui Angelo Malabranca Dei gratia almae
Urbis illufiris fenator y decreto y & auBoritate fieri fenatur y
mandato quoque , Ut inftanti^ acclamatione inclyti pópùli Romani
ad fonum campanae y Ó* buccinarum publice y & pieni ffime in Ca*
pitolio &c. giurò per fé , e per i magiftrati di Roma rolfervan^
2a di varie cofe , che il pontefice avea loro ricercato • Il Rainaldi
ha riferito airanno fuddetto uno fquarcio di tale ifirumento, ma
Ila lalciato fra l'altre pariicolaritli quella , che giova al mio prò*
poft
78 DEL VE STAR ARIO
pofito , cioè , che il fenatore Malabranea giurò , qaod vESTARARit
fudicer Palafitti y fu/iifiariiyfcrinariiy ajfeSiatores ^ (T generali*
ier afficiales fuos (J$c) omnes ..... eamdem pacem furare faciet %
Ed in fatti fi ha nel medefimo regiftro , che nello fteflb giorno Do-
0f/ffirx Romanut Bonaventure vestarius Urbis fupgr diEia pact
fervanda furavit fimiliter » Item dominus Paahts Laarentii Pa^
latinus fudex juravh diSiam pacem &c. Ora che quefto pofto di
Vcjiarario del Senato fi occupaflfe da nobilifTiroo foggetto y ne ab-
biamo una convincente riprova da Riccardo da s. Germano ^ il
quale narra ^ che nell' anno Mccxxxviit nel mefe o di Giugno , o
di Luglio inforta una fedizione contra Giovanni da Poli fenatore
quefti fu depofto , e foftituito in fuo luogo Giovanni di Cencio ^
lì quale non abbiamo motivo di credere ^ che diverfo fi a da quel
Giovanni^ che fopra abbiamo veduto vestarario nel tempo del
Senatorato di Luca Savelli ^ tanto più y che anche Paren%to Ve^
larario nello fteflfo tempo , Tappiamo dallo ileflb autore ^ eh' era
fenatore di Roma neir anno mccxxv.
Le chiefe vefcovili avevano anch' eflfe fra fuoi officiali il Vt^
fiarario ^ e per non parlare delle Oltramontane y dirò y che ne è
rimafa memoria di alcune delle più infigni d' Italia s La Tibnr^
fina ebbe il Vejiarario , o i Veftararj fino al fecolo xiii. Nel ci-
tato regiftro di Gregorio IX. fi riferifce una fua lettera fpedita in
Anagm il primo di Settembre dell' anno fedo del fuo pontificato
al vefcovo y e clero di Tivoli circa la concordia y a cui doveano
venire cogli ' officiali , e configlieri di quella citth e fra le altre
cofe vi fi dice de grafia y ac /pedali mandato nojiro vos filii
clerici exolvetis Jextam partem illorum tantummodo debitorwn
qua contraBa fuerunt per Priores & vestararios qui a nwbis
fuerant lonftituti . La cattedrale di Benevento ebbe il Feftarario
fino al XIII. fecolo y per quanto poffiamo fapere da un documen-
to y che riferifce T Ugbelli negli arcivefcovi di Benevento • Qui-
vi fi vede ) che l'anno mccxli. ai xxvii. di Agofto indizione v.
furono compofte alcune differenze y che paflavano tra il clero di
quella chiefa , ed Ugolino de' Conti Romano arcivefcovo circa le
refezioni ^ che gli officiali , ed i chierici del capitolo erano fiati
foliti per lo addietro di zvtrc da predeceflbri arcivefcovi in certe
folennitk^. e vi fi legge, che fempre in effe avea luogo il Vejiarario .
La Chiefa Reatina ebbe anch'efla in antichiffimo tempo il
Vejiarario y e poiché riguardevoli fono le memorie , che de Ve*
Jiararf di Rieti abbiamo nel R. F. perciò qui le produco y teflèn-
do anche di effi una piccìola ferie.
Alfredo Vejiarario intervenne Tanno dccxlvi» ad una dona«
zione ,
DELLA S. ROMANA CHIESA. 7^
zione j che Palombo diacono fece a Fulcualdo abate di Fàrfa del-
la porzione de' beni ^ che pofledea in Lamniano luogo éif abina •
,, In nomine domini Dei falvatoris nofìrì Jefu Chriftì • Tem^
^y poribus domni viri gloriofi Luponis fummi ducis gentìs LangO'
^9 bardorum & viri magnifici Pertonir gaftaldii civitatis Reatine
^y menfe Februarii indi6lione xiv. Hoc teftamentum conftitutum
^y dicens iaudabilis mìfericors omnipotens Deus qui dedit remedium
yy hoc mundanda peccata ficut rogum extinguit latex fic heiimo*
,^ fina purgat peccata • Quamobrem ego vir venerabilis Patombus
yy diaconus dono ac trado in eterna traditione de portione mea ia
^) monafterio s. Marie fub domno viro ven. Fulcualdo abbate vel
^, in cun£la ejus congregatione hoc eft in Sabini^ in Lamnian»
^9 portionem meam in integrum quantum nobis judo ordine per^
^^ tinet . Ita fané ut ab hac die in monaflerio s. Marie perma-
yy neat poteftate vel in ejus cun£le congregationi & nullus noftro-
yy rum heredum contra hanc cartulam donationis noftre ire aut ve«
^, xare' prefumat fed cartula ifia infua permaneat ftabilitate. Ac-
j^ tum in civitate Reatina menfe & indictione fupralcripta » Quam
33 vero cartam donationis prò ({abilitate vedrà ego Donatus nota*
3, rius fcripfi • Signum 4*^ manus viri venerabilis Palombi diaconi
33 donatoris qui hanc cartulam fieri rogavit» fignum ^ manus Cc^«>
33 diradi germani ejus confentientis fignum ^ Alparini fculd» te*
33 ftis. fignum ^ manus Citei fculd. fignum ^ manus Audualdi
33 fculd. fignum 4^ manus Martiniani a£lionarìi • Signum ^ ma-
33 nus Alfredi veftararii • fignum ^ manus Anferami exercitalis
33 teftis fignum ^ manus Camponis exercitalis teftis R^F.n.ji»
Continuarono i difcendenti di Palombo diacono a beneficare
il monaftero di Farfa col donargli i beni 3 ch^efli aveano nello
fleflb luogo di Lamniano • Troviamo 3 che nelfanno dcclxix. Gmì*
leramo figliuolo di Coderado 3 il quale 3 come fi è veduto nella
precedente carta 3 e come fi dice nella feguente 3 era fratello del
fuddetto Palombo 3 confermò al monaftero medefimo 3 mentre
lì' era abate Alano 3 lo ftrumento di donazione delle vigne di La^
fniano o fia Lamniano y che lo fteflfo Coderado morendo avea la-*
fciate a quel facro luogo • ^
33 In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefu Cbrijii • Re*
33 gnantibus domnis noftris Defiderio & Adelchifio filio ejus piifli*
33 mis regibus anno regni eorum Deo propitio xiii. & xiv. fed &
temporibus domni Tbeodicii gloriofi ducis ducatus Spoletani &
viri magnifici Hilderici caftaldi civitatis Re^r/;ie menfe Februa-
rii per indi£lioncm vnr. Ego Guileramus filius cujufdam Code^
>> radi manifeilus fum quia bone memorie genitor meus luperii^
nomi"
3>
«o DELVESTARÀRIO
^ nominatus in die tranfitus fui deputavit prò anime fue remedia
^y in moil^erio s. Dei gen. Marie fito in Acutiano atque Balano
yy abbati vel cQngregationi ipfius monafterii vineas in Lamiana
yy quas a Palombo germano fuo in partem acceperat ipfas in inte«
jy grum quantum infra plauftra f^ertinet five de domo eulta five
9, cu jufcumque portione in ipfo pio ' loco tradidit poffidenda • Nunc
^^ autem ipfitm cartam in ipfo fanBo loco ^ vel tibi Probato ab-
,, bati per fcriptionem firmamus quatinus ab hac die firma & fta-
,^ bilis permaneat in ipfo pio Iocq noftra traditio & neque a nobis
^ neque ab ulio hered? pofteroque nofiro contra hanc cartam do-
,^ nationis vel firmationis ire aut vexare promittimus fed omni
,, tempore ftabilis permaneat « A^lum in civitate Reatina menfe
,, & indizione fuprafcripta • Signum ^ manu Guilerami qui hanc
yy cartam fieri rogavit • Quod fuperlus mìnime diximus a cujus
yy parte carta ifta vexata fuerit dupla condicione in ipfo dìo loco
^^ fubjacere promittimus • Signum 4^ manu Aufperti Gajtndii te-
yy ftis • ^ Ego Rimo rogatus a Guileramo manu mea fubfcripfi ;
)) 4^ Ego if/^é? rogatus a Guileramo manu mea fubfcrìpfi 4^ Ego
9) Goderifius rogatus a Guileramo manu mea fubfcripfi • 4^ Ego
33 Arualdus rogatus a Guileramo manu mea fubfcrìpfi . 4^ Ego
33 Tbeoderacius notarius fcriptor hujus firmationis charte poà te-
33 fiium vero roborationem compievi & dedi • R. F. n.87.
Nel diploma fpedito in Roma iiu idus Januarii anno domi^
niee Incarnationis occcc. lxvii. imperii vero domni Ottonis piif^
finii cefaris V. ind.x. per mano di Ambrogio cancelliere in vece
di Uberto vefcovo 3 ed archicancelliere 3 nel quale diploma fi enu-
merano 3 e fi confermano tutti i beni del monafiero di Farfa 3 fi
trova ancora ex fundo Lamniano uncias fex 3 ubi eji ecclefia
$. Stepbani .
Anselmino Vefiarario . Verfo la fine dello ftefs'anno DCcxLvr.
ìnterv^ne alla ceflione 3 che Adualdo 3 ed Audolfo fecero a Gode^
fredo gaftaldo di RJeti di due cafali detti Afiliano 3 e Fiola 3 ri-
cevendone da lui in cambio due altri fituati 3 ove gli avefièro po-
tuti ritrovare in republica 3 cioè 3 che fi doveffero a lui concedere
due cafali di ragione del fifco ducale in qualunque luogo fofle-
fo pofti^
33 In nomine domini Dei falvatorìs noRri Jefu Cbrifti • Temr
9; poribus domni Luponis gloriofi Se fummi ducis de gente Lango^
f> oardorum anno ejus in Dei nomine primo & viri magnifici G^
defirid
(i) S! vede donde fi comìnqd a dire to tecinto hc$ fi usò da' vecchi Tqf*
in Italiano Luogo fio . cgni •
<a) Mdet9 il Amot e amlw h/mh
DELLA S. ROMANA CHIESA: Sr
^ defrsd gaftaldii civitatis Reatine menfe Novembris indiélio
,, ne xiiii. quifquis lana mente facinorum ac deliélorum pertra-
% £lans profunda & eterni regni beatitudinem defiderat metum gè*
j^ henne & incendia ignis expavelcens oportet eum Tue faiutis tra-
jy £lare remedium quatinus in hac vita ieliciter vivere debeat &
y^ in eterna vita cum Còri/io regnare valeat • Qua de re ego
^ Adualdus & Audolfui confiderantes humane fragilitatk & feculi
^ hujus excefliim quia omnes qui in hoc mundo fumus morti ju«
^ giter fubjacemus juxu teilimonium prophete ubi dicit Quìs ed
9, homo qui vivit & non videbit niortem ? Ideoque prò remedio
j^ anime noftre tradidifle atque tradedimus & in eterna craditione
^ concedimus cafales duos ideft jljil$anum qui fuit cafalis jtttdolfi
yy & caialis qui dicitur Fiola qui fuit jfudaldi unde prò iftis duo-
^y bus cafalibus quos tradidimus in prediflo s. Marie refufcepimus
y^ ego Adualdus & Audolfus a te Codefrido gaftaldio cafales duos
,, ubi invenire in refmblica ppterimus • Ita ergo ut ab hac die (ir-
^y ma & ftafailis lit noftra traditio in ipfo fanao cenobio. Et ne-
^y que a nobis neque a nullo heredum pofterorumque noftrorum
y^ aliquando caufa ifta vexetur « Et qui hoc prefumpferit facere in
), primis in iram Dei incurrat , & anathemati fubiaceat a cccxvnu
9, patribus ' infuper penam exolvat auri libras duas & cartula ifta
yy in fua permaneat ^abilitate • Unde prò perpetua firmitate ipfius
^y fan£li monafterii hanc cartulam traditionis Gudiperto notario
yy tradedimus fcribendam & teftibus a nobis rogatis optulimus qui
yy fupter fignum fanale crucis fecerunt « Aftum in Reate menfe &
)) indi£lione fuprafcripta feliciter • Signum ^ manu Adualdi con-
^y cambiatoris • Signum ^ manus Audolfi concambia toris • Et prò
^ ipfis cafahbus duobus quos recipere habent Adualdus & Audol*
yy fus dedit gratiam prediélus Godefridus gaftaldiiis coram omni*
yy bus circumllantibus ut ipfos duos cafales fine intermiffione red-
^y deret • Unde exivit fidejuflbr Panda Marepajfus & Lucanus &
^y Audualdus azionario • Signum 4^ manus Luponis fculd. te-
yy ftis . Signum ^ manus Anjelmini Vefiararii . Signum ^ manus
yy Pandonis Marepafi teftis • Signum ^ manus Lucani teftis • Si-
^9 gnum 4^ manus Anjifridiam medici teftis • Signum 4^ manus
yy Audualdi aBionarii . Signum ^ manus Aldonis covitoris (Jic)
jy teftis. k.F. n. 12.
Difficile farebbe fenza dubbio il potere intendere y perchè^ i
fiiddetti due foggetti cedendo al gaftaldo di Rieti que' cafali , par«
ticolarmente per riceverne altri due , doveflèro adoperare quelle
cfprelfioni y che fi leggono in principio dello frumento, di volerlo
L fare
(i) Itfeoeato didotto vdcovìt che intervcimera al ccmdUo^cimo.For^
L
tt DEL VESTARARIO
fare per evitare le pene dell'inferno, per aflicurarfi dell' eterna vi-
ta ) per rioiedio in fomma delle anime loro, farebbe dico diffici-
le , fé non ci foife rimafa la feguente carta , la quale ci dk qual-
che lume ^ Lupa duca di Spoleti donò ambedue que' cafali a FnU
cualda abate di Farfa TannoDccL. ficchè poffiamo congetturare,
che premendo al fuddetto Lupo di farne lacquifto , perchè foflfe-
ro peravventura di molto comodo al monadero , quedo (leflTo
motivo egli ne adducete ad Adualdo , e Audolfo , onde e(fi ce-
dendoli , li veniflfero in un certo modo come a cedere allo (ledo
xnonaftero , nel qual cafo trattandofi di ceffione fatta per vantag«
gio di luogo pio , quelle formole vi hanno tutto il luogo •
,, In Dei nomine • Domnus Lupo gloriofus & fummus dux»
,, Monaftcrio fanfte Dei genitricis femperque virginis Marie fita
„ territorio Reatino in loco qui nominatur Acutianus feu viro vc-
„ nerabili Fulcualdo abbati atque cun£le congregationi ipGus mo-
yy naderit prò mercede & luminare ' anime noftre donamus atque
„ concedimus in ipfo fan£lo loco vel vobis cafales duos ideft jffi-'
yy nianum & Fiofam qui vobis per concambium venerunt ab Adual^
yy do & ab Audolfo ipfos predi£los cafales in integrum qui efle
), videntur fecus gualdum iltum quem nos jam antea in ipfo Dei
yy cenobio conceffimus prò largì tate ejufdem fanéli loci . Ideo ip-
yy fos recepimus cafales ut diximus in concambium • Quamobrem
,^ firmum & (labile permaneat donum noftrum • Et a nullo a£lo-
,, re noftro aliquando contradicatur fed omni tempore tam vos
,, quamque & fucceflòres veftri fecurius. valeatis poffidere » Ex juf-
yy fione fupradi£lt fcripfi ego Landemavius notarius • Datum juf-
,^ fionis in civitate noftra Reatina anno in Dei nomine ducatus
„ noftrt quinta indizione iii» fub Immone gajlaldio noflro . Fe-^
jy liciter. R. F/n.i^»
Di Fiola non ho trovato alcun altra notizia • Ajiniano è
mentovato in una carta fcritta in Sabina da Francone dativo, e
nota)o temporibus domni Jobarmis fanSiifftmi XVII IL pape^ &
viri venerabitis Jobannis epifcopi , & Ottimi^ y & Crefcentii
germanorum , & infimul comitum territorii Sabinen/is in menfi
Apriti^ per indi&ionem x. cioè nelfanno mxxvii. Quivi Sufanna
figliuola di Landolfo , e di TaJJta col confenfo di Attone fuo con-
forte dona al monaftero di Farfa , di cui era abate Guido , ter-
re , caftelta , e chiefe ne^ territor) di Sabina , e di Marni , e vi
fi efprjme In primis in vocabulo Tarano , Ó* in vocabuto Afinia*
no y ér in vocabulo Moxfinù , come luoghi dei territorio di Sa^
bina y R»F. 710»
Taci-
ci) Per ftrfi un po' di lume dopo morte.
DELLA S. ROMANA CHIESA* Sj
Tacipbrto Vejiarario • Egli fi fottofcrive ad uno ftrumento
^eiranno dcclxiiii. in cui Lupo azionario figliuolo di Rodeperto
cede ad Alano abate di Farfa la terza parte dei cafaie in 5*^^»-
diliano ^ e ne riceve in cambio il cafaie detto Marianula «
yj In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefn Chrijii . Re-
^, gnantibus domnis nofiris Defiderio 8c Adelchi/io filio ejus piiffi-
^y mis regibus anno regni eorum Deo propitio viii. & vi. fed &
yy temporibus domni Theodicii gloriofi ducis ducatus Spoletani &
,, viri magnifici Alefridi gajialdii » civitatis Reatine menfeSep-
,, tembris per indi6lionem iii. Ego Lupo a£lionarius filius cujuf-
yy dam Rodeperti concambiavi tibi venerabilis Halane abbas de M«
yy s. Dei genitricis Marie quod fitum eft in Acutiano vei cun£le
,, congregationi M. hoc eft tertiam portionem de cafaie qui eft in
yy Scandiliano quantum a fratribus meis michi in parte venit cum
yy colonìs ^ qui in ipfa portione refident hoc cft Majulo 8c Lucciolo
yy cum cafis vineis rerris & cultum vel incultura mobile vel im*
yy mobile ficut a nobis poftcffum eft vobis in integrum tradidimus
yy pofiidendum «xcepto quod filii ipforum colonorum y qui liberi
yy funt de ipfa portione fi exire voluerint mundionem quem nobis
,, dare debent in M. s. Marie perfolvant £c iì ego Lupo ipfos li-
3, beros de cafa M. fuptrahere voluero aut in cafa mea tos recipe-
^y re prefumpfero componamus vobis & fuprafcripco M. auri foli-
9, dos centum unde prò ipfa tertia portione de Scandihano vel co-
yy lonis qui in ipfa portione refident recepimus in cambio a te ve-
^ nerabilis Halane abbas vel a cunda congregatione M. cafalem
jy veftrum <^ qui dicitur Maurianula cum cafis vineis terris & cul-
yy tum vel incultum ficut a nobis poflefTum eft fic mihi in iute-
3^ grum tradidiftis poffidendum cum colonis qui in ipfo cafaie re-
yy fident hoc eft Barofulo ? Corvuli & Godulo & alii homines
yy liberos qui in ipfo cafaie in colonia refident & in M. vel vo-
yy bis mundionem habent dare michi perfolvere debeant • Et fi ego
yy Halanus abbas vel fucceflfores noftri aut congregatio M. ipfos
yy liberos homines da cafa tua fuptrahere voluerimus & in cafa
,, monafterii eos recipere prefumpferimus componamus tibi Lupo-
9, ni aut heredibus tuis auri folidos centum Se ab hoc die> firmum
yy-'Sc ftabile fit inter nos cambium noftrum & ncque a nobis ne-
,, que ab uUo heredum noftrorum vobis vel fuccefToribus veftris
)) aliquando contradicatur fed omni tempore ftabile debeat perma-
9) nere & quicquid de ipfo cambio facere volueritis vende ndi do-
5) nandi aut commutandi habeatis firmiffimam poteftatem • Et fi
L 2 „ ego
(i).Si dovea dire Gaflaldìum. ^ U) Vorft Barotulo y Bartolo ^ Bartolo ^
(2) I coQtadiai erano una fpecie di fchiavi • cioè Bartolomeo.
I
«4 DELVESTARARIO
ego Lupo aut hercdesmei vel quelibet extranea perfona con*
tra te Baiane abbas vd fucceflòres tuos aut congregationem M,
„ caulare voluerimus non liceat vobis . Sed promittimus vobis «»-
tejùre ' & defendere & fi non potuerimus dupla condittone vo-
bk fub)aceamùs de ipfo cambio meliorato de quo agitur & car-
,, ta ifta in fua permaneat firmitàte. Stmiliter ego fialanus ab-
,, bas vel fucceflòres noftri & congregatio monaflerii promittimus
,, tibi Luponi & heredibus tuis contra hunc cambium noftrum
,, non contraire neque aliquid caulàre fed femper vobis defende-
„ re . Et fi minime fecerimus dupla condicione vobis fubjacea-
,, mus de ipfo concambio meliorato de quo agitur & carta iila
^ in fua permaneat firmitàte . Unde prò perpetua ftabilitate am-
„ barum partium duas cartas pari tenore Gudepertwn notarium
yy fcribcndas admifimus & teftes a nobis rogatos optulimus qui
„ fupter fignum fanfte crucis fecerunt . A£lum in Reate menfe
„ & indizione fuprafcripta . Feliciter. ♦$♦ Ego Lupo aftionarius in
5> hac carta a me fafta manu mea propria fubfcripfi . «j» Ego
5, Aueelmiut rogatus a Lupone manu mea fubfcripfi . «|» Ego Sre-
pbanus rogatus a Lupone a6lionario in hac carta cambiationis
„ manu mea propria fubfcripfi . 4* Ego Lupo filios cujufdank
„ Spentomi r<^atus a Lupone manu mea fubfcripfi . ♦}♦ Ego Au^
,« derijws a£lionarius rogatus a Lupone azionario manu mea fub-
„ fcripfi .'♦}♦ Ego Tacipertm Vefiararius rogatus a Lupone in
,y hac carta cambiationis manu mea propria teftem fubfcripfi .
yt <$♦ Ega Gaiderifìus manu mea fubfi:ripfi . 4» Ego Gifolphu»
5, rogatus a Lupone manu mea propria fubfcripfi . R. F. n. 70.
Maurianuh è un luogo , di ciù troviamo fatta anche men*
2Ìone in un in figne precetto di Lupo duca di Spoleti fpcdito l'anr
no DCCLi. il quale io non poflo contenermi di non riferire- difte»
iamente »
„ In Dei nomine domnns Lupo ^loriofus & fummns dux
„ iBonafterio fiinftc Dei genitricis Martae quod fitum elt in ter-
yy ritorio Sabinenfi in loco obi dicitur Acutianus & viro venc-
„ rabili Fulcualda abbati atque cunfte congregationi ipfius mo-
„ nafterii . Per prefens preceptum fiimmae glorie noftrc dona mus
„ atque concedimus in ipfo monafltrio & veftre venerationi prò
^ mercede & ],uminare curticellam unam ad fimélum Vitum pro-
„ pe fluvio Forfè loco , \Aà nomtnatur fitianuf , cmn edificiis
,) & pafcuis ad ipfiim curticcUam pertinentibos atque colonis, qui
yf refidere videntur in eodem Bexano ideft Marciolo Cloro Ma*
yy gna Auderado Maximo Deaiolo Sindone Cradulo Papiano cuni
9) filiis
Cu Star davand. fiir ualUbnion»
DELL/l S. ROMANA CHIESA. 85
(iliis fuis & Magna vidua cuiufdam Maximi Jufio & P^^r^
germanis . In Montaniano AlbinoUm Bonofum & Pupulum feu
Peregrinum & in Tauriano Probulum & Petrum & in Ortijia^
no Àutarium & Sabulum & in Maurianula Tribunulum Aman^
dulum & Merulam viduam cujufdam Agioriis . In Negotiano
Probuhm & Francionem & Albulum cum portionibus eorum •
In cafale qui dicitur Rentianus fimul & in Toraniano omnes
colonos qui funt viginti fex • Hos omnes fuperius nominatos,,
qui in prefcriptis cafalibus refidere videntur cum fratribus vel
familiis terris vineis pratis vel omnia in omnibus quanta ad
manus fuas habere & tenere videntur cum omnibus adjacentìis
& pertinentiis fuis ficvktj ulianus condu£lor ufque in prefentem
diem ad noftram deffenfare Se tenere poteftatem vifus ed una
cum prenominata curte in integrum ibi prò anime noftre mer-
cede concedimus poflidendum • Quatinus ab hac die habentes
hoc noftre donationis preceptum fecurius hec omnia poflìdea-
tis • Et nullus ex noflris gaftaldiis vel a6loribus contra hec
que noftra largita eft poteftas audeat ire quandoque fed omni
tempore in ipfo Dei coenobio flabilius debeat permanere • Ex
juffione poteftaiis & ex diflo Andreatis referendarii rcripfi ego
Landemarius notarius • A£lum in curte noftra ad Varianum
anno ducatus noftri in Dei nomine vi. menfe Oflobris indi-
elione IV. fub Immone gaftaldio • Feliciter • R. F. n. 34.
Appartiene fenza dubbio quello precetto all'anno dccli. poi*
che neU' appendice del Gabio nel documento I. fi è veduto che
neir anno DccxLvi. gik correa Tanno i. del ducato òì Lupone dur
ca di Spoleti .
Y^rio la fine dell'anno dcclxiiii. il medefimo Taciperto Ve-
ftarario fcriffe il feguen te contratto , in cui Sifone figliuolo dì Ri^
molfo vendè alk> ftefib abate Alano dieci moggia di terra del
cafale Antiano pofte entro il congrego , cioè nel recinto de" po-
deri del cafale Piniano di ragione del monadero , comprefavi la
mtÙL della cbiefa di s. Felice con la fua dote confidente in una
vigna duarnm tabularum , ed in otto tagli ài olive ^
„ In nomine domini Dei falvatoris noftri Jeft$ Cbrifti . Re-
5, gnantibus domnis- noftris Defiderio Se Adetcbifio filio ejus piii^
5, fimis regibus anno Deo propitio regni eorum virr. & vi. fed
yj & temporibus domni Theodici gloriofi ducis ducatus Spaletani
^ & viro magnifico Alfredo gafialdio ' civitatis Reatine menfe
^ Decembris per indiflionem iii. Ideo ego Sifo filius cujafdam
^ Rimoh
• _
Ci) Qui" fi vtie chiaro ^ che fi d fceva Caffiodom , e perd nmt è fiato accettata
Gétfiaidium^ Non fi è mai trovata lartto Cajfimhrim del Ma&i.
tó DEL V E S T A R A R I O
yy Rìmolfi fàna mente & integro condilo vendidi & tradidi tibi
yy domne Baiane abbas vel cun6le cbngregationi M. s. Dei geni-
yy tricis Marie terram de cafale qui dicitur Anfianus petiàm unam
yy fub ripa modiorum decem que infra congruum cafalis veftri
yy qui dicitur Pinianus effe videtur cum arboribus ^ qui in ipfa
yy terra funt & medietate ecclefie s. Feltcis cum dote fua que in
,) ipfo cafale Antiano pofìta ed & vinea tabularum duarum &
yj olive tallias o6lo ad pretium placitum 8c diffinitum & in pre-
,, fenti acceptum ca valium i. quod apud nos habere teflamur
,, quatinus ab hac die firma & ilabilìs fit in fuprafcriptò M. no-
^, (Ira venditio 8c neque a nobis ncque ab uUo herede pofterum
,, noftrorum exìnde aliquid aliquando contradicatur & quicquid
), exinde facere volueritis in veflra fit potevate vendendi donan-
,, di commutandi & fi ego aut quicumque homo vel heredes piei
,) tibi vel fuccefforibus tuis ipfas res fubtrahere voluerimus & ti-
)) bi non antefleterimus dupla condicione tibi & fuccelforibus tuis
^, promittimus componere de ipfo cafale ex ipfa re unde agitur
,3 meliorata • Ùnde prò flabilitate veflra Tacipertum Vejiara^
,) rinm fcribendum poflulavimus & teftes a nobis rogatos optuli-
3, mus qui fupter fignum crucis fecerunt . A6lum in Reate men-
)) fé & indi£)ione fuprafcripta • Feliciter . Signum 4^ manu Sifo^
,) nis venditoris & traditoris hujus carte, quam fieri rogavit . ^ Ego
,) Martinìanus fculd. rogatus a Sifone manu mea . fubfcripfi .
), Signum ^ manu Acupardi tedis • Signum ^ manu Aricijt de-
9, cani teftis • Signum 4^ manu Camponis teftis . Signum ^ manu
» iffoni teftis . 4t Ego Andreas rogatus a Sifone in hac cartula
9^ venditionis manu mea fubfcripfi • R. F. n. 6y.
Dove fituato fofiè il cafale Anciano y e T altro detto Pinta'
no y in cui era la chiefa di s. Felice y l'abbiamo in una carta
fcritta in Sabina da Uberto notip temporibus domni BenediEit
fanBifftmi noni pape Ó* yenerabilis Johannis epifcopi & Cre-
fcentli & Johannis nepotis ejus infimul comitum territorio Sabi'
nenjis in menfe Novembris per indiEiionem xiiu nella qua! data
un qualche errore è fenza dubbio y poiché o T indizione xiii. fta
bene , ed appartiene all'anno mxv. quarto di Benedetto Vili, o
fcritta è ne' tempi di Benedetto IX. e queftinon giunfe all'indi-
zione XIII. cioè all' anno mxliiii. in cui era pontefice Gregorio VI.
Ma comunque fiefi in eflfa carta Giovanni detto Tignofo figliuolo
di Tebaldo dona al monailero di Farfa i beni y eh' egli ha nel
territorio di Sabina nel luogo detto Piniano inter ajfines ab uno
latere tenent Johannes Franconis & filii Petri de Donato cum
fuis confortibus Ó* vetiientes injìuvium Pbarpbam a ii. latere
cafa-
DELLA S. ROMANA CHIESA: 2f
tafalis qui dici far Alluni Ó* cafalis de Fecinca & venierh
tes in rivum de Fijiniano qui omni tempore aquam difcurrie a
III. latere tenent Pinianenfes . Furono teftimonj Rai none di To"
dora j Francone ^ e Guido ambedue di Bonino , R, F« n, 807. Ri-
trovato, che fi Ga , il rivo di Fifignano , facil cofa è poter fiffa-
re , ove foflfero i Pinianenji , cos\ detti dal luogo , ove abitava-
no , chiamato Piniano •
Adeodato vefiarario . Quefti fi può credere immediato fuc-
ceflfore di Taciperto , poiché fi fottofcrifle ad «no ftrumento ro-
gato neiranjio dcclxv. nei mefe di Gennajo , in cui fi ha , che
Teadojio (igliuoio di Teudolfo cede al fuddetto abate una cafa
majfaricia nel luogo detto Malli ano ad f. Eugeniàm , ricevendo-
ne in cambio la metk della porzione de' beni , eh' erano (lati di
Teuderifino nonno dello fteflb abate, da lui donata almonaftero^
confidente nella metk di una picciola cafapofta dentro R/e// , e
di una cafa ad aram marmoream , e di una cafa in Valle Tybe
con le vigne, che aveano da preflb, e la porzione , ch'avea egli
poflèduto in Reviano .
„ In nomine domini Dei falvatoris noftri Jefu Cbrifii • Re-
gnantibus domnis noftris Defiderio & Adele fjifio filio ejus piif-
fimis regibus anno regni eorum Deo propitio vini. & vii. fed
& temporibus domni Theodicii gloriofi ducis ducatus Spoletani
menfe Januarii per indiflionem mi. Ego Theodofius filius cu-
jufdam Teudolp fana mente & integro confilio concambiavi ti-
bi Halane abbas vel curi6le congregationi M. s. Dei genitricis
Marie cafam majfaricie unam in loco qui dicitur Malianus ad
s. Eugeniàm que regitur per Florulum feu vineas & terras &
cultum vel incultum mobile vel immobile quantum ipfe jam-
di£lus Florulus tuhc temporis ad fuam tenet manum vobis in
, integrum concambiavimus unde in noftra potevate nihil refer-
, vavimus colonos prò colonis liberos prò liberis . Unde prò ipfa
, cafa & vinea feu tetris & mobilibus portiuncule^ jamr^ diéli Flo^'
y ruli recepi a vobis Halane abbas vel a cun6la congre^atione
, M. in cambio medietatem portionis cujufdam Teuderijmi avi
y tui quam prò anima fua in fuprafcripto monafterio per cartam
, confirmavit , ideft in primis medietatem de cafella infra civi-
, tatem vel medietatem de cafa ad aram marmoream cum ipfa
, vinea 8c medietatem de cafa in Falle Tybe cum portione fua
y de ipfa vinea & terra medietatem portionis ipfius Teuderifini
) & portionem ejus in Reviano in integrum quantum fuperius
) fcriptum ed de fuprafcriptis locis michi in integrum camoiafHs
> & que in aliis locis refervata funt in veftram retinuifHs pote-
,^ (latem •
S8 DELVESTARARIO
yy flatem • Quatinus ab hac die firmum & ftabile fit intèr no»
'yj cambium noftrum ut neque a nobis neque ab ullo herede po^
,^ fteroque noftro aliquando contradicatur & quicquid de ipfa ca-
^) fa vinea & terra feu mobilibus facere volueritis in omnibus
^ firmiffimam habeatis poteftatem • Et fi aliquis homo contra te
yy jam di£lum Halanum abbatem vel contra fucceflbres tuos de
^y ip(a cafa & vinea & terra cuita vel inculta & mobilibus vel
,, immobilibus que ipfe Florulus ad fuam tenuit manum caufare
,) voluerit promittimus nos & heredes noftros vobis anteftare &
^^ defendere & fi non potuerimus dupla condicione vobis fubja-
3) ceamus de ipfa caia & vinea & terra de portióne Flpruli me-
,) liorata de qua agitur unde prò (^abilitate ambarum partium
^) duas cartas uno tenore Stepbanwn notarium fcribendas poftu-
yy lavimus • A6lum in Reate menfe & indizione fuprafcripta •
yy Feliciter • Signum 4^ manu Teadojii concambiatoris qui hanc
,^ cartam fieri rogavit • 4^ Ego Caufualdas rogatus a Theodofio
,) manu mea fubfcripfi • ^ Ego Pertarins rogatus a Tendofio ma-
3, nu mea fubfcripfi • ^ Ego Deodatus f^eflararins rogatus prò*
)9 pria manu mea fubfcripfi • Ego Audualaus decanas rogatus a
,, Teudofio fignum fanéle ^ feci & teftis fum • ^ Ego Palnm^
,, bus rogatus a Teudofio fignum ian£le ^ feci & teftis fum •
)) R* F« n. 72*
Nel qui fopta accennato luogo di Malliano ^ e di s. Eugenia y
chiefa , ch'era ivi fituata , tre infigni carte abbiamo , le quali qui
mi piace di riferire • Neil' anno dcclxi. un cerco Audone y che
n' era il padrone , avendo rubato un cavallo al monaftero di Far*
fa y ed eflendone ftato riconvenuto in giudizio ^ fu condannato a
dare ficurtU per elfo , la quale fu ^ che Ifemondo y e Teudemondo
fratelli entrarono mallevadori , ed egli promife depofitare cento
foldi d'oro ; cofa da recare mara^^glia, poiché finalmente fi trattava
di un folo cavallo ' • Ma ficcome egli non avea pronti tutti que*
foldi , perciò confegnò in vece di effi un fuo podere in Malliano y
e l'oratorio di s. Eugenia . Indi a poco entrato egli a forza in
detti beni gili ceduti al monafiero y ne fu di bel nuovo riconve*
nuto in un placito avanti lo fteflb Gifolfo duca di Spoleti y ed al*
lora egli cedette liberamente ad Alano abate del monaftero il ca-
lale di Malliano ^ e l' oratorio fuddetto di s. Eugenia y ficcotne
può vederfi nel feguente documento •
y^ In nomine Dei nofiri Jefu Cbrifii . Temporibus domni
^) Gifulpbi gloriofi 8c fum mi ducis gentis J^ngobardorum anno
yy ducatus ejus in Dei nomine lu menfe Martii indizione xiv, feu
,, & ma*
(i) Otoe ilprexn ddcanllo finie ci cntiò la pena pecuniaria pel nibbaiiieato#
DEJLLA S. ROMANA CHIESA. «p
)) & magnifico viro Alifrido gaftaldio civitatis Reatine . Profiteor
^y me ego jiudo quod ante hos annos temporibus Probati gaftaldii
,, fuadente hofte antiquo humani generis inimico Diabolo de cafa
^y s. Marie unum cavalium furatum fuifle unde in juditium ve-
,, niens dedi guadiam & pofui fideijuflbres ided Hifemundum &
), TheodemundMm germanos prò ipfo cavallo & in auro folidos
^y centum • Et prò eo quod minime haberem unde ipfam compo-
^, fitionem perfoiverem fupradi£li fklejuflbres cafam meam domum
^y cultilem cum oratorio s. Eugenie in loco qui dicitur Mallianus
yy tradiderunt prefentibus aliis teftibus monafterio s. Marie . Et
^y dum ego poflmodum violenter con tra legem in ipfam cafam in-
.), troi(fem & exinde in juditium ante Gifulphtim gloriofum du-
), cem cum Varofo monacho exiffem dedi guadiam de folidis vi-
^y ginti & ipfam guadiam podea minime recepi . Unde modo tam
9, prò fuprafcripta compofitione quam prò remedio . anime mee
9, pronopta h fpontanea voluntate tradidi ipfam cafam domum cui-
^ tilem cum ipfo oratorio & cafas majfaricias ' duas in jam di£lo
^y cafale Malliano que reguntur per Saburronem Lupolum & Cor^
jy Dulum maflaricios in monafterio s« Dei genitricis i^r/V pre&-
yy dente viro venerabile Balano abbate cafas cum oratorio terris
yy vineis pratis pafcuis fiivis cultis vel incultis mobilibus & immo-
yy bilibus omnia & in omnibus qualiter a me pofTeflTa funt exceptis
yy tribus unciis ex ipfo cafale quas in mea referva vi potevate nam
9, alia omnia & in omnibus ficut fupra legitur tradidi in fuprafcri-
yy pto monafterio ut ab hac die quicquid pars monafterii exinde
yy facere voluerit in omnibus liberam habeat poteftatem • Et quod
9, fieri minime credo fi ego ipfe aut aliquis de heredibus vel pro-
,, heredibus .meis aut ulla appofita vel extranea perfona contra
yy ha ne cartam ire quandoque conatus fuerit & a nobis vel ab he-
,, redibus meis minime fuerit defenfata componamus ipfas res un-
,^ de agitur in duplum & melioratam & hec carta in fua maneat
), firmitate . Quam vero cartam fcripfi ego Raganfredus rogatus
yy ab Aiidone • A£lum in ipfo loco Malliano ad oratorium s. Eu^
), genie die & indi£lione fuprafcripta . Feliciter • Signum ^ manu
), Audonis qui hanc cartam fieri rogavit . Signum ^ manu Cor^
,, velli germani ejus confentientis exercitalis teftis • Signum ^
9^ manu Mauronis fratris ejus confentientis exercitalis teftis • Si-
5, gnum ♦}♦ manu Pitonis exercitalis teftis • Signum 4* manu Man-
), nonis exercitalis teftis. Signum ^ manu Florifeni teftis . 4^ Ego
31 Raganfredus rogatus ab Audone hanc cartam fcripfi poft tradi-
yy tam compievi & dedi . R. F. n» 5 r •
M Nel
^ (0 Donde la voce Toicana mafftrhsit •
90 &ELVESTARARIO
Nel mefe fufleguente dell'anno fteflb il medefimo duca G$^
folfo tenne un placito in Rieti ^ dove comparvero Varofo , e
jfdrualdo monaci di Farfa a reclamare contro Campalo di Rieti ^
il quale pretendea y che Eudone fuddetto avefle a lui obbligate due
cafc malfarizie di Malliano , avanti che per T accennato furto ^ e
per li cento foldi d'oro fofle corretto di cedere lo fteflb calale di
Malliano al monaftero ; ma avendo i giudici pofto la cofa in chia-
ro y credettero , che Campolo non avefle alcun duitto fopra MaU
Itano , e che perciò il monaftero ne dovefle averq per lo innanzi
l'intiero pofleflb, ed eccone lo fteflb placito «
5, In Dei omnipotentis nomine . Dum ego GifulpbMs glo«
j, riofus dux una cum judicibus noftris refediflemus in ci vitate no-
,) Ara Reatina per fingulorum hominum decidendas intentiones
^y venerunt in noftra prefentia Varofus & Adrualdus monachi
^y monafterii s. Marie qui per conceflum Balani abbatis fui cau«
yy fam monafterii peragebant habentes altercationes cum Campulo
), homine Reatino de cafale qui nominatur Mallianui. At ubi
^y ipfe domnus fuos deputavit judices qui ambarum partium intel-
yy ligerent altercationes hoc eft Claudium & Aldonem fcul. Daga-
yy rium notarium Gualam Hifemundum fculd. Adualdum fculd. &
yy alios aftantes • At ubi aflerebant prediflus Varofus & Adrual^
,, dus monachi dicentes : Dum cecidiflet nobis Eudo in culpam &
^ prò furto quo nobis tulit cavallum deberet nobis componere fo-
^, lidos centum & prò ipfa compofitione indefinita caufa coram
^) prefentia teftium tradidit nobis cafalem fuum qui nominatur
,) Mallianus cum cafa domoculta feu & ecclefia vel maflaricia ca-
,, fé omnia ad ipfum pertinentia cafalem in integrum • Unde te-
,, ftes habemus ideft HifemundHtn fculd. TeifdemandHm fratrem
,) ejus Gundualdum aélionarium Antonem qui fciunt qualiter ipfe
^, cafalis nobis traditus & pofleflus eft » Ad hec refpondebat ipfc
3) Campulus & dicebat ex ipfo cafale quem vos dicitis antequam
,, vobis ipfe cafale conceflus fuiflet idem ipfe Eudo & mihi prò
,^ compofitione cavalli quem rapuit de c« folidis guadiam datam
yy habuit & fide)uflbrem pofitum qui & ipfe fidejuflbr in loco pi»
9) gnoris tradidit mihi duas cafas maflaricias de fuprafcripto cafale
,3 & prò jam dida compofitione quam mihi facere debuit ipfas
^ cafas apud me retineo • At ubi nos qui fupra judices dum ta-
3) lem eorum cognoviflemus altercationem interrogavimus ipfos mo-
3^ nachos quo tempore ipfum cafalem traditum habuiflènt • At illi
yy nobis dixerunt eo tempore quando Piceo occifus eft indizio*
yy ne XII. fic ipfe cafalis nobis traditus eft & ecce teftimonia noftf»
yy ut fupra ^ui fciunt iic fuifle (icut nos dicimu$ # Iterum interro-
DELLA S- ROMANA CHIESA. 91
^y gati a nobis judicibus ipfi teftes ideil Hifemundns fculd. Teude^
^, mundus frater ejus Gundualdus aflionarius Hauto ita retulerunt
,, in noftra prefentia « Quia nobis fcientibus ipfo tempore ìpfe ca«-
^, ialis traditus eft per quemdam Eudonem monafterio s. Dei gen«
^, Marie . Iterum interrogavimus jam fatum Campulmn ut & ipfe
^, nobis diceret quo tempore ipfas cafas prò compofitione traditas
,, habuiflet & ipfe nobis dixit quia Maii menfe qui preteriit in-
,, diélione xiii. tempore domni Gifulphi ducis fic mihi per fide*
,, julTores mei ipfe cafe tradite funt • Dum omnia per ordinem in-
,, quififfemus cognovimus certe rei veritatcra quod ipfum cafalem
^^ vei caias antea M. traditas inde finita caufa habuiflet & jam
,, nominati teftes fuum reddiderunt teftimonium • Decrevimus fi*
9, cut re£lum nobis paruit ut quinque aflores a parte monafterii
^, qualiter eligerent dicerent jurati C amputo eo quod nos antea
y, ipfum cafalem per Endonem indefinita caufa traditum habuimus
jy ficut & tefles noflri teftificati funt 8c legibus nofter elle deber
^j & in eo ordine guadiam dare fecimus ipfos monachos Campula
9) de ipfo facramento unde & fteterunt inter eos fidejufiòres Aauald
,3 fculd. Eadem bora ipfas cafas retradere fecimus ad partem M*
yy & Campulus qui poftea ipfas cafas acceperat eflet fibi de hac
yy caufa tacitus & contentus • Et finita ed caufa ut amodo non re*
3) promoveatur fed amodo & femper in eadem deliberatione ambe
,3 partes debeant permanere • Quam vero notitiam judicati ego
yy Stepbanus ex ài&o Bagarini notarii fcrìpfi anno ducatus domni
,3 Gijulpbi gloriofi ducis in Dei nomine in. menfe Aprilis indi*
jy elione XIV. A£lum in Reate . R. F. n. 52.
Dopo dugento anni in circa il monaftero di Farfa fotto Taba*
te Dagiberto fi disfece di quefto cafaie di Malliano , cedendolo
ad un certo Atripaldo di Atripaldo dei contado di Tofcanella ,
ricevendone però in cambio var j beni nel fondo Angano . Avven*
ne ciò nel mefe di Marzo dell'anno dcccclii.
yy In nomine domini noftri /^/ii Cbrifii . Temporibus domni
\y noftri Agapiti junioris pape fummique pontificis in fede B. Pe-
jy tri apoftoli menfe Martio indi6lione x. In Dei nomine commu-
^ taverunt inter fé Dagibertus vir venerabilis abbas monafterii
^3 s. Dei gtn. Marie quoid conftruAum eli* in territorio Sabinenfi
^y & loco qui dicitur Acutianus & Atripaldus filius bone memo-
33 rie Atripaldi de comitatu Tufcanenfe . Dedit atque tradidit in
^3 primis domnus Dagibertus abba per confenfum & voluntatem
yy primatum & preordinatorum monachorum qui funt congregati
fy & aggregati in fupradi£lo monafterio ad jam di£lum AtripaU
}) dmn in commutationis nomine ideft cafalem qui vocatur MaU
Ma 9, lianus
P2 DELVESTXRARIO
3y lianm quem per preceptutn regale & pontificale ipfum mona*
^y flerium habebat omnem in integrum concambia vit cum cafis
5, terris vineis filvis campis arboribus fruftifcris vei infruftiferis &
,, cultum vel incultum cum omnibus infra fé habentibus & aquis
jy & fontibus & decurfibus aquarum inrer hos fines & defignata
yy loca a capite via a pede^ fluvius Tyberis a quarto latere foflatus
^y de Nuce qui decurrit fubtus ipfum caftellum de s. Eugenia &
,, pervenit in foflatus de Bordone veniens in fluvium Tyberis a
9, quarto latere limite veniente in foflatum de Antijfano 8c ipfum
yy foflatum decurrit in Forum s. Sabini . Omnia in integrum vo*
yy bis fuprafcriptis concambiavi • linde ad vicem recepi ego Dagi^
yy bertus abba ab jam diélo Ampaldo prò omnibus fuprafcriptis
)) terram & vineam cum pomis & arboribus fuis qui ibi ftare vi-
9, dentur in fundo Angano cum terris & vineis fylvis & campis
yy vel pafcuitibus & pomis fru£liferis vel infru£liferis & cultum
yy vel incultum aquis & fontibus vel decurfibus aquarum per deli-
,, gnata loca a capite limitem qui efl fuper ipfas vineas a pede
,, foflatum ab uno latere foflatum ab alio latere limitem & tè«
9, nentem Palumbum . Excepto infra ipfos fìnes fextam par-
)^ tem de terra & filva que in partem evenit Johanne Se Rodala
,, pbum germanos fratres • Similiter dedi ego Atripaldus tibi dom-
5, ne Dagiberte abba ad partem monafterii veftri vineam & ter-
,^ ram meam que funt in fundo Silice omncs ipfas rts que fue-
„ runt Johannis Longi & Anfulianifi . Excepto quantum ego an-
,, tea per carum dedi Luponi de Tarano omnia vobis fuprafcri-
,) ptis concambiavimus plus & meliorem commutationem ad par-
>, tem veftri monafterii • Et profeflì fumus nos fuprafcripti com-
^) mutatores quia de omnibus fuprafcriptis terris & vineis infra
yy ipfos fines nichil nobis neque heredibus noftris neque pofteris vel
,y fucceflbribus meis ad partem fuprafcripti monafterii refervavimus
9, in poteftate fed inter nos unus alteri cum omnibus fuper fé ha-
)) bentibus & acceflionibus earum ipfas terras & vineas atque ca-
9, fales qualiter fuperius fcriptum eft infra ipfos fines in integrum
9, & tran(a6lum concambiavimus . Et aeftimate fuerunt omnes fu-
9, prafcripte terre & vinee per tres bonos & idoneos homines Deum
9, timentes quorum fides admittitur • Hi funt Sergim cte Tarano
)) & Johannes & Rodulfus germani fratres & Ardemannus judex
^, & advocatus ipuus monafterii qui omnes ipfas res diiigenter
5, aeftimaverunt fecundum legem noftram Langobardam quam edi-
yy 6li continet pagina & paruernnt meliorate ipfe vinee & terre
,) quas fuprafcriptus Atripaldus dedit in ipfis duobus cafalibus
yy quam ille cafalis quem recepii • Unde fpondedus atque reprop
«« mitti-
DELLA S* ROMANA CHIESA* 5^3
I5 mittimus. nos {uprafcripti commutatores cum noftris beredibus
^y pofteriCque fuccefforibus omnes ipfas copiinutationesnoftras unus
^y alteri pars parti fidem fervanti & per quem orta fuerit intentio
yy Se per quem exierit ip(as commutationes noflras ili duplum 8c
yy in quantum apud nos meliorate fuerint fub juda eftimatione in
^) ferquido & confimili loco . linde duas cartas ' commutationum
^, uno tenore pariter fcripte fimt ^ Aflum Sabinis in ipfo fupra*
yy fcrìpto monafterio menfe & indi£)ione fuprafcriptis . 4^ Signum
^^ manu jferipaldi qui hanc cartam commutationis fieri rogavit •
yy H^ Eg^ ^^^ manum mifi • ^ Ego Adennlfus m. m. ^ Ego Leo
. 3) m. m. ^ Ego Ardemannus dativus. & notarìus poft roboratio-
33 nem omnium teflium compievi & dedi • R. F. n.412.
Ritornando ora al Veftarario Deodàto , quelli fi fottofcrifle
pure ad un altro firumento dell' anno dcclxxiii.. in cui Ilderico
figliuob di Teodemo , e la fua genitrice Taciperga figliuola di
Taciperto donarono a Proba to abate di Farfa la corte chiamata
Pontiano^ , la corte Cef ariana y e Papciano , e la corte di Lamia^
no nel territorio di Sabina y. che era loro pervenuta dal fuddetto
Taciperto y con ogni altra cofa y ch'efla avefle. poflfeduto in Sabina^
3, In nomine domini Dei falvatoris. noftri Jefu Cbrijii . Re-
yy gnanribus domnis ^loltris Dejideria 8l Adiichifio filio ejus piifll-
33 mis regibus anno regni eorum Deo propitio xvii.. & xiiii» fed
33. & temporibus domni Tbeodicii gloriofi ducis ducatus Spoletani
33 menfe Martii per ìndiflionem xi; Ego. Hildepiciis> filius cujuf-
33 dam Tbeoderici una. cum genitrice mea T^c//^^^4 donamusat-
33. que concedimus in eterna traditione prò remedio anime noftre
^ in monafterio s. Det genitricis femperque virginis Marie fito in
33 Aciitiano territorio Sabinenfi ubi & veneraJbilis vir Probatus
33 abbas preefle videtur curtem noftram^ que vocatur Pontianut
33. cum omni Aia pertinentia^ in integrum fimul & curtem noflrant
33 Ceferianum & Papcianum cum cafis coloniciis & tetris vineis
33 filvis fali£lis pratis pafcuis cultis & incultis mobilibus Se immo
33 bilibus iervis vel ancillis colonis vel colonabus aldiis vel aldiabus
33 ficuti nebis pertinent ita omnia in ipfo fanélo monafterio prò
33 anima noftra concedimus a die prefenti .. Similiter & ego Taci"
33 per^a una cum ipfo Hilderico filio meo. donamus atquc conce-
33 dimus in ipfo fuprafcripto monafterio prò anima noftra. rationes
33 proprietatis noftre ideft que michi a genitore meo. Taciperto
3, con-
(i) Quelle fconcordanzr, e quefti (ole- fapevano di Latmo altro , che declinare
cifmi , di cui fon piene cjuefte carré , e un poco i nomi , e conjugare i vcrbf ^
quefti ftrumentr (r attribuifcano' ali'igno- .ma poco bene,
ranza de' notai di quei tempii che noa
..V
^4 DELVESTARARIO
^ contigit cartem jioftiam in Lamiano territorii Sabinenps fimul
9^ & ubi per loca vcl vocabula in finibus Sabinenfibus habere vifa
fum omnem portionem meam in ipfo ùnGto monafteiio pro
mercede anime noftre donamus poffidendam caias vineas terras
y^ filvas prata pafcna eulta & inculta omnia mee portionis in inte-
grum in ipfo fuprafcripto fanélo M. donamus & concedimus pof-
fidenda • Quatinus ab hac die firaia & ftabilis fic in ipfo fan£lo
monafterio noftra donatio & neque a nobis neque ab uUo homi*-
^ ne alienando contradicatur fed femper in perpetuis temporibus
ftabilis permaneat . A6lum in Reate menfe & indiélione fupra-
fcripta • Signum ^ manu Taciperge que hapc cartam fieri ro-
gavit • Ego HildmcHi in hac carta a nobis fa£la manu mea
fubfcripfi . 4^ Ego AdeodatHs Vefiararins rogatus ab Hilderica
& Taciperga manu mea fubfcripii • ^ Ego Lupo rogatus ab
Hilderico & Taciperga manu mea fubfcripfi • Hf^ Ego Hana
rogatus ab Hilderico & Taciperga manu mea fubfcripfi • ^
Ego Trafipertus rogatus ab Hilderico & Taciperga manu mea
fubfcripfi • ^ Ego Allo rogatus ab Hilderico & Taciperga ma-
nu mea fubfcripfi • ^ Ego Petrus rogatus ab Hilderico ^
Taciperga nkanu mea fubfcripfi • 4^ Ego Stepbanus notarius
fcriptor hujus carte poft teftium robor^tionem compievi & de«
di. R«F. n.pi.
Se Papciano mentovato nella riferita carta è il medefimo i
the PacciatM j ne abbiamo pure memoria nel fine dell' undecimo
fecolo in un bel documento dell'anno mxcv. in cui Adamo prete ^
e Giofeppe di Rufticello ambedue monaci del monaftero diF^r*
fa fideicommiflarj di Giordano figliuolo di Sinibaldo y e di Ste^
fania ; il quale Giordano era fiato nipote del fuddetto Giufeppe
monaco ; cedono al monaftero di Farfa tutti i beni , che ellb
Giordano avea morendo lafciato al medefimo , individuandogli co*
fuoi confini di forte . che molto può ferviti un tal documenta
alla topografia di Sabina «
,, In nomine Domini • Anno ab incamatione domini nofiri
)) f^fi^ Cbrifii mille xcv. menfe Aprilis indizione iii. Gonfiai
nos Adam presbiterum & monachum s. Marie 8c Jofepb mo«
nachum fimiliter & Marie 8c filium cujufdam Rufticelli qui
fumus fidei commiflarii cujufdam Jordanis filii quondam 5*/im>-
^y baldi bona fpontanea nofiraque voluntate ab hac die confide*
^, rantes Dei omnipotentis mifericordiam & redemptionem atque
yy abfolutionem anime fupra^ipti /W^imV nepotis mei fuprafcri*
9) pti Jofepb & animarum genitoris illius Sinebaldi & genitrice
^y ejus Sìepbanii Qfluuum^ue parentum fdoruni fimulque nofiro»
yj
9)
7>
ruis
DELLA S. ROMANA CHIESA: p$
^9 rum ut Deus & dominus nofter Jefus Cbrijius faciat nos perve-
)) nire ad illum diem trcmendum futuri judicii ut digni fimus
yy audire vocem defiderabilem quam Dominus dicet • Venite be-
^ nediéli patris mei percipite regnum quod vobis paratum eft ab
9> origine mundi & peccata noftra dimittere Se minuere dignetur
^ & portas paradiii aperiat nobis • Sicuti fuprafcriptus Jordanis
yy in extremo die exitus fui nobis tradidit rogando atque fuppU*
jy cando coram teftibus fubfcriptis & difpofuit ut cartulam prò-
yy prietatis ejus vice faciamus de rebus proprietatis iliius in M»
yy s. Marie quod dicitur in Pbarpba & tibi damne Berarde ve*
yf nerabilis abba tuifque fucceflbribus & ad cun£lam congregatior
)) nem ipfius M. in perpetuum ideft omnes iliius res & terras &
,, vineas quas ufque in ipfam horam habebat & poffidebat jure
), parentum fuoriun five alio quocumque modo in territorio 5*^-
)) oinenfi in ter afiìnes a primo latere rivus qui dicitur Laja a
,, II. latere flumen Maìus a tertio vero latere tcntt Septitnilia^
^% na z. ini. latere Cahntinus , & revertitur in priorem finem »
)^ Infra hos fines vel vocabula quomodo nominatimi pergunt fic
yy concedimus vobis omnem tertiam portionem in integrum • Exce*
jy ptamus ipfum caftelium quod nominatur Collis de Nera cum
9) finibus ìftis defuper carbonaria que eft de fbris pofita de am-
yy bobus lateribus foflata con)un6la fuptus ipfum caftellum cun»
^, muris & carbonariis & edefìciis futs & cum omnibus que infra
yy iftos 6nes concluduntur • Simulque exceptaraus caftellum quod
yy dicitur Foranum cum muris & carbonariis fuis « Alias vera
yy omnes fuprafcriptas res concedimus & conftituimus vobis fupra*
yy (cripti ipfam fuprafcriptam tertiam portionem ficuti fuperius
yy legitur cum ecclefiis dotis cafis cafaliciis terris vineis pomis &
yy arboribus fuis & cum filvis & faliflis fuis tam in montibus
yy quam & in planitiebns cum aquis & locis motendin^ & cum
)) introitu & exitù fuo & omnibus fuperfe vel infra fé habenti-
,, bus in integrum * Similiter concedimus vobis fuprafcriptis unum
lyy petiuoi de terra ad domum faciendam infra fuprafcriptum ca-
^, ilellum de Colle de Nera cum introitu & exitu fuo & cum
.,) omnibus infra fé & fuper fé habentibus a tribns lateribus te-
), nente domno Cencio viro honefto filio quondam domm Cre^
yy fcentii & murus fuprafcripti camelli a mi. vero latere tenen-
yy tes heredes Senioriai & per omnia laterà^ petre fixe • Infra
yy hos fines omnia in integrum vobis fuprafcriptis concedimus • In*
yy fuper concedimus & tradimus vobis fupraferipti in fuprafcripto
yy territorio Sabinenfi in pertinentia de Colle de Nera & in loca
}i qui dicitur Pacciaims vei aliis vocabniis nominatur ubicumque
fS ©ELVÈSTARARIO
petiolum de terra & vinea eulta vel inculta & arboribuS que
adjacere videntur intra confortes & extra confortes intra fines
& termìnos fuos iicuti fuprafcrìpttis Sinebaldus genitor fupra-
fcripti Jordanis per cartulam comparationk acq;Ut(ivit olim a
P^tro filio cujufdam Martini & Maro%,a uxore ejus • Hec om-
nia ficuti Aipra legitur infra omnes fuprafcriptos fines & loca
tradimus in fuprafcrìpto M* & tibi domne abbas tuifque fuc-
ceflToribus in perpetuum ad habendum tenendum & pofTidenduoi
in omni vera deceffione ita fané ut a prefenti die habeatis te-
neatis poflìdeatis in jure dominioqtie vedrò vendicetis ac de-
fendatis • Et neqiie a nobis fuprafcripte res de fuprafcrìpto mo
nafterio aliquo modo aliqnando fubtrahantnr lèd quicquid de
ipfis rebus fuprafcriptis a prefeirti die facere voluerkis & ven-
dendi donandi commutaudi in omnibus habeatis poteftatem &
pleniffimam largitatem • Et fi infurgentes nos fuprafcripti do-
natores & fidei commiflarii ant aiiquis de heredibus nofiris ipfas
fuprafcriptas res de fuprafcrìpto M. contenderimus aut abftu-
lerimus & contra omnem hominem minime antefteterimus ■ vel
non defenderimus vel defendere noluerimus tunc nos fuprafcri-
pti & omnis qui fuprafcriptas res de fuprafcrìpto M. aliquo
modo auferre temptaverimus fufcipiamus judicium Dei fine mi-
fericordia & habeamus anathema a cccxviik patribus fandis
qui Nicenum concilium fecerunt Se fan6los canones ftatuerunt
& in fanSa fcrìptura teftimonium reddiderunt ^ Itifuper ipfas
res fuprafcriptas duplas & melioratas in fuprafcrìpto monade-
rio refiauremus & hec carta donationis vel concelfionis femper
habeat fiabilitatem • Quam in prefentia illuflrium virorum Ja^
hsnni notario fcribendam tradidimus atque fcribere fponte ro-
gavimus • A£lum in territorio Sabinenfi . Feliciter • ^ Ego
fuprafcriptus Adam presbiter & monachus & fideicommiflfarius
fuprafcripti fordanis qui hanc cartam donadonis & conceflionis
fieri rogavit & manti mea fubfcripfi . 4^ Signum manus fupra-
fcripti Jofepb donatoris & fideicommiffarii qui hanc cartam
conceflionis fieri rogavit « 4^ Tedemarius de Ge%pne teftis ^
4^ Johannes Hugolini tefiis • 4^ Baronceilus clericus teftis .
4^ A't^ de Hilpirim tedis • 4^ Arnolfus de Spoleto . 4^ Gua*
tengo de: Bonohomine . 4^ Ego Johannes notarius Dei gratia
cbmpkì^i »^R.' &tn.ii44«
I •
Final'
(i) InToTcano» Ccoome (opra fi è ao- cabolarìo della Cnilca. Ma in opere oo«
cennato , fiat davanti ^ vale fiat malleva* sì vafte » ed immen(è non fi può
ifoiT» boDÌchi^uefta fraft omiia adVo» aè iovrenicfi di tutto*
DELLA S. ROMANA CHIESA. 97
Finalmente fi fottofcriflè ancora il Veftarario Adeodato ad
urna carta dell' anno dcclxxvii. in cui Gemmolo ^ ed Erfemario
figliuoli di Rodemareno donarono allo fteiTo Probato un loro ter«
reno in Toligiano , perchè il monaftero vi facefle una forma ^ o
condotto da condurre l'acqua , la quale potefs'eflere lunga quant'era
il podere , e larga quanto bifognalTe •
^, In nomine domini Dei Talvatoris noUri Jefu Cbrijii . Re*
jy gnante domno tìoììto Karolo viro excellencif&mo rege Franco'
5, rum & Langobardorum anno regni' ejus in Italia Deo propi-
I, tio HIT. fed & temporibus domni viri gloriofi Hildepnmdi fum-
^y mi ducis ducatus Spoletani & viri magnifici Rimonis gadaldii
), civitatis Reatine menfe Februarii per indi£lionem xv. Ego
,, Gemmulus & Herphemarius germani filii cujufdam Rodemare*
yy ni fana mente & integro confilio prò mercede & abfolutione
I) animarum noftrarum donamus in monafterìo s. Dei gen. Marie
^, fito ìnAcutiano ubi & Probatus abbas effe videtur terram in
^ Toligiano ubi formam ad aquas ducendum facere debeatis in
yy longum quantum ìpfa terra efl: & in latum t]uantum ad ipfand
,, formam opus eft faciendutn • £t fi arbor in ipfa forma conve-
yy nerit ' licentiam habeatis ipfas arbores incidenti evellendi qiia-
yy liter in ip(b fanflo M. opus efl • Quatmus ab bac die firmum
yy & (labile fit donum nofirum in ipio fando M. 9c neque a no-
yy bis neque ab ullo herede pofteroque noflro aliquando con tradì-
yy catur • Aélum in Reate menfe & indì£lione fuprafcripta • Si*
yy gnum 4^ 4^ manuum Gemmkli & Herphemarii donatorum qui
yy hanc cartam fieri rogaverunt • 4^ Ego Gifolphus fculd. manu
yy mea fubfcripfi • ^ Ego Taco manu mea fubfcripfi « 4^ Ego /
,) Gaiprandtis manu mea fubfcripfi . 4^ Ego Godifcalcus manu
3, mea . 4* Ego Johannes manu mea . 4* Ego Adeodatus Vefìa^
yy rarius marni mea fubfcripfi • 4^ Ego Stephanus notarìus fcrr-
yy ptor hu jus carte poft teftes compievi & dedi • R. F. n» 1 20.
Giovanni Vefiarario . Quefli fi fottofcrive l'anno dcclxxviik
ad una carta , con cui Ebremondo di Gilione dona al monafiero
di Farfa la porzione ^ ch'egli gode del cafale chiamato Atriano
{K)no in Sabina .
)) In nomine domini Dei falvatoris nofiri Jefu Cbrifii % Re-
yy gnante domno nofiro Karolo viro excellentiffimo rege Franco^
yy rum atque Langobardorum anno regni ejus in Italia v. fed &
yy temporibus viri gloriofi Hildeprandi fummi ducis ducatus Spo^
^y tetani & viri magnifici Rimonis cafialdii civitatis Reatine men-
N „ fé Au-
(0 Cioè iincMtrh
9» DEL VESTA RARIO
^* fé Augufti indizione i. Ego Hebremundus filius cujufdam CT/-
,, lionis lana mente & bona voluntate mea prò remedio anima-
^ rum noftrarum dono trado atque concedo in etema traditione
^ omnem meam fubftantiam in Mt s. Dei genitricis Marie (ito
jj territorio Sahinenfi loco qui vocatur Acutianus ubi Probatuì
,) abbas prefens efle videtur confirmo omnem portionem meam
^ de cafale qui nominatur jffrianus in territorio Sabinenfi quanta
9) michi a barbano meo Fulcnalda vei germano meo Giliodoro
)) in partem contingit calas terras vineas (ilvas olivas poma &
,, eulta vel inculta omnia in integrum » Portiones noftre tradimus
jy poifidendum prò anima nodra in ipfo fan6lo M«. ut neque a
yy nobis neque ab uUo podero noftro aliquando contradtcatur fed
\y femper hec firmiflima permaneat noftra donatio • A£lum in M.
)^ s. Marie menfe & indizione fuprafcripta • Sigoum ^ manu He^
^, bremundi qui hanc cartam fieri rogavit • ^ Ego Ufualdus ma*
9, nus mea » Signum ^ manu Laponis cognati ejus teftis • ^ Ego
^, Teudemundus fculd. manus mea » ^ Ego Jobannes Veftararius
,, manus mea » 4^ Ego Tbeaferiits indignus presbiter Òr m(7;itf*
99 chus fcriptor hujus carte poft omnium teftium roborationem.
), compievi & dedi . R. F. n. 135.
Di quello luogo di Sabina detto Atriano abbiamo memoria
in un' altra carta fcritta pure in Sabina da Giovanni notajo An-
no ab incamatione domini nojiri Jefu Cbrijii mille lxxxiii. in
menfe /unii Indizione v. Quivi Benedetto prete , e Giovanni fi-
gliuoli del fu Giovanni , e Ruftico figliuolo del fu Azpne cedono
a Berardo abate di Farfa un terreno della mifura di un moggio^
un feflario 8c rafum nel territorio di Sabina nei luogo detto Afria^
nus qui fiipranomen Urbana vocatur confinante da due lati con i
fuddetti , dal terzo coir erede di Berardo di Landolfo ^ e dal quar«
to col podere di Carboncello y e con i beni di s. Maria , rice»
vendone dal monaftero altro terreno nello fteflb vocabolo • R. F»
n.io82«
Adeodato ^ e Giovanni Veftararìo 7 Ambedue li veggo fot*
tofcritti in una carta dell' anno dcclxxxv. in cui Romoaldo di Or^
fo dona al monaftero di Farfa ^ di cui era abate Alperto , la fua
porzione in Aufigiano colia porzione della chiefa di s« Lorenn:^ po-
lla nel medefimo luogo »
yy In nomine domini Dei falvatoris nofÌTìfefu Cbrifti . Re-
)9 gnantibus domnis noftris Karolo & Pipino filio ejus excellen*
^^ tiflimis regibus Francorum atque Langobardorum & patriciis
^9 Rom^norum anno regni eorum Deo propitio in Italia xiiu & v.
^ ied
DELLA S. UOMAKA CHIESA. pp
^y fcd & temporibus domni viri glorìofi Hildeprandi fummi ducis
yy ducacus Spoletam pfino ducatus ejus in Dei nomine xiii. ' feu
yy & viri magnifici Rimonh caftaldii civitatis Reatine menfe De-
jy cembris per indi£lionem ix. Ego Romuatdus fiiius cujufdam
5> ^>!y^ bona voluntate mea & integro confilio confiderans huma*-
yy nam fragilitatem offero me in monaflerio fanfte Dei genitricis
yy Marie femperque virginia quod fitum eie in Aeutiano ubi &
,, ^Itpertus abbas eflè videtur cum omni mea portione in Anfi^
yy giano vel portionem fratris mei quam ab ipfo in cambio re-
), cepi & portionem meam quam ei dedimus in Reate cafas vi-
9, neas terras (ilvas olivetum cultum vel incultum feu & portio-
yy nem meam de ecclefia s. Laurenfii 8c omnia in integrum quan-
9) ta in eodem loco habuimus & portionem meam & fratris mei
^y in integrum offerimus in ipfo lan6lo pio loco • Sub ea videlicet
^y ratione me in ipfo fan6to loco offero ut diebus vite mee in
yy ipfo fanélo loco monafticam vitam debeam agere ficut & alii
,^ monachi • Quatinus ab hoc die firma & flabilis fit in ipfo fan*
^, £lo loco noftra oblatio & neque a nobis neque ab uUo homi-
,, ne aliquando contradicatur fed omni tempore ftabilis permaneat •
), A£lum in Reate menfe & indi£lione fuprafcripta . Signum 4^
), manu Romaaldi qui hanc cartam fieri rogavit • 4^ Ego TeU"
,, demundus fculd. manus mea • 4^ Ego Adeodatus Vefiararius
,, manus mea • ^ Ego Lupo manus mea • ^ Ego Johannes Ve^
yy Jiararius manus mea . ^ Ego Opteramus manus mea • ^ Ego
yy Opteramus notarius fcriptor faujus carte ex di6lo Rimonis ca-
)) (laldii compievi & dedi. R. F. n«i55*
Se il fuddetto Adeodato fia il medefimo ) che fi è veduto
fopra vent' anni indietro , cioè neir anno dcclxv. non è fiicile il
poterlo ftabilire • Veg^endofi però , che nello fteflb tempo con
quel titolo di Vefiarario fioriva Giovanni fi può fofpettare y che
cfiendo Adeodato invecchiato gli foife come coadjutore furrogato
il fuddetto Giovanni.
M A ] o R A N o prete y e Vejiarario . Fioriva quefti nell' an«
no Dccciii. in cui nel mefe di Ottobre egli come mefib del pi-
fcopio Reatino intervenne ad un cambio di beni y che fece Teu-
derado vefcovo di Rieti con Giovanni abate di Farfa . Quel ve-
fcovo cede al monaftero un mulino in Parraria con dodici mog-
N 2 già
(i) Quefto firn 9 che s^incontni fpefle o poco meno^ che fi dice anche nelFan^
Volte in quefte cs^te così fpezzatOi efeiH no 13. ^ in quel tomo y che nella carta
sa relazione 9 dubito » che voglia dire : lèguentc fi dice plus mmus •
• m cìrcgf cioi nell'anno 13. poco più»
loo DELVESTARARIO
già di terra confinanti da un lato con la ftrada pubblica , da un
altro co' beni del monaftero di s. Salvatore ( oggi detto Màggia^
re ) dal terzo lato con quelli di s. Euticio , e dal quarto con un
rio ) e ne ricevette in cambio un terreno pollo in Valle fotto il
colle di s. Martino di moggia fei confinante da una parte co' be-
ni di s« Elia , e d' Ildebrando ^ e da tutte T altre col congrego
del pifcopio Reatino •
., In nomino domini Dei falvatoris noftri Jefu Chrifiì . Ka-
), roli divina ordinante providentia imperaroris augufti anno im-
,) perii ejus in Hitalia ii. in. mi. die infrante menfe Oélobrio
3, per ind. xi. Conftat me Teuderadum s. fedis Reatine epifcopum
,, concambiafTe vobis Johannes abba ex monafterio s» bei geni-
,, tricis femperque virginis Marie fito Sabinis in loco qui dicitur
^, Acutianus per conlenlum & voluntatem (acerdotum ipfiusepi*
^, fcopii noftri idefl res juris proprietatis ipfius epilcopii noltri quod
), ed molinum in loco qui dicitur Parraria ante ipfum molinurn
^y per menfuram pedis publici modiorum duodecim plus minus ab
yy uno capite & per medium vadit via pubiica pedcm tenentem
), in terra de monafterio domini Salvatoris de una parte eli ter-
yy ra de ecclefia s. Euticii & de alia parte decurrit rivus % Iplum
^y molinum £c alveum cum ipfa fuprafcripta terra & infra ipfa
yy defignata loca cum omnibus intra fehabentibus yobi^ Johannes
yy abba ad partem prediéli M. veftri in integrum in cambium de-
), dimus • Unde recepi ego qui fupra Tbeuderadut epifcopus una
yy curo fecerdotibus ipfius epifcopii nofiri a vobis Johannes abba
)9 per confenfum & voluntatem monachorum congregationis ipfius
yy M. vefiri idèft vineam & terram veftram que eft juris & pro«
jy prietatis M» vefiri quam habuiftis in Valle fuptus coUem s. Maìc^
^ tini kb ilio oliveto que eft unum tenimentum h inter ipfaoi
), viam & terram per menfuram pedis publici plus minus modio-
^ rum (ex de una parte terra s. Helie & terra Hildeprandi &
yy ex omni parte ed congregum prediéli epifcopii noftri • Ipfam vi-
yy neam Se terram infra ipé defignata loca cum pomis & arboribus
,, iuts 8c cum ipfas vites que ibidem piantate funt cum omnibus
9^ aliis intra fé babentibus nobis Teuderado venerabili epifcopo
,^ ad partem predf6lf epifcopii nofiri in integrum in cambium
^^ reddidiftis . Et fupev ipfum cambium acce(K:runt & interfuerunt
jy mifli noftri pontificis ideft vir venerabilis Majoranus presbiter
,) Ó* Vefiararsus & miffus verter a parte prediéli monaflei^ ve-
yy Ari idefl vfr venerabilis Tento presbiter & monachus & mif-
yy fiis judìcrs ideft Albertvs & trcs viri idonei ideft Scaptolfttf
^) & Adelbertus nec non & Arduinus ad ipfum cambium provi-
>> dea-
y
DELLA S. ROMANA CHIESA. roi
)) dendum • Et dum reverfi fuiflent & nobis renuntiaflènt quod
^y ipfum cambium quod ego Tender adus epifcopus vohh Johannes
3, abba ad partem prediéli monafterii veftrì dedi quia plus erat Se
^y illa die melioratucn ' paruit elTe Se ad congregum predi6li mo*
^y nafterii erat & hec conimutatio legibus fieri poterat » Qtiatinus
^y ab hac die firmum & (labile fit inter nos cambium noftrum Se
jy nunquam a nobis neque ab ullo fuccefTore noflro vobis Joban^
-^y nes abba leu fucceflforibus veftfis vel in fuprafcripto monafterio
yy iplum cambium aliquando contradicatur • Et Si ego Teaderadus
^y epilcopus vel quicumque de fucceflforibus meis contra vos aut
yy iucceffores vellros vel ipfum M. de ipfo cambio caufare aut re-
yy totlere vel nìinuere aut corrumpere quefierimus aut ab alio ho*-
,, mine minime defenderimus promittimus vobis feu in fuprafcri-
jy pto M. penam coUigatam componere aurei * mancofos centum
,, & hoc cambiuqi in fua conltet firmitate quia inter nos fic
yy convenit . Quod vero cambiuoQL rogatus a domna Tenderado
yy epifcopo icripfi ego « r r »
yy jj^ Tbeodradui humilis epifcopus in hoc cambio a me fa;-
jy £lo manum mifi • 4^ Ego Majoranus humilis presbiter & Fé'
» Jiararms Se miflTus pontificis confenfi & manum mifi . ^ Ego
yy AdelbevtHs miflfus judicis interfui & manum mifi . 4^ Ego AdeU
9, bertus interfui » 4^ Ego Gaido archidiaconus confenfi & fub^
yy fcripfi • Ego Giiidericus presbiser Se primicerius confenil Se ma.-
^ num mifi • 4^ Ego TeMo humilis monachus confenfi & fub^
,9 fcripfi • 4^ Ego Bonipertus archipresbyter confenfi Se manum
^ mifi • 4^ Ego Arduinus interfui Se nunu mea fubfcripfi . 4^
jy Ego Adelbertus indignus presbyter confeafi Se manum mifi . 4^
^y Ego TbeHpbanius manufcripfi . 4^ Ego Campo manum mifi •
^y 4^ Ego Gaidemar'iHs manum mifi . 4^ Ego Statius ounufcri^
» pfi • 4^ Ego Gaiderifius^ manum mifi R. F. n.34i..
Quefto vefcovo Teuderado è mentovato nella cronica di Far^
fa y ove però non fé ne aflègna il' tempo precifo« \1 Ughellt non
ne ha fatca alcuna menzione , e ponendo egli un certo Colo all'ann-
uo DcccLiii. fi dovr^ per T avanti riporre dopo di lui queflo Tevir
derado. Del luogo chiamato P^/rr^r^ fituato nel territorio di R/^^
// troviamo memoria anche dugent* anni dopo in* una carta , che
jqu\ fono per riferire dell' anno mxxvi^k. in cui Maifredo di Got^
tifredo dona ad Ugo abate di Farfa beni nel territorio fuddetto
in luogo detto Parrara ^ ,, In
(i) Donde ha origine il noftro Italia-^ /ms votd(é (Vinificare unar moneta , che
no parve . ^ ne comprendeiTe un numero determinato
(z) Mangqfo fi dice ^ dagli uccellatori di monete più piccole • ( fi può vedere
una quantità d^uccelK in numero comi»- il Dufitfhe • )
nemeiite di ^o* Fuò eflère ^ che JManc^
loa D E L V E S T A R A R 1 O
jy In nomine Domini noftrì Jefu Cbrifii . Ab incarnatio^
9, ne domini noftri anno miliefimo xxviik menfe Januarii in-
,, dizione vini. Gonftat me Maifrtdum filium cujufdam Got^
yy tefredi de ducatu SpoUtano bona & fpontanea mea volun-
yy tate propter nomen domini vel remedium anime mee & gè-
,^ nitoris mei ut dominus de peccatis & malis nos liberet &
9, mereamur audire vocem domini dicentis venite benedi£li pa-
yy tris mei percipite regnum quod vobis paratura eft ab origi-
yy ne mundi • Ideo donamus & tradimus atque concedimus de re-
,) bus tioftris in M. & Marie ^e comitatu Sabinenfi in loco qui
yy Acutianus ubi preordinatus eft domnus Hugo humilis abbas •
yy Hoc eft res ipfas in territorio Reatino in loco <]ui nominatur
yy Parrara terre petiam unam per menCuram modium unum &
yy feztarìum unum faabentem fines de uno latere viam de alio la-
9> tere terram fuprafcripti M. de iii. latere rigus de mi. latere
5) terram Aie clerici & omnia infra fé vel fuper fe^habentia
yy cum introitu & exitu fuo qualiter fcrìptum eft donamus & tra-
9) dimus atque concedimus in fuprafcrìpto M. in perpetuum ad
yy habendum tenendum pollidendum & quicquid vobis veftrìfque
9) fucoeflbribus oportuerit de ipfis rebus faciendum & omnia que-
9> cumque vò)|ierìtis te hoc repromitto ego fupralcriptus Maifre^
9> dus ut fi de ipfis fuprafcriptis rebus pojfidearinm fecerimus &
9> ab omni homine defendere non potuerimus aut noluerìmus aut
)> ìftam cartam falfare voluerimus aut cum alio faomine coUìdium
)> fa£^um habemus aut in antea fecerimus aut infringere vel cor*
99 rumpere feu minnere quefierìmus vel per nos vel per fummif-
9, fam aut antepofitam peifonam per qualecumque ingenìum obli-
9) go me Se meos heredes componere vobis •veftrìfque fucceflbri-
yy bus in fuprafcrìpto monafterio argenti folidos centum & carta
)9 ifta firma & ftabilis permaneat ufque in perpetuum « Unde prò
)9 ftabilitate veftra A%pnem judicem ic notarium fcribendum ro-
99 gavimus • Adum in Reate menfe & indi£lione fuprafcripta ^
99 fignum manus Maifiredi qui banc cartam fieri rogavit ^ Dada
99 vicecomes teftis ^ Anaftafius teftis 4^ Eretta teftis ^ . Ego
99 qui fapra A'tp judex compievi 8c finivi « R. F. n.^pi.
Fino a che tempo poi durailero fuflfeguentemente i Vettara*
rii nella chiela Reatina y non mi è noto per mancanza di monu-
menti : Certamente che nella defcrizione delf archivio, della cat«
tedrale di Rieti y fatta Tanno mdcxxxviii. da Cabbriello Naudea
Parigino per ordine del cardinale Gianfraneefco dal Bagno vef-
covo di quella citik y pubblicata poi in Rama prefib Ludovico Gri^
gnana neir anno mdcxxxXì non ho trovato alcuna menzione de*
VeJU^.
DELLA S. ROMANA CHIESA; lo^
Veftararj . Egli è perà vera , che nelleftratto , che quei fece delie
carte , non tenne alcun conto, de^ teftimon>, che intervennero ^
quando furono ftrpulate y onde rimane il dubbia y che fm quefti
ve ne poflk eflfère ftata alcuna fregiata del titola di Veftarario ^
e perciò non fark affatto inutile y, che qualchf dotto , e curiofo
Reatina ne faccia, la. ricerca, per rendere piit pingue y che fia pof*
iibile^ la notizia de*^ fuoi antichi Vejtarari ^
Prima ^ che ia nai didacchi da'* monumenti Farfenfi y non
poflb contenermi di non prefentarvl ancora 1*^ antica epitafio y che
fu pofto. a Sicardo abate di Farfa ,. da me fortunatamente fco-
perta neir occadone di rivolgere un codice del nona fecola in fo«
glia grande membranacea contenente varf atti di Santi y e varie
omelie de^ ss*. Padri y che fi leggevano probabilmente da que' mo-
naci nelle folennitk dell' anno ^ Dopo- le lezioni y, in cui fi narra-
no le geda di s^TommaJo primo abate del monaftera di Farfa^
fi riporta ivi la ferie degli abati ,. che gli fucceflero fina al de-
cimoquarto^ che fu Ilderico , il quale , feconda gl'antichi cata-
loghi y incominciò' a governare 1' anna dcccxlvik. Anteceflòre di
quella Ilderico fa Sicardo y il cui epitafia è il feguente preceduta
da un betiiflìma elogia ia profa. aflàt pi& ampio di quello ^ chft
abbiamo^ di tal foggetto nel cronica Farfénfe m
yy Tertius decimus; nempe huic. monafFerio; in regunine fan-*
^ &o prefùit abbas. sichardus., qu£ longe lateque exempluni bo-
yy ni certaminis: cun£lis; per omnia oftendit ad augmentunt quo-^
3^ que hujus loci atque habitantrun^ ficut fpiritalia (ludebat aedi-
^. ficia conRruere ita 8c teniporalia dilfgen ter accomodare non ne-^
yy gligebat «. Nam^ oratorfum hoc. quod cernimus in honorem, da*
jy mini Saluatoris ad jìinfluni ecclefie fan£le Mariae ipfe conftrn-
yy xit cum* fcripta deorfum ubi corpora fanfiorum Falentini Se
yy HyFariì martyrum de Tufcie- partibus. translata cum» coroore
yy fandi AUxandri fanéle Feliciratis filli conjunéla honorifice Urpe*
yy livir ^ Multafque alias^ aeccTefias: per diverfa loca iftius. mona*^
^y fterii 8c antiquas (luduir reaedificare de(ìru£las. &: noviter plu-
yy res< conftruere ceu ufque hodie apparer*. Alia quoque multa bo»
y^ na huic: loca acquifi'vit lucra •. Scilicet terras: ornamenta diver-^
3^ (a aecclefiaftica & alia innumerabilia .. Ita ut pene nuUus fuo-
^ rum praedeceflbrum* illum in hocfupergrederetur. Quemadmo-^
9^ dum in epithaphio' illius memorie fciri poteft • Nam de illius:
yy converfatione atque regiminis. acceptione nec non &. nativitace
^ 8l tranfitu ita inibi legituTr
HOC
I04 DEC VESTÀRÀRIO l.
HOC lACET IN TVMVLO VENERABIUS ABBA SICHARDVS
GOENOBII SÀCRVM QVI BENE GESSIT OPVS .
HVNC DEVS ADSCIVIT IkiIATERNO VISCERE SEPTVM
HTEMMI^ CONSORS VATIS VT ESSE QVEAT.
NAM GENITVM MVNDVS NEC OVM COGNOVERAT ILLVM
SPONDET HVIC TEMPLO lAM SED VTERQVE PARENS .
HAEC LOCA PRVDENTI CONSTRVXIT ET ORDINE MIRO
COMMISSVMQVE TRVCI CAVIT AB HOSTE GREGEM.
PRO QVO OyiSQVE LEGIS NON CESSES MENTE BENIGNA
FVNDERE VbTIVAS NOCTE DIEQyE PRECES
ANGEUCAS INTER MEREATVR VT ESSE COHORTES '^
MORTEQVE DEVICTA RBGNA TENERE POLI .
NAM QVATTVOR DECIM ANNIS AC MENSIBVS ijyiNQVE
DIEBVSQVE DECEM HVIC PREFVIT CONGREGATIONI
OBIIT VERO QVARTOOECIMO KL OCTOBRIS
In un catalogo degli abati Farfenfi fcritto fu ia fine del fé-
colo undecimo y e pofto in fronte del codice dell' enfìteufì cos'i li
legge di Sicardo , Sicharàus presbiter , & abbas praefuit anna
Domini Dcccxxxii. Ora ritorniamo a Veftararj .
Ne' monaderj più antichi , e pia cofpicui del noftro ordine
fi trovano pure i Vefiararf , il cui officio però confifteva comune-
mente nel provvedere le velli a' monaci , nel quale lignificato fi
olfervano ancora le •vejiararie ne' conventi antichi delle monache •
Non cos\ però lì può dire de* monaflerj di Roma , ne* quali il
vejiararie aveva altresì in confegna ti dcnajo , e le cofe più prezio-
fc . Giovanni diacono della Vita del noftro s. Gregorio magno «
racconta , che mentre quefti dimorava nella Cella nova , cioè nel
monaftero di s. Sabba , prefentatofegli per la terza volta quell'an-
gelo in forma di naufrago per elfere da lui foccorfo , egli fé veni-
. le a fé il Veftarario , e fent\ da quefto , che nel vejiiario non
vi erano più monete , e ricercatolo poi fé peravventura vi era ri-
mafa alcuna vefte , o qualche vafo , fentl , che vi era tuttavia
una fcodella di argento , con cui la madre del Santo foleva fargli
avere de* legumi : Ubi bunc de more quadam fcribentem Angt-
lus Dei reperiensy mifereriftbijidetiferfubbabitu naufragi po'
Jiulabat , cui Gregwrius ex infimo corde comùafiens , bis temis^ nw
mifmatibus datis abire praecepit . Nee multo poft eadem die idem
naufragus rediif fequc multa perdidijfe , pauca vero fufcepijfe per"
bibuit,
(i) Lib. I. cap. ip«
DIELLA S. ROMANA CHIESA. 105
J^iiuif • A quo pari modo fenis numifmatibus fumptis latabundus
aòfcejjit . Sed aie tertia rediens identidem ndfutorium naufragus
impòrtunis vocibus requirebat • Cui iiberaliffimus pater accerjita
VESTIARIO (iìc) alia fex nunifmata dari pracipiens , cognovit in Tje^
fiiario nibil numifmatum unde pojjet confolari nanfragum remanr
fiffe • ^id faceret nefciebat. Mpuabat Deo devoti peBoris pie^
tat non fufferens vacuam proximi reliquijfe miferiam ^ Rmfus
VBSTiARiUM ftéum fi fort^ vas qmdlibet aia vejiimentum baberet
interrogans , audrvit nil penitus remanfiffe prater ma tris argen^
team^ quae cum infufis leguminibus mitti foli t a erat , fcutelfam;
Mox atacrior faBus^ ErgOy inquit ^ frater banc defe^Ty ne triftis
abeat qui confolari quarit pauper &c^
Quindi ti fcorge , che il Veftarario diqucfto monailero non
differiva nelle fue incombenze gran cofa dal Vejiarario della chier
fa Lateranenfe , poiché il fuo officio non fi raggirava folamente
intorno alla cuftodia delle vefti •
Quefto fieflb fi può dire del Vejiarario della chiefa Cajfinenr
le , il quale avea altresì beni, e vaflfalli a parte di Aia ragione^
<di fortechè (i vede , che era ftato iflituito anch' egli ad imitazione di
t[uello della chkÙL Latéranenfe.l?nffo il noftro GattolaTM.pag.SSi^
t)ve fi accenna ciò , che ciafcun officiale del monaftero Cajfinen^
fé dovea fare fecondo una notizia «ratta da un codice éi Leene
-O/iienfe ripulito da Ambrogio Camaldolefa y vi fi dice del Ve^
ftatarìo : Feftararius reparare debet curare cimiteria balnea ver
Jìiarium &c. e non foggiiuige altre incombenze ^ che forfè gli
•erano addoflàte^
Avea altresì beni , ficcome ho detto , che poffedea a parte ^
« di più anche vaflfalli y come ben fi ricava dal feguente docu-
mento deiranno mcclxx. riferito dal Gattola^^zg. ^oS. T.iii. ii
-quale dice y che fu rogato dal notajo Pietro da s. Vittore a dì 5.
<li Gennaro .
yy Nos frater Mattbneuf de Miniano monachus & veftarius
* ^y Cajtnenfit nobifcum habendo Nicolaum Acétum judicem caflri
3) s. ViSioris prefentis inftrumenti ferie declaramus quod Bartho^
^y lomeus Ravello filius magifiri Gualterii de Ravello ad noftram
^y prefentiam veniens expofuit coram nobis quod fui propofitum
yy efl: domicilium fuum Ravelli relinquere & «ncolatum facere &
^y habere in terra monafierii Qaffinenfis videlicet in cadrò s. Vi'
\yy Boris & facere cautelam iigii homagii ob reverentiam & de*
yy votionem quam in eodem monafterìo gerit & devenire vaf-
^y fallus fpecialiter vi?^tfr// CaJJinenfis^ rcddere vefiario annua-
~ .. tim
io* DELVESTAltÀRIO
jj tim ift perpetuunt grana aurea duo nomine cenfus: Scc«. in r^
yy cognitionem homagil fuprafcriptt ^ Propter quod fupplicavit ha^
^y mUiter ut ipfuoi in dominia & fub doaunìa ejufdeni i^eftarii
yy recipere deberemus & concedere ut nullum aliud fervitiuoL per-
,, fonale vel reale aut redditus. aliquis. a nobis. vel a noftris- pofte-
,^ ris vel ab alio aliquo requiratui nid dua grana auri fupralcri*
yy pti •. Nos autent confideiantes devotionen tui prediéli Bartbo^
^y ìomei ac utile facere & bonunt acquirere vafllallum unirne ve*
yy Jìario Cajfmenfi te ipfuot in dominio & fub dominia ejuldem.
9> 'vefiarìi recepimus^ concedentes. tibi & tuis. heredibus in perpe-
^y tuum ut'nulhini fervitium perdonale veL reale nuUus quoque
yy redditus. a te vel a tuis^ heredibus. a nobis- veL noftris. pofteris
^y aut ab aliqua alia requiratur nifi, dua gtana aurea foprafcri-
^y pta &c» &. decimas^ confuetas fuprafcripta monaderia fecundum;
yy quod confìietuffL eft per totani abbatiam reddere &c^
In una inquifizione y che fu &tta a' io. di Dicembre deir
anna mcclxx- di; ci^ y che il dovea dagli uomini della terra di
%^ Pietro al monaftera Cafjinenfe un certo Pietro di Guglielmo^ y
eflendone interrogata difle^ che fra gli altri pefi., ch^efll aveana^
imo era , quod aliqua nfolendina efufdetn capri deèent cenfun^ cui-
ria Caffmenfi & atiqua vESTARia CaJJfnenfi fecundum quod cotir
tinetur in inft rumentis^ eornm • Gattola pag.j^o. ivi ».
Si fona perdute le memorie degU antichi /^^^r^r/ Cafllnenfi.
Il primo ^ che ci compariica j^tttio Pietra diacono* nella fua con*
tinovazione allacrc^iica Òì Leone Ojiienfe ^ è Amfreda Fejiararioy
il quale Tanno ucxxxviu in circa fu uno della comitiva de' pia
rifpettabils Caffmenfi y che accompagnarono Rinaldo eletta abate
di' quel (aera mpnaftera y allorché andoflene a ritrovare Lotario
imperatore a Melfi ^ ove dimorava pure papa Innocen^p IL Quivi
fi prctcfe y che que' monaci foflero incorfi; nelle cenfure , perchè
aveflero aderito at partita dell'antipapa Anacleto , e la cofa non
fu mefla in chiaro , fé non che in un placito ivi tenuto ^ nel qua-
le per la parte del mon3,ttcto> Cajpnenfe furono prefcelti a difpu**
tare , lo fteflb Pietro diacono^ ed Amfredo genere Anglus vir elo^
quentifftmuf , il quale credo y che non fia diiierente da Anfredo
Vefiarario mentovato nello fteflb luogo della cronica ; poiché fra*
monaci , che erano ivi andati y non vi era altro Anfredo , che
il Vefiarario ; il quale altresY nello fteflo placito infieme con Ber*
tolfo cancelliere dell' imperatore y e Bertolfo manfionario furono
deftinati/;ir^r^re/[i, credo io, per ridire nella lingua jReimiiiM ciò,'
che da' Tedefcbi fi pronunciava nella loro Teutonica . Quefta
contef a terminò poi y che per torre tutti i dubbj l'abate Rinaldo
co*
DELLA S. ROMANA CHIESA. 107
ip^ fuoi monaci predarono pubblicamente obbedienza al pontefice
Inriocem^^ deteftando la temeiaritk, e pervicacia dell'antipapa
\4nacleto^
Un Giovanni Vejiàraria CaffJMtnfe il trova fottofcritto In un
privilegio^ che Rtjffredo abate di Monte CaJJino concedette agli
uomini del feudo ai Fella ai 1 5. di Gennajo dell'anno mccvii. e
il riferifce dal Gattola a pag.284. del T.IIL
Un altro Giovanni Vefiarario del monadero CaJJinenfe (i
vede pure fottofcritto agli undici di Marzo dell'anno mccli. in
uno frumento rogato da Oddone notajo di S. Germano ^ in cui ^n-
drea cellera jo CaJJinenfe , coli' aflìftenza di Rinaldo giudice , ed
avvocato del monaftero , non offendo ben certi ^ fé le due chiefe
di s. Benedetto di Venafro , e di s. Benedetto in Villa di Vena-
fro foflèro pet lo addietro fempre ftate del cellerajo Caffinenfe y
il quale pure avea beni e vaifalli a parte , permette che l'abate
'Giacomo del xjuondam maéflro Pietro Domm Tbeodini de s.Ger^
mano ^ che n'era rettore ^ pagafle il cenfo di due t>nce d'oro ogni
anno nella folennitk della dedicazione di s. Benedetto non al celle-
rajo , ma al monaftero^ e convento fteifo ^ Monte C affino. Gat"
tola T.II. pag.435.
Nel MccLxx. abbiamo giìt veduto , che Vefiarario CaJJinenfe
€ra Matteo^
Raimondo Vefiarario Caffinenfe ^ ed anche pre pollo di sJ^ie-
tro Imperiale di Taranto fioriva nell'anno mcccxxvii. in cui agli
Qtto di Decembre ei fi fottofcrive ad un accomodamento, che fi
fece fra Raimondo vefcovo di Monte Caffino , e Leonardo vefco-
vo di jiqiiino^ circa l'elezione dell'arciprete di Piedimonte » Gatto-
la T.iii. pag.404«
Dopo di quefto non ho ritrovato alcun altra notizia di lbg«
getti , che occopaffero quello pofto ^ Egli è però certo , che conti-
novo ad eflfervi nella chiefa Caffinenfe fino almeno dopo la metk
del fecolo xiv» con tutte le fue giarifdizioni , le quali non erano
picciole : Andrea abate di Monte Caffino volendo Tanno mccclxxi.
che fi poneffe in chiaro tutto ciò , che apparteneva alla giuri(di«
zione e dominio di quel monaftero ^ commife a Giovanni di VaU
leregia monaco e orepofto Pefcularum il ricercarne in tutti i luo-
ghi , e circa il Vefiarario e vefiiario Caffinenfe fi ritrovò , quanto
legue: In Caftelnovo Caftrum spfnm curn fortalitio & pertinentis
fuis efi univerfaliter officii vestararii Caffinenfis • Item diBum^
afficiitm babet integram decimam in totò territorio Cafirinovi
videlicet grani bordei milei fabarum (ff farrorum .
Nei caftello di s« Giorgio : Cafirum ipfum totum efi officii
O 2 VBSTA^
log DE L V E S T A R A K I O
vESTARh Cafinenfis praefer fpiritmlitafem quae pnp'met ad ea^
meram Cafinenfem .- Itein. qtiod omnes dg dicto cafera debem deci*
matn d/Bo officio vejiarii de ^rano bordeo mileo fabis Ò' fpelta
et farris^ & d« omnibus fenunibus et de vino ex confuetudsnt
antiquata ^
Hel camello di s. An^o dì Teodice : Caftrum ipfum s. An^
geli e/i affidi vejiarii C<^tnenfis cum furibus & pertinentiis fuis»
Item quod bomines^ omnes diBi cajhri tenentur annisfingulis offi"
fio ve/iarii de omnibus pojfeffiontbm eòrunk terraticum grani 'ma-
lei & or dei quod terraticwn intelligitur defeptem * tamulis unumt.
Nel camello 'di Valiefiredda : Officium vestakii babet in di"
Bo cajiro expUtam^ decimam grani de- foto- territorio di&i eaftri »
Gattula T.Hi. pag.427.
Nel mònaftero- della Tvimtà della Cava fu pure il Vejiara*
rio ) e vi durava anche verfo- la fine del fecolo xiii. Nella concef-
fìone- della chie£i , e cafe contigue di s. Niccolò de Palma (oggcu
ta al mònaftero Cavenfe , che fece Gerardo vefcovo^ di Sabina
Tanno- MCCLxxxiv. a 2^. di Novembre ind.xiii; a Perna badefla
di s. Paolo di Sabina , ed- alle fue monache fuggite in Salerno
per timore delle guerre fi trova mentovato * Calotto monaco. , e
Veftarario dei mònaftero Cavenfe. , come fi- può vedere preflb
ÌUgbelli nel T.vii. ove tratta degli arcivefcovi di Salerno fottoil
numero 2 8r E qui darò fine al mio dìicorib del Fèjiarario -
IL FÌNM^
(i> Tmoto l mifufadifn&ò > di- bia^^ ^- kgmetttffi» iiJtpdetwù^
(a) Foiiè Csrhtf •
INDI-!
sop
INDICE DE' DOCUMENTI
RIFERITI NELL'OPERA.
^ r ' T) Alombo diacono dona a Fulcualdo ahate di
• ^ccxLvuFebraio.y^ P^^^^ ^^^. .^ Lamniano pag.7%.
DCCL. Lupo duca di Spoleti dona beni al /addetto abate pag.^%.
DGCLi. Lo fieffo duca Lupo dona allo fiejfo abate la pìcciola cor-
te di S.Vito prejfo Farfe pag.%^.
BccLzi. Placito dì Gifolfo duca di Spoleti in favore del monajiero
di Farfa circa Mailiano e S.Eugenia pag.SB.
bccLxii. Placito dello Jiejfo duca in favore (tei monajiero fuddet"
to circa beni in Mailiano pag.90.
Z)ccLxiiii. LiTpo azionario fa con Alano abate di Farfa un cambio
di pojfejjioni Pa^Ji 3.
DccLxiiii. Silone figTiUolo di Rimolfo vende al P abate Alano beni
in Piniano pag.i^.
ficcLzv. Teodofio di Teudolfo eede ad Alano abate alcuni beni in
MalHano prejfo S.Eugenia«p^^-g7.
DCCLxix. Guileramo ^/Coderado conferma al fuddetto abate la dona'
XJone de beni di LsimisLtìo fattagli dallo Jìejfo Cader 2Ldopag. 7 sh
xxxLxxii. Adriano I. papa cofiituifce Miccione Veflarario ed i
Vcftararj prò tempore in giudici delle caufe Farfenfi pag.z^.
sccLXXfii. Ilderico e Taci^rga donano al monajiero di Farfa U
corti di Pontiano , di Celariana- , di Papciano e di Lamia-
no pag,^^.
iKCLXTVìh Gemmolo ^ ed Erfemario donano a Probato abate di
Farfa beni in Toligiano pag.py.
DccLxxviii. Ebremondo di Gilione dona al fuddetto abate la fué
perone in Atriano pag.97.
DccLzxxv. Adriano I» papa concede il fondo Apiniano y non fi efpri'
me a chi pagn.%9.
DccLzxxv. Romoaldo di Orfo dona ad Alperto abate di Farfà #
fuoi beni in Aufisiano Pag^pS.
sccciii. Teuderado vjsjcovo ai Rieti cambia beni in Parraria con
Giovanni abate di Farfa pag.ioo.
Dcccxii. Leone IIL papa dejinifce in un placito che Mauro di
Cadrò non molefii il monajiero di Farfa per i beni di Vi*
terbo &c. pag.^i.
DCCCXL. Campone abate di Farfa concede in enjiteuji a Soave
detto Franco beni nel territorio ^Orchia pag.i^*
DCCCLVII. Pipi*
ttt I N D
Baranh . Cefare cardinéh i. ij. 30. 31.
Batofulo di Cervulo i}.
Bartolomeo di Ravtllo 105. lotf*
Bàfilio imperatore 1.
Bafilifciano di Cojtantinopoli 5.
Beccati • D. Giangualberto abate di Subita
co 38.
Bene di Crefcenzo 25.
Benedetta 21.
Benedetto 11. 49. le. Scmtiflo 20. 21.
di Pietro 52. III. papa 38. 39. 42.
'' 43. V Ih papa 49. VllLpapa ii. l^.
i^. i8. 19. 20. IX. p4[ptf 55^ 86. X.
antipapa $6. XL ^ii^tf 58. 59. 62. 70.
71. 72. 74. 75. 76. XIV. ^if^if 4^.
ve/covo di Selva Candida , e bibliote^
cario if. ve/covo di Sabina 50. 51.
abate di Farfa 31. 32. 33. 34. re^/o-
ffiiria 9 if0fii/o 9 e fcrinario 19. *pr«r^ ,
canonico ^ e in^n^ro i6« canonico 57,
pff^e 98. C0»re di Sabina jo. ferina"
rio j\g.
Berardo 20. 21. di Landolfo 98. di Stefa-
no 22* ^ir Lacu ve/covo di Viterbo 37.
abate di Farfa $2. fj^, 98.
Berta di Giovanni di Lupo 20. 21. di Tee*
dorada ii. 13.
Bertolfo cancelliere imperiali 106* manfio*
natio* ivi,
Bettone monaco 32.
Bezone 50.
Bianchini. France(co 9. 31.
Boccaccio. Giovanni 30. 6%.
Boldetti . Marc* Antonio 75*
Bollandifli 75.
Bonaventura 78.
Bonifacio di Teofilatto 45. VIIL papa
23. 58. <S9. 61. 44. ^8. 74* 7S- 7^«
Bonino d' Adelberto 17»
Bonìperto tfffifrf/tf loi*
Bonizo Miccino 21.
Bonofo 8s«
Botgia • Pietro Lodovico ptefetto di Rama
Bottati . Giovanni 4* S^* .
Btancacci . Francefco Maria 37.
Brettone 102.
Bucdone di Gunzone 14. is»
Buonuomo 95.
Buffi. FeUciafi0 3^
C
CAHfto II. papa 3. 4. III. papa 37*
Carlotto vejlurarrio ic8.
Cainpolo 90. 9Z*
ICE
Canapone ^6. loi. abate di F^rfe 35;
efetcitale 79.
Ctf rn^ì • Piermaria 44*
Carboncello ^8.
Catli Gio: Rinaldo conte 57.
Carlo Martello 30. Magno imperatore 32*
40. 97* 98. I90. il Gfjfo^^ 44»
Cafliodoro 85.
Cau(iialdo 88.
Cecola monaca 37.
Cedreno 5.
Celeftino IIL fapa 22.
Cencio di Crdcenzo 9^. camerario ^«
Cefario di Pipino vejtarario 57. con/ola i
e ^«Ttf 42. 43. ^
Chiarenti • Famiglit Fiorentina 59.
Chiaro 84.
Cintio 77.
CktQ fculdafiio 79«
Claudio 90.
s. Clemente ^4*^4 27. V. papa 75#.
Coderado 79.
Codino 5.
Collemedio famiglia 62*
Colombano monmco 20. 21*
Colo v^ovo di Rieti loi*
Coitr/ • Ugolino arcive/covo 78»
Coroliano 52.
Cottetini. Pietro 37»
CevTfifi famiglia 9.
Corvello 89.
Corvul 83. 89.
Coftantina di Gregorio nomenculatore 4z*
43-.
Coftantino j6* Magno 5. Coptcnimo 27*
di Gregorio nomenculatate 42. 43. di
Nepi 3« 4* di Romano imperatore 5.
Creicenzo 15. 17. 2^ 93. conte dì S'if^
»# IO. 82. U. fitinatid 23.
Ctefcimbeni. Mario 23.
Creiciiio (tate 6i.
D
DAgario o Dagarino nota/o go.yu
I^iberto abate di Fatfa 91. 92^
David rè e ptofeta 66.
Decciolo 84.
Delfo 50.
Deodato vejlararìò 88. 93. 94.
Defiderio ri de* Langobardi 281 79. 83.
«S- 87; 9?.
Dodone vi/conte I02«
Domdato 50.
Domnario jo.
Donato iiaw^ 79t
DELLE P EU S O N E.
115
Poniilo menscd e frepofito jt*
pucange. Carlo 58.
E
EBremondo di Gillone 97.
Eiquoco veftararh 53. 54. $5*
£lmege Langobardo 47/
de Encret Michele 59. 6i. Ò2. 63*
Eraclio imperstare 2« 3.
Erfemario di Rodemareno 97»
Ermettnco 32.
Ermiteo 34.
Etizone leohs iXm * "
Ettdone 90. 91»
Eugenio IIL pap0 4. IV, jp^r^^ 56* n9*
tafo 14.
Erido di FaroUb 51.
di & Eufiachio fiunigiia 55.
E u ft afio €fmfilt e duct^ 39.
F
FArolfo 14. 51. illufire ii, 13..
Faufto tabellione 47.
s. Felicità martire 103.
Feflkrio 52.
Filiprando di Soana 32*
Florifèno 89.
Fioralo 87.
Fontànini . Giufto 3^.
Formofii 13. ^
Formolb ve/covo di Porto 41»
Francione 85.
Francòne 87. di Giovanni di Barone jo.
t di Ste&nia 50. notafo 11. dativo y e
ffor^/o 2i./crinario i^.
Frangipane • Pietro 2^. Niccolo canonìeoi^
rorapeo marche/i 23.
Fraffia 21.
Fulcualdo 98. #j^tff di Farfa 79, 82« 83..
G
GAetani fiHniglia 6u6i* 63* d4« 6^6g.
Gaidemario loi.
Gaiderjfio jo. 84. loi.
Gaido 50. Mràdiacono. xoi.
Gaiprando 97.
Gauiodo 8o.
Cattota . D. Erafino Caffinem/o 10$. xotf,
107.
Gemniolo di Rodemareno 97.
Gemmofo veSarario 31. 32»
Gennaro veftarario 28*
.Geraldo int/ctw di iSW^m xo8«
<iczoiie 96.
Ghefga S^- .
Ghifilprando di Galiano 34.
Giacomo Velletrano 23* ve/covo di Spoletì 75*'
Giliodoro 98.
Gilione 97.
Globo di Lupooe 50. notafo 50.
Giordano di Sinibaldo 94, 95. 96.
Giorgi • Domenico ó. 7- 23. 2j. 76»
Giorgio bibliotecario 32. protovejiiario di
Cojiantinopoli 5. vejìarario 41 • 42.
• 43- 44- ,
Giovannella de Pentoma monaca 37.
Giovanna monaca 37.
Giovanni IL 92. 97. di Adelberto io.
detto Adulterino i;. di Barone 50*
di Benedetto 50. di Berardo 20. 2 V
Bove 51. di Cintio 77. 78. di Do^
none $2. 53. di Francone 8ò. di Gio^
vanni ii. 98. detto Giudice ;o« dt
Lnpo 2o. 21. di Marchifiano io.
Mancino 21. detto Namio 13. Pa^
20 21. di Perofa 22. di Piero Val-
glent notaio 37. Sarto 21. di Tarta-
ro dal Teatro 23. Tignofo 36. di Ve«
nerio 50* di Ugolino 95. III. pap0
I. Vili, papa 39, 41. 44. XIII. ptfj-
pa 48. 49. . XIX. papa 53. 82. arci»
ve/covo di Ravenna 9. vejcevo 32. 43.
ve/covo di Sabina io. itf. 82* 86. ii^tf^ff
di Ftff/ir 51. 99. loc. primicero 15.
diacono 104. pr^/e e moiMc^p 49* s^*
monac^ I2« monaco Cajjinen/e 107. Su*
blacenje 48. patrizio is* i6* 17* ^onr^
di Sabina 51. 86. veftarario 48. 49.
50. 97* 98. 99. 107. da Fo/ì jenatore
78. giudice 50. 51. norif/o 36. 9Ò» 98.
Gifolfo 84. i^M^iT di 5*/0/eii 88. 89. 90. 91.
fculdafcio 97.
Giuliano 8j. .
Giulèppe di Rufticello monaco 94.
Giufto 85.
Codtheào gaftaldo 8o« 8i.
Goderifio 80.
Godeicalco 97.
Godulo 13.
Gradulo 84*
Graziano di Gregorio 42» 4?.
•s. Gregorio magno 6.7. 54. 55^^ loj. IIL
tata 30. 3 1. V.papa 51. VI. papa 86.
VlL ptf'^ii 8. 20. IX. ^tfptf 77. 78.
veflaratio $^^ ^6* primicero 4 • 43*
nomenculatoee 41. 42. 44. maefiro da
militi 42. 4^.
Grìgnano. Ludovico io2#
Guata 90.
ti4
Gualafoflk 52.
Gualtieri di RéVitU tof*
Guarengo di Buoniiomo 96^
Gudeperto notafo 81. 84. ^ .
Guglielmo abate di s. Benigno f $«
Guiderico firete e frsmiftfo loi*.
Guido 25. 50. 56. 87. di Giovanili Sarto
21. abate di JF^rr/tf. io* ii* 14. l6« 17»
18. Sa. notaio X7«
Guileramo di Coderado 79*
Guimario giudice ^i,
Gumperto di Gururo 36.
Gundualdo azionario yo« 91.
1
JAcopo de ^ro prefetto di lioffM a/^
Ttfbne 32. 86.
s. Ilario martire 105.
Ildeperga jj-- 34.
Ildeprando loo. duca di 5*^/^1 97. 99. ^
Ilderico di Teodorico 9^9 94* ^Àfle di
Ftff/^r 103. gaflaldo di Aìefì 7y«
Ilperìco 96.
Immone 35. gaflaldo di /Ur^i 82* 85.
Ingelrada 9. io. ii.
Ingebaldo giudice 50.
Ingerone giudice 2i« 5X«
Ingoile wdffiiro 32»
Ingoaldo 20.
Innocenzo IL paf£ ^6. xtf& xo7« IIL
fapa 31,^
Haacio patrizio i» 3*
liemoniTO £8. 89. jcuìdafth 9a 91»
L
T ^^3e • Fili
Lancellotto 37.
I N D I e S
TiS
Lamperto da Vakutémo 34*
Landemario nor^/o Sa. Sj.
Landolfo 98.
Langobardo 8o.
Leonardo ve/covo i^Aquìnù 107.
Leone ». di Bezone 50. Grammatioo J#
vejfarario e poi ^4^ III. 4. }!• 32. 33*
IV. papa 35* IX. papa 20. 40. impera*'
tare 27. ve/covo Onienje xoj. 106. pri^
re della Icuola del vefliath 48. 49. ^r^
flnicero 3 5. niMMrv e medico 46* fcrtné^
^ fio 13.
Livio 34*
Lodovico IL imperatore 38. 39. 44*
s. Lorenzo martire 23. 24.
Loro 24.
Lotario di Attone 17. r) S balìa 35* ^'i^
fervore io6m
Lucano 8'.
Lucciolo 83#
Luchi . Giovan Lodovico abai^ ^ s. ?«#».
lo di Komtf 36.
Lucio IL papa 4.
Luitprando rà it^ LangobarH 30. ^
Lupo 20. 2 1« 50* 98. di Spentone 84. di Th
' rano 92. itii^rtf di Spoleti 79. So. 82. 84^*
Sj. fculdafek ii.azkm^rio 83. 84. n#«i
ri^/o 50.
Lupolo 89.
M
MAbillone Giovanni 7* 55. 57*
Macone di Munaldo S3«i
Magna 85.
Magno 84.
Maifredo di Gottifredo loi* ioa«
Majolo 83.
Majorano prete e veftararlo 99. loo. roi*
Malabranca. Axìgelo fenatore 77. 78.
Mallio. Pietro 57.
Mannone efercitale 89»
Marciolo 84.
Margarini . D. Cornelio C0jfm€nfe J&
Maria ^2.
Mariani . Franceibo 35*
Marino ^^pir 44.
Maroza ' 1 7. 90.
Martino 52. 96.
Martiniano Sé. azionario 79.
Marrone 52.
Maflimo 84. 85.
Matteo vejiarario Caffimen/e 107. di Aff«
gnano monaco 105. di Cofianrimopoli
monaco 5.
B^urianula 84.
Mauringo fculdafcìo di Cf/Kr« 32» dt Ré*
^oenna 44.
Maurizio cartulario 2«
Mauro 33. di Suabino 3x« 3^
Maurone efercitale 89.
Menelao de Vico 37.
Menda 85.
Miccione notafo fegioieario € ^MfV del
velliario 25. 2tf« 27. 28»
Michele imperatore 5.
Milia 56.
Mingerada di Abbone 51.
Mhnio • D. Cherubino mon^r» 40»
Modelpeno chierico 32.
Morette. Pietro canonico 57.
Munaldo 33^
Muratori « Lodoviao 4. 13. x8. 35. 17#
aS. 30. ju 39, 40. S5« S7<
Pfmi
DELLE PERSONE^
«1$
N
NAuieo . Gabbriello I02«
Haningo da Viterbo i%.
Miooolò I. pMpé 9« III. fapM yr. mtér/o •
fegianario 9 e fcrinarto j ^. fnfettà d»
fnvì del eiébicuh mpensle ^.
Nioeforo frotaveftigrh di Cofignt$mfòli 5*
Ncurdoac 32. ij.
ODdone cente di SiAìné io. i6. Sa*
notaio 107.
Olftenìo. Luca 30.
C norio I. papa 2. 17. papa jj.
Cpteramo 99^
Orlo 98. 99*
Ctuviano 15. 16. X7« di Bonizo Mioci*
no 21.
Ottone 17. L imperatore 48. So. II. imp»
49* IIL imp. 50*
P
P^i\ Fr.Francelbo 13.
Palombano monaco 12*
Palombo 88. 92* diacono 79. 80.
Pandolfo P#y4rm48.Pandone Marepaffo 8t#
Paolo di Lorenzo giudice 78. L /#^ 3.
arciprete di s. Salvatore ^.
Papebroclùo Daniele 13.
Papiano 84.
Parenzio veflarario tf enotera j%^
Pa&uale di Nepi 3.
Paftivo di Nepi 3. 3.
Pelagio L papa i.
Penzone di Nordone 53.
Ter ardo. Stefano 55.
Peregrino Ss.
Pema baderà io8«
• Pero(k ti«
Pertario SSL
Pertone gaftalio di Rieti 79,
Petroccio 17. i8.
Pietro 2).' 32. ^^« 33. 85. 94. di Adel->
berto 10. di Berardo dli Stefino 22.
di Donato 86. di Giovami t^^yvfrfo
48. di Guglielno 106. di Guido di
Giovanni farto 21. di Leone de Fer-
rano 17. i8. di Martino 96» detto
Tubata iz» ienioce MrcìvefcovoàìAM^
venna 47. diacono Cajfinenfe lotf.
prefetto di Homa 48. veftarario 50.
aonfole e J«of 39. jm^ìi/o S3* ^
^ S« Vittore notafo 105.
f ipino r2 98. ^a»/b/r » duca $ c v(/7^r
f#rì<i 38. veftarario f. 40. 42. 43*
Pirone 13,
Pitone ifef^itala 89.
Polocronio 47.
Prando de Silva 32.
Prandulo veflararto 28.
Principe d" Orvieto /cabina 31.
Probato abate di F^rfa 25. 8o. 93. 94. 97.
97« ««T^tfAid 89.
Probulo 85,
Pupnh) 85*
' E
RAcaccio 32.
Rafìredo abate di Farfa 46.
Raganfiredo ^.
Raginaldo di Tofiana 31.
Raiponi 3. 4.
Raimondo vefcovo di Monte Cafino lofi
^ veftarario CaJJmen/e 107. ^
Raìnaldi • (Merico 77.
Rainone di Todora 87.
Rainaldo abate Cajfinanfe xotf.
Reginaldo 34.
Rentacio protovefliarioéìCifiantinapoK ^.
Riccardo da s. Germano j'ò.
Rimolfo 81; 8dL
Rimone Si.gaflaldo 97. 99.
Rinaldo di Pirone i^s giudice 107.
Rinieri di Giovanni ji* ve/covo di Sa^
bina 5i«
^i Roano cardinale ^6*
Roberto arciprete à*Orchia 37»
fj>ua. Fr. Angelo 76.
Roocione da CoroUano 52. fcrinario 15,
Rodemareno 97.
Rodeoerto 83.
Rodolfo 92. vefcovo SOrta jtf.
Roffiredo conte di Campagna 48.
Romano imperatore 5. arcivefcovo di Ra-^
venna 4^. canonico de* ss. Giovanni
a Paolo yj. di Bonaventura vefiara-
trioyi. di Jfii/7!# 21.
Romano fuddiacona e regionario 38*
Romoaldo di Of^o 98. 99.
Ropiando 32.
Rocci . D^Sifto Cajfmenfi 44.
Rofinonda regina 47. *
Ruggieri» Coftantino 58.
Rudi ancilla Bei 4^
Ruftìcello 94.
Ruftico di Asone 98.
P a
Sali
u
xrtf
INDICE DELLE PERSONE .
SAbino di FonnoGi i^.pnte so^
Sabttla 85.
Saburrone 89.
Salomone 66.
Savelli . Giovanra e Pandolfo 77» Luca
/enatore 77. 78.
Scaptolfo mejjo ioo«
Scmtaro 9. ic»
Sergia di Teoftlatto 46.
Sergio di Tarano 92. I. f^pa 41. TI. m^
pa 41. IV. papa io. pren e vejia^
tarso !(/. 30.
Severina papa t.
Sicardo aiate di Farfa 103. xo4*
Sicuranza di Vico yf^
Siefreda 52. dì Pietro 53»
Signoretto 9^.
Silveftro IL papa 51.
Simone d> Giacomo Felleirana 23*
Simonetta monaca 37»
Simeone ^o»
Sindone 84.
«SiAibaido 94. 96.
Sifone di Runolfo 8$» «
iSpm/ famiglia Fiorentina 59W
untone 84.
Soave detto Franco di VfCoat jfr
•Solomo di Lamperto dà Valenumo 34»
Stantio 2o.
Stazio IDI.
Stefiuiia 59. 94,
SteCmo 22. 50. 84, fan$o protomartire $4.
lll^papa 3. 41, V.papa 3.43. vefiara»
rio 47. fecondicerio 4> mtafoiÒ^^u
^4. 97.
SnaiMno ^i.
Soiànna ai Landolfo 8z#
TAciperga di Tadperto 93: 94.
Taciperto 32. 93^ 94. de Sifva 32«
vejiarario 83. 84. 85. 8À 87«
Tacone 97.
TznsaodelTeabùi3^
Taffia 8a^
Taftaldo ik/eovo 32#
Tebaldo 86. .
Tedemario di Cesene fó^
Tederatt uu
Teodicio duca di Spoletì 28. 79. 83. Sj.
87. 93.
Teodorico 03. 94.
Teodemondo 88. 89. 90. 98.
Tèoderacio fculdafeio 99. notafo 8o«
Teodora di Teodorada 11. 13. nobilijjl^
ma II. 13. vejiariarejfa 46. 47.
Teodoro 49. ve/covo e vicedomino 3. jimh
Jionario di ^.Pietro 6.nomencul0tore 32*^
Teoduli 58.
TeodoCo 88. di Teudolfe 87.
.Teofanio lai.
Teofilatto vefiarario 45. 46. 47* nemanetO'
latore 42. 43.
Teofilo imperatore 5,
Tertulliano 34.
Tendendo ve/covo di il#rr# 99. loo. tot^
Teuderifino 87*
Teuferìo prete e montf^ 98.
Teut(K5o» monaca 32. lot. ^1» e monoi*
co 100. 191.
Todora 87.
8. TommCo aèate di Farfa io;«
Totone duca ài Nep }•
Tranfmondo 52.
Tribunolo 8^.
Tuono. GiacooM) 9.
Timnone i/«rif d' /imif 28;»
VAIentino 23. martire io;#
Varoib monaco 89. 90.
Uberto 23. di Maria 52. vefcofoo Zo.g^m
dice 50. 9Mrif/o 51. 8d.
Verardo di Pietro notaio 37*
Venerio 50.
Ughelli. Ferdinanda 78. xoir 108*
Ugo ria" Italia i^. abate ài Farfa loi.ioa;
Ugolino 9^.
de Ff ra. Vedi Jacomo,Sicuranza,e Menelao^
Virobono ve/covo di To/eana 35.
Vito di Bartolomeo 00^^1/0 37,
Ulpicia di Sergio 45.
Umberto aiata di Subpacù 4X»
Uflbae 35.
Ufualdo 98^
Z Accana ymutffy» 99.
INDICE
DE* LUOGHI SACRI
MENTOVATI NELL' OPERA.
"7.
« *
SAgpftino di Limoftno pag. 58.
A S. Aleffió neir Avemmo 50. ^
S. Angelo "^^.ìn Borgo 14. àiTeodice xo8.
SS. Apoftoii baftlìca in Roma u
S. Benigno di Diviono ;}.
S. Benedetto di Monte Cafino IC7. di Pi^
naffo 107.
Cellanova Monafleroj cioè S. Sabba 104.
S. Ce&rio oratorio nel Laterano 3. 4* 4i-
S. Colomba di Capitiniano 9. 1 1. 12« 14.
S. Croce dentro ilmonajiero di Farfa 53.
S. Elia ICO.
S. Erafino di Roma monaflero 38.
S. Eu^nia di Malliano ìij. 88. 89.
S.Eùticio ICO.
SS. Fauftino e Giovita diBre/cia^ó*
*S. Felice di Piniano 85. 8tf.
S. Germano monaflero 58*
S. Getulio ^6. 47.
S. Gjoiranni in Laterano j. 23. 3$. ^fVtfn-
ri porfif Latina 23.
SS. Giovanni e Paolo di Roma 37.
Gradi convento delP Ordine di S. Domeni^
co in Viterbo ^4,
S. Gregorio preffo jl Laterano 4.
S. Gregorio 'nel clivo diScauro^^. .
S. Laudo di Roano 58.
S. Lorenzo di Aujigiano 98. 99.
$• Magno f Amelia monaflero 37.
S» Maria ^ Araceli 77. di Canali mona^
fleto 37* di Farfa monaflero 8. io. i8.
19. 12. 14. 16. 20. 25. 27. 31, 33* 14.
35.46. 51. S3«79v8c. 81. 82. 86. §8.
89. 90. 91. 93. 94. 9S- 97' 98. 99.100^
lei. 102. IO j. ài Formeilo 1%. 16. i8.
19. 20. 22. Maggiore bafilica di Ro^
ma 4j. 46. 47. 56. delle terme Alefi»
fandrme 20. in Traftevere ^7. di ì^
terbo 36.
S. Marta nel Vaticano 30.
S. Martina di Roma 57.
S. Niccolò nel Laterano 3. 4. di Palma
108. •
S. Paolo bafilica e monaflero di Roma 28»
, 36^ 37* 44* di Sabina monaflero io8»
S. Pietro 31. di Catino 52. de Frasleis ^j»
Imperiale di Taranto loj.pieve 3^. dì
Petroro ^i.in Vaticano 7. 28. 30. 57*
S. Sabba monaflero di Roma 104.
S. Sabino 92.
S. Salvatore arcipretura 37. prejfo il ma*
naflero di Farfa 103. Maggiore mo^
naflero loo. in Sabina 46.
S. Scolaftica di Subfaco monaflero 37«39*4I«
S. Sifto di Roma ^i. di Piacenza 44*
S. Stefano (ti Lamiano 8o.
SS. Trinità della Cava monaflero to8*
f. Valentino di Calviniano $u
S. Venanzio nel Laterano 3; 4.
SS: Vincenzo ed Aaaftafio alP Acpta SaU
vie ^ 76.
S.yiXQdìFarfa^. timajlero di Rpma ^9,
tHBU
tlt
INDICE
t •
D E G V ALTRI LUOGHI
MENTOVATI NELL» OPERA.
A Girano 50.
Acuziano mcmte in
tutti i documenfi Far*
fenfi •
5. A«ata campo mRùma 48.
iUelIuIa 33-
Alamagna 6^. 6i. 69.71.
Albano 48.
Alluni 87.
Ambrofiana èiòtiotecg 3^
Amelia 57.
Anagni 76* 78*
Angano 9^'9Jf->
AntìAMofoJfo ^2*
Anziano 35»
Apiniano z8.
Sd. ApoftoUjptffAsa diiU»
ma 14.
i^pii porta 2^^
Aquino xo7«
Aragona 6u 6z. tfj.
Ara marmorea 87.
Afiliano8o.8i.8z«
Atriano 97. 97.
Avwipne 75. ^6.
Aungiano ^i, 99.
Benevento 78.
Belano ^ .
Siedano fiume 35.
BoUena 34.
Bordone jojfo gz»
Bomogna 55. 6u
Brelcia 36.
Cale nt ino rivo 95.
Calviniano 51.
Campagna 48. 30.
Campo di Nerone 30. 31.
Capena \6m
Capitiniano 9, io. ix.iz.
i4«
Caprarita jo.
Caprarola 37.
Carbognano 37.
Carfagnàno 34.
Cafale de Petroccio 17. x8«
Calale PetriLeoais 17. 1 8»
Caftel S. Angelo 48.
Caftclnuovo 107.
Catmo 51. 52,.
Cava 108.
Caziano 33.
Ceiariana 93.
Ceiariano 31. 33.
Chalon 43.
Cipro, óf.
Civica Caftellana 36.
Civita vetula p.
Colbertiha biblioteca 29.
Còl di Nera 95. \-
Collinenfe territorio 47« '
Comuziano |3.
Co(UatinopoIi 2. 5.
Eftenfè bìplioteca jfi.
S. Eugenia cafiello 92,
Fardegaa cava 35.
Farfii fiume 84. %6. Vedi
. SJaaria di Farfa neìtift*
dice deUuoghi /acri .
Fipla So. 81. 82.
Fiiignuo rivo 87.
Formale 12.
Foonelia io. i$« 16. x8.
X9. 20. 22. 23.
Fornicata 46. 47.
Forano 95.
Foro di Sabino 92.
Francia 30. 4t. $9. 63. 72.
Gabio in Sabina 20. 85.
Galiano 30.
S. Giorgio cafiello xo7«
Genova 73.
Germania 41.
S. Germano eittì^ \9j»
S. Getulio ror^e 46. 47.
Giuiianello 37.
Hordiia . Vedi Orda cNor*
chia. ^
Imperiali biblioteca 38.
Inghilterra 59. òo. ^x.
Ó4. iStf.
Laia rivo 95.
Lamniano 8o. 93. 94.
Lamiano 79.
I^teraociue palgtM i. a.
^ •
3. & 9. 31.32.3441. xoj»
Lavicana via 14.
Limolino 58.
Lione 5?. 7$.
Lombardia 6j.
Lucca 67-
Luniano io.
Maggiore fiume » cioè tf
Tevere 95.
Malliano a S. Eugenia 87.
S8. 89. 90. 91.92. Vedi
S. Eugenia nelt Indice
de* luoghi /acri •
S. Martino colle xoo.
Mafla di Formello 18.
Mafia del veftiario 9. xc^
il. X2. 14* X5. 20.22»
Mariannla 83-
Maurianula 85.
Mazara 66»
Melfi lotf.
Mignone fiume 35.
Milano 36.
Mitrobi porta
Montagnano 83.
Montagnola 37.
Montaltenfi 77.
Monte S. Michele 58*
Monte Romano 37.
Mozano 82.
Nami 8i.
Navarra 63.
Negoziano 85.
Nepi 3* 4^
Noce foffo 92.
Norchia • Vedi Orda •
Drcla 34*
Oru 36.
Ortifiano 85*
Facciano 94. 95.
Papciano 93. 94*
Palma xo8.
S*. Pancrazio ^foTTif 35.
Faranzana monte 35.
Paxraria ^9. xoo. xox«xo2«
Patrimonio provincia 46%
Pentoma 37.
Perugia s8« 62. 7S« 76*
Petroro 51.
Petroxano 50.
Piedimoate 107.
S. Pietro caftello 106.
Piiiiano,e Pinianenfi Sf.Sj.
Pifa 66. 68.
Ponte (àlaro 9. 12. ao.
Pontiaoo 93*
Pontyon 43.
Porto 41.
Quarazano 47.
Ravello loS.
Ravenna 9. 44* 47*
Rems «S. 65. 7Ù.
Renziano 85.
Reviano 87.
Rieti 31. 35. 78. 80. 9u
82. 83. S4. 8$. 85. 87.
88. 89. 90. 91. 94- 97^
09. IOI« I 2.
Rilpampano 37.
Roano 58.
Roma 9* 20. 25. 27. 29.
io.3S.4S.48»SM6*28*
Sabina io. ii. 17. tS.
19. 25. 32. 46. 50* sr.
79. 82. 84. 85. 91. 93«
94. 95. 97* 98. io8.
Saiemo 108.
Scandiliano 83.
S. Sebaftiano portg 23%
Selci 92.
Selvacandida 19.
Septimiliana 9$.
Soana 32.
Sorbo {o.
Soriano 35.
Spoleti 71. 79« 82«83.84«
8^. 89. 90. 91. 96. 99%
Subjaco 40. 41. 48.
Tarano 82. 92.
Taranto 107.
Tartaria 57.
Tauriano 8{.
Teodìce io8«
Terentilìano 33*^
Terme Aleflandrine io«
Tevere 35. 46. 92. 95»
"f
Telano 47.
Tivoli 37. 78.
Tolfanova 37.
Toligiano 97.
Toranciano 85»
Tofcana 31, 35, io|*
To(canelIa 91.
Tours 54. 72.
Valentano 34.
Valerano 37. ^
Valle ICO.
Vallefredda teS*
Valle Tibe 87.
Variano 85.
Vecima 87»
Venafra 107.
Vetralla 35. 37^
Via Flammia 29*
Vico Flaviano 35*
Villa Ruftica 45.
Viterbo 31. 32. 36. 37^
Vitorchiano 35.
S. Vittore cajtiUo loj.
Urbana 98t
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